SAN GIORGIO SU LEGNANO – «L’ennesima occasione mancata per affrontare con serietà, visione e coraggio le reali sfide urbanistiche del nostro tempo». È il giudizio di Uniti per San Giorgio dopo la presentazione del Piano di governo del territorio (Pgt) del Comune, che a detta del gruppo di opposizione alla giunta Ruggeri «appare debole, privo di spinta innovativa e incapace di proporre una visione del futuro del nostro territorio».
Trevisan: «Situazioni paradossali»
Ciò che lascia più perplesso il gruppo di minoranza è l’applicazione «cieca e burocratica» della legge regionale sulla riduzione del consumo di suolo. «Una norma nata con intenti condivisibili – osserva il consigliere comunale Samuele Trevisan – ma che nella sua attuazione si rivela miope e, in alcuni casi, profondamente iniqua. In particolare, la modalità con cui viene individuato l’indice di urbanizzazione finisce per generare situazioni paradossali. La normativa regionale, per come viene applicata, risulta sbilanciata: l’indice di urbanizzazione viene calcolato con logiche astratte e meramente quantitative, che non tengono conto della qualità, della posizione e dell’effettivo impatto sul territorio di San Giorgio».
A rendere la situazione ancora più grave è la scelta «incomprensibile e profondamente discutibile» di destinare un’area in prossimità di abitazioni a nuova zona industriale, «ignorando completamente alternative più logiche e meno impattanti, come aree già urbanizzate, meglio collegate e distanti dai centri residenziali. Si sacrifica la qualità della vita dei cittadini pur avendo opzioni migliori, meno invasive e urbanisticamente più sostenibili. È legittimo chiedersi: perché un principio di sostenibilità viene applicato solo in modo selettivo? È questo il modo corretto di applicare una legge?».
Scelte discutibili sulla destinazione dei terreni
Uniti per San Giorgio chiede quindi all’amministrazione comunale di «rivedere il Pgt con maggiore apertura, giustizia e visione. E auspichiamo che anche in Regione ci si interroghi sulla reale efficacia e giustezza di una normativa che, così com’è, rischia di produrre più danni che benefici. Non possiamo infine non rilevare come, nel corso dell’incontro pubblico di presentazione, l’atmosfera si sia fatta ben presto carica di delusione da parte di molti cittadini. Alcuni atteggiamenti tenuti durante la serata da chi avrebbe dovuto ascoltare e accogliere osservazioni e proposte, hanno invece dato l’impressione, purtroppo diffusa, di una certa insofferenza e superficialità nei confronti di chi esprimeva dubbi o critiche.
«Permane inoltre forte incertezza sui criteri utilizzati per individuare i terreni da riclassificare: la mancanza di trasparenza e di oggettività nelle scelte ha generato un senso di sfiducia e amarezza. Alcune decisioni appaiono più vicine alla logica del favore personale che a quella dell’interesse pubblico. Emblematico, in questo senso, è il caso dell’unico terreno completamente trasformato in area agricola, non riconducibile, per quanto ci risulta, a proprietà vicine all’amministrazione: una singolare coincidenza, che lascia spazio a interrogativi leciti».
Assemblea pubblica a San Giorgio con l’autore della variante generale al Pgt
