Io Partecipo torna sull’intervista a M24 TV del sindaco di San Vittore: «Quante falsità…»

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SAN VITTORE OLONA – Alcune considerazioni sulle modalità e sul contenuto dell’intervista video rilasciata dal sindaco di San Vittore Olona, Marco Zerboni, a M24 TV (nella foto). La comunicazione istituzionale per un amministratore pubblico dovrebbe essere una grande responsabilità. Bisognerebbe parlare di fatti e supportare le affermazioni con dati reali e veritieri e non ridurle a mera autocelebrazione spacciando come propri dei risultati per cercare di sostenere ad ogni costo un cambio di passo – che di fatto non c’è – nella gestione del Comune.

Se il proprio programma non brilla per idee, proposte e obiettivi ma solo per manifestazioni di intenti e affermazioni di principio, sarà dura comunicare qualcosa nel corso del mandato e ci si limiterà a criticare e a lamentarsi di quello che altri hanno fatto prima o, peggio ancora, a tentare di far passare come propri dei risultati che chi ci ha preceduto faticosamente ha impostato, progettato e finanziato.

Associazioni e sicurezza trascurate

Il sindaco Zerboni esordisce con una affermazione che ci lascia meravigliati: “Abbiamo trovato una situazione in cui c’era una cittadina un po’ spenta; nel corso del precedente mandato c’è stata poca partecipazione da parte delle associazioni, noi invece pensiamo che queste realtà vadano coinvolte”.  Siamo rimasti meravigliati per due ragioni. La prima è che nel precedente mandato amministrativo il sindaco Zerboni e l’attuale vicesindaco Salmoiraghi si sono distinti per la loro assenza alle iniziative proposte dall’amministrazione contrariamente a quanto fatto invece dalle associazioni; la seconda è che abbiamo ben presenti gli adempimenti burocratici e amministrativi richiesti alle associazioni dall’attuale amministrazione per organizzare le proprie manifestazioni. Abbiamo quindi avuto l’impressione che l’obiettivo reale sia quello di ostacolare e non favorire il lavoro e l’attività delle associazioni presenti nel nostro paese, anche se viene affermato il contrario.

Ha poi affrontato l’argomento sicurezza, un tema al quale questa amministrazione afferma di tenere molto. Il grande risultato realizzato è stato assumere tre agenti di polizia locale di livello C anziché due di livello C e uno di categoria D (sai che grande sforzo…). La precedente amministrazione ha avviato i concorsi e finanziato le assunzioni, l’attuale ha solo concluso un iter già avviato. Ovviamente nessun cenno alle telecamere installate dalla precedente amministrazione presso tutti i parchi comunali e soprattutto al progetto di installazione in diversi punti del paese di telecamere ad alta definizione, già approvato dagli organi tecnici della prefettura ed entrato in graduatoria e in attesa di finanziamento. Nessun cenno forse perché l’argomento telecamere e videosorveglianza potrebbe creare qualche imbarazzo a chi già faceva parte dell’amministrazione Vercesi? I documenti sono tutti agli atti del Comune.

Taciuti i meriti dell’amministrazione passata

Si è preferito parlare di sicurezza in termini di difesa spondale del fiume Olona, ovviamente senza alcun cenno al fatto che la copertura economica di queste opere rientrava nel finanziamento di 1.300.000 euro già ottenuto dalla precedente amministrazione insieme ai Comuni di Canegrate e Parabiago per la messa in sicurezza degli argini del fiume Olona, al quale si deve sommare un ulteriore contributo di 400.000 euro ottenuto a compensazione delle opere delle vasche di laminazione.

La parte più ambigua e scorretta dell’intervista avviene quando Zerboni si straccia le vesti sul fatto che non si potranno introitare oneri di urbanizzazione a causa del Pgt scaduto e in corso di revisione per il conseguente rallentamento dell’attività edilizia. Per comprendere come stanno veramente le cose bisognerebbe confrontare gli interventi edilizi – tutti già previsti dal Pgt in vigore ma rimasti quiescenti per anni – resi esecutivi dall’amministrazione Rossi rispetto alla precedente. Ci si renderebbe conto che per la gran parte delle iniziative urbanistiche minimamente appetibili per gli operatori del settore sono già state sottoscritte o avviate convenzioni e tutto ciò che poteva essere fatto è stato fatto. Gli stessi professionisti del settore che fanno parte dell’amministrazione Zerboni potrebbero confermare, almeno per onestà intellettuale. Le altre sono rimaste al palo probabilmente perché scarsamente appetibili già in base alle previsioni contenute nel Pgt scaduto e in corso di revisione. Pertanto, il lungimirante Zerboni, che non perde occasione per rimarcare la sua esperienza amministrativa ultradecennale come assessore, anziché piagnucolare per la mancanza di oneri e il Pgt scaduto avrebbe già dovuto preventivare uno scarso introito di oneri di urbanizzazione, non tanto per l’assenza di una revisione del Pgt in scadenza, quanto appunto per la mancanza di appetibilità per gli operatori del settore di parecchi interventi contenuti già nel Pgt vigente.

Prova ne è che nel programma Zerboni di opere pubbliche neppure l’ombra, salvo la “cittadella dello sport” contenuta solo nel libro dei sogni dell’attuale amministrazione dal momento che l’area sulla quale costruirla è ancora da acquisire da parte del Comune con i complessi meccanismi previsti dal Pgt, cosa non semplice e con scadenze non brevi. Delle due l’una: o mancano idee al riguardo, oppure, avendo già considerato di non poter contare a breve sugli oneri di urbanizzazione – ma che prima o poi gli arriveranno in forza delle convenzioni sottoscritte da chi lo ha preceduto – la caccia ad altre modalità di finanziamento ancora non ha portato risultati… sempre che sia stata avviata.

Ancora in tema di tasse

Le lamentazioni trovano il loro apice quando il sindaco Zerboni dice di essere stato costretto ad aumentare le tasse per finanziare quello che non potrà essere finanziato con gli oneri di urbanizzazione. Abbiamo già spiegato di come tali oneri servano per finanziare le spese di investimento e non quelle per la gestione della macchina comunale (la cosiddetta spesa corrente) ma probabilmente questa versione al sindaco fa più comodo. Quanto all’equità degli aumenti abbiamo capito che è un concetto che il sindaco non comprende. Ma come si fa ad affermare che uniformando l’aliquota Irpef per tutti i redditi si ridistribuisce equamente il carico fiscale? Sarebbe come dire che il peso di quell’otto per mille è uguale sia per un cittadino con un reddito di 12.001 euro che per uno con un reddito di 75.000 euro. Dire poi che ci sono Comuni con aliquote superiori quando il limite massimo dell’otto per mille è stabilito per legge significa essere consapevolmente in malafede o ignorare ciò che stabiliscono le normative applicate.

Lista Io Partecipo-Daniela Colombo Sindaco

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