Il Pride divide ancora la Provincia. Passera (Pd): «Magrini, ti aspettiamo alla sfilata»

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VARESE – Due anni fa la mozione presentata dal Pd, respinta dal resto della maggioranza e dall’opposizione. Lo scorso anno invece neanche la discussione, bensì il ritiro. In entrambi i casi i dem avevano dovuto masticare amaro. Questa volta non c’è stato nessun voto da esprimere, con il presidente Magrini che – astutamente visti i precedenti – ha portato il tema del patrocinio al Varese Pride sotto forma di comunicazione al consiglio. Se lo scossone politico non c’è stato le posizioni però sono rimaste sempre distanti. 

Il Pd dà appuntamento alla sfilata

Marco Magrini ha ricordato il recente convegno sul tema delle discriminazioni promosso da Arcigay, a cui la Provincia ha dato ospitalità a Villa Recalcati, nell’ottica da lui più volte espressa negli scorsi anni di voler affrontare il tema nelle sedi istituzionali con momenti di approfondimento. Ma la stessa associazione ha chiesto il patrocinio anche per il Pride che si terrà il prossimo 20 giugno nel capoluogo, con l’edizione del decennale. «Spettando al presidente la decisione sui patrocini ho deciso di ascoltare la discussione dei consiglieri prima di decidere», ha detto Magrini lasciando la parola all’aula. Primo a intervenire Fabio Passera del Pd. «A nostro avviso sarebbe un errore da parte del presidente della Provincia quello di non concedere il patrocinio all’iniziativa – ha esordito – le Province hanno tra i propri compiti la lotta alle discriminazioni e concedere il patrocinio sarebbe un modo concreto per ribadire pubblicamente questo impegno». E ancora: «Negare un patrocinio significa prenderne pubblicamente le distanze: e questo per noi non è accettabile». Prima di lanciare l’invito a Magrini, che un anno fa dopo tutte le polemiche aveva spiazzato tutti presenziando a sorpresa alla parata. «Le estendiamo l’invito per rivederla come lo scorso anno per le strade di Varese, a godersi con noi il passaggio del coloratissimo corteo del Pride 2026».

La playlist di Colombo

Dai banchi dell’opposizione la prima voce ad alzarsi è quella di Marco Colombo di Fratelli d’Italia. Che nel tornare ad affrontare un argomento più volte dibattuto clicca simbolicamente il tasto aggiungi alla sua ormai lunga playlist di Villa Recalcati. Il pezzo è uno di quelli storici della musica italiana: Ancora di Eduardo De Crescenzo. «Invito il presidente a mantenere le posizioni che ha tenuto fino a adesso: poi se vuole partecipare partecipi, ma come comune cittadino». E sul merito della questione: «Non sono d’accordo a dare il patrocinio a chi si dice portatore di buoni valori quando poi al Pride di Roma viene escluso il carro della comunità ebraica». Voce contraria – pure questa volta –  anche nell’altra parte della maggioranza, quella centrista che fa riferimento a Forza Italia. «Pensavo che quest’anno non ci fosse ancora questa discussione, mi sembra un po’ stucchevole. Dire a tutti che questa è una cosa buona – questo fa il patrocinio – è una cosa ingannevole e sbagliata», le parole di Enrico Vettori. Replica dai banchi del Pd: «Niente di nuovo sotto il sole, le posizioni sono abbastanza chiare – ha detto Alessandra Agostini che ha la delega alle pari opportunità – ma io sono contenta che questo argomento si ripropone ad ogni giugno. Secondo me è doveroso parlarne».

Magrini: «Ora deciderò»

La chiusura ovviamente è spettata al presidente. «Io l’obiettivo l’ho raggiunto perché sapevo che portare il voto in consiglio provinciale avrebbe creato problemi sul principio – ha detto Magrini – spettando a me la decisione ho sentito varie posizioni». Ha ribadito la volontà di affrontare argomenti legati a diritti e discriminazioni in eventi come quello ospitato in Provincia. «Questo è un aspetto e poi c’è il Pride che è un’altra cosa. Io ho partecipato l’anno scorso, non ho visto cose pazzesche anche se altre volte ho visto cose che non condividevo». Senza però svelare quale sarà la sua decisione. «Qui non c’è nessuno secondo me che vuole discriminare: io volevo portare in consiglio la discussione e vedrò di farmi consigliare dalle mie posizioni e vedremo cosa fare su questa richiesta dell’Arcigay».

BigMama madrina del Pride del decennale a Varese. Parata e concerto ai Giardini

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