San Giorgio sulla bocca di tutta Italia dopo la «provocazione» del sindaco Ruggeri

bambini animali

SAN GIORGIO SU LEGNANO – Ha fatto il giro d’Italia la notizia pubblicata per prima domenica scorsa, 31 maggio, da Malpensa24 sulla «provocazione» del sindaco di San Giorgio su Legnano Claudio Ruggeri, che ha invitato i concittadini senza figli ma con cani o gatti a contribuire di propria volontà alle spese di chi invece i figli ce li ha. E deve fare i conti con spese in aumento – Ruggeri ha fatto l’esempio della mensa scolastica – e pure con una fiscalità che, anziché aiutare chi mette al mondo bambini, lo penalizza: sempre il sindaco ha citato il caso della Tari, calcolata anche in base al numero dei componenti del nucleo familiare; mentre chi ha un animale in casa queste tasse non le paga.

In effetti, gli ingredienti per far diventare virale la notizia c’erano tutti: famiglie, bambini, animali da compagnia, carovita, gravami fiscali, perfino le pensioni. Già perché, per illustrare la sua proposta dalle pagine del periodico comunale, il primo cittadino ha coniato uno slogan fantastico quale «il Labrador di casa non vi pagherà la pensione»: come dire che il sistema previdenziale si basa di necessità sul ricambio generazionale, e che se questo viene meno, a pagare il vitalizio a chi non ha figli provvederanno i figli degli altri.

Notizia ripresa da ogni media

Tanti temi belli grossi e delicati, insomma, affrontati da Ruggeri come detto con lo spirito della provocazione. Come proporre, dando il buon esempio per primo, di versare un contributo simbolico, almeno 20 euro, per ogni animale domestico posseduto, per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare la retta della mensa. Rimbalzata da Malpensa24 sulla stampa nazionale da Chioggia alla capitale e ripresa da radio, agenzie di stampa, tv (ne ha parlato anche Rai 1), la proposta/provocazione del sindaco sangiorgese è di quelle che dividono, scandalizzano, solleticano un giudizio e accendono gli animi. Insomma, fanno discutere.

A leggere i commenti raccolti dal nostro giornale e sulla pagina social di Ruggeri, la proposta di fatto non è piaciuta quasi a nessuno, anche se l’autore ha subito premesso che «ognuno è libero chiaramente di fare ciò che desidera». «Ditemi che è Lercio» implora uno, «un animale domestico non rischia di crescere e diventare un “maranza” di una baby gang o un Turetta» accampa un altro; ci sono l’immancabile complottista («ma non vi vergognate a sbattere ancora a ’sto mondo finito e malato altri figli da mettere nel tritacarne del Sistema?») e l’insuperabile egoista, che dimentica di essere stato anche lui (lei) un figlio («Mi sembra che chi non ha figli già finanzi asili, scuole, trasporti per l’infanzia ecc.»).

«I social? Non li guardo. E basta interviste»

Segno evidente che è stato toccato più di un nervo scoperto. La questione, di sicuro, meriterebbe ben altro approfondimento, e su vari piani – sociale, economico, fiscale, demografico, culturale – di un commento on line frettoloso e magari volgare. «I social? Non li sto guardando» replica il diretto interessato, che con ogni probabilità non si aspettava affatto di suscitare un simile putiferio. E mentre le donazioni sollecitate risultano «in lenta evoluzione», lui, Claudio Ruggeri, il sindaco in queste ore più citato d’Italia, sceglie il silenzio: «Ho già richiamato tutto l’universo televisivo italiano, dicendo loro che mi fermo qui e non mi presto più a interviste né in diretta né contributi registrati. Tutto quello che dovevo dire l’ho scritto sull’editoriale». Mai periodico comunale fu più letto e discusso.

Il sindaco di San Giorgio: «Proprietari di animali, date un contributo a chi ha figli»

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