LONATE POZZOLO – Alfa, operazione sostenibilità al depuratore di Sant’Antonino Ticino. Sono terminate gli interventi di revamping, che permetteranno di aumentare l’efficienza dei processi, migliorare la qualità dello scarico finale e ridurre l’impatto energetico e ambientale dell’impianto. Inoltre, il gestore idrico della provincia di Varese ha voluto lanciare un segnale simbolico, con la piantumazione di nuovi alberi nel giardino esterno alla struttura. Una prima operazione di compensazione legata alla stampa del bilancio di sostenibilità, che è stato consegnato in forma cartacea ai collaboratori della società: «Per dare consapevolezza a tutti che sono parte delle scelte strategiche di Alfa, che il lavoro di ognuno di loro è al pari di quello degli altri», le parole del presidente Paolo Mazzucchelli. Un’iniziativa che si ripeterà anche nei prossimi anni.
Operazione sostenibilità
Progetti che sono stati presentati questa mattina, 4 dicembre, al depuratore della frazione di Lonate Pozzolo, fra i principali (è il quarto) in Regione Lombardia. Mazzucchelli ha ricordato «l’evoluzione di questo impianto: aveva criticità importanti, ma oggi è totalmente conforme e ottenuto grandi risultati, come la possibilità di utilizzare l’acqua anche in agricoltura». Sulla piantumazione degli alberi ha sottolineato che è «in linea con la mission di Alfa». Guarda il video:
Presente anche l’amministratore delegato Marco Cavallin, che si è concentrato sui «grandi investimenti fatti nel tempo per recuperare i deficit». E ancora: «Siamo andati anche oltre», riferendosi alla «buona qualità» dell’acqua. Ha parlato della gestione dell’impianto e del processo che «richiede molta energia, quindi stiamo ottimizzando anche il sistema industriale». Fino ai riferimenti all’economia circolare, «lavorando sul fatto che ciò che è un rifiuto possa diventare una risorsa». Insomma, «la sostenibilità è un tema al centro del nostro agire». I dettagli nel video sotto:
Così Annalisa Berni, responsabile del ciclo idrico integrato per Alfa: «Abbiamo messo mano a tutto l’impianto, fino a renderlo funzionale». Diversi gli interventi di «ottimizzazione» che hanno permesso di raggiungere risultati. Tra interventi legati all’economia circolare e progetti «orientati alla simbiosi industriale». Il commento: «Stiamo investendo molto, sia economicamente sia a livello energetico. Molti degli obiettivi conquistati sono il frutto della passione che le persone hanno messo negli ultimi anni». Guarda il video:
L’impianto di Sant’Antonino
Ma in che stato è l’impianto di Sant’Antonino? Lo spiega una nota a margine della presentazione moderata da Debora Banfi: «Grazie alle nuove dotazioni tecnologiche e a un sistema di monitoraggio continuo, garantisce oggi acque depurate di elevata qualità, nel pieno rispetto dei limiti di legge». Inoltre, «ha ottenuto l’autorizzazione al riuso delle acque depurate in agricoltura, un traguardo strategico per il territorio. Questa possibilità potrebbe consentire, in futuro, di ridurre il prelievo di risorse idriche naturali e di supportare le attività agricole locali, in un’ottica di economia circolare e gestione sostenibile dell’acqua». Inoltre è dotato di soluzioni tecnologiche «avanzate», come il controllore di processo Oscar, «capace di ottimizzare in tempo reale i parametri di trattamento, riducendo consumi energetici e emissioni». Il contributo del fotovoltaico permette inoltre di «recuperare energia e abbassare ulteriormente l’impronta energetica».
Tra le iniziative più originali sviluppate all’impianto, c’è il progetto di allevamento di alborelle in vasche alimentate con acqua depurata, realizzato con università e centri di ricerca: «L’obiettivo è di contribuire al ripopolamento dei corsi d’acqua locali, unendo biodiversità, economia circolare e innovazione». Ma dietro a ogni miglioramento c’è la «professionalità delle persone che lavorano nell’impianto: tecnici, operatori e specialisti che ogni giorno garantiscono continuità, sicurezza e qualità del servizio».
Gli ingegneri americani a Sant’Antonino. Tour alla scoperta del depuratore
