Sanvittore SiCura contro le “Strade verdi” in piazza Italia: «No a giungla urbana da mezzo milione»

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SAN VITTORE OLONA – Sanvittore SiCura contro il progetto “Strade verdi” dell’amministrazione Zerboni. Un’operazione da mezzo milione di euro «che rischia di soffocare il centro, cancellare le tradizioni e paralizzare la viabilità. C’è un limite sottile – argomenta il gruppo di opposizione – che separa la coerenza programmatica dalle manie di grandezza e l’amministrazione Zerboni sembra averlo varcato con una spregiudicatezza preoccupante. Per mesi ci è stata somministrata la narrazione delle “casse vuote”, un mantra usato come scudo contro ogni richiesta dei cittadini. Eppure, per il discusso progetto “Strade verdi”, il tesoretto è spuntato magicamente: 500.000 euro di fondi pubblici pronti a essere sacrificati sull’altare di un’estetica d’importazione».

«Progetto copiato da Milano ma inadattabile»

Per il gruppo rappresentato in consiglio comunale da Fabrizio Sberna, il Comune va verso «un “modello Milano” fuori contesto. Il piano appare come una maldestra operazione di “copia e incolla” dei modelli urbanistici milanesi, totalmente decontestualizzata dalla nostra realtà. Si parla di restringimenti di carreggiata in nodi stradali già critici e, soprattutto, dello stravolgimento di piazza Italia (nel disegno in alto). Quello che oggi è uno spazio aperto e solare, capace di dare il giusto respiro architettonico alla nostra chiesa parrocchiale, rischia di trasformarsi in un “garden” fuori controllo. Un ritorno al passato che ricorda l’esperimento Bravin, ma elevato all’ennesima potenza: una selva di vasi e barriere verdi che, anziché arredare, nascondono e soffocano.

«Ci si chiede come sia possibile che, all’interno di una compagine amministrativa che vanta fior di professionisti, non sia emersa una voce critica capace di proporre un’idea di arredo urbano più mitigata e rispettosa del genius loci».

Ostacolo ad eventi e sicurezza

Per Sberna «le ricadute pratiche sono allarmanti. Quale sarà il destino delle associazioni che vivono la piazza? Pensiamo alla 5 Mulini Summer Night, l’evento simbolo del mese di giugno targato Sportiva 1906: dove troverà accoglienza la folla dei partecipanti tra vasi e restringimenti? E il mercato contadino, tanto sbandierato come conquista, sarà costretto all’esilio nella sua vecchia sede? Non meno grave la questione sicurezza. Una piazza aperta è una piazza controllabile; una foresta urbana, al contrario, crea zone d’ombra e barriere visive. È lecito chiedersi se la Natività del presepe e l’albero di Natale dovranno essere allestiti in una sorta di “giungla” urbana, offrendo facili nascondigli e zone franche per vandali e malintenzionati».

Infine, resta il mistero dei tempi. «Sebbene il cronoprogramma prevedesse un avvio imminente, ad oggi il cantiere è un miraggio: regna il nulla cosmico. Sorge il sospetto che l’amministrazione si sia finalmente resa conto di aver fatto il passo più lungo della gamba. Resta però l’amaro in bocca – conclude Sanvittore SiCura – per una gestione che preferisce inseguire sogni di gloria urbanistica piuttosto che rispondere alle reali necessità quotidiane della comunità».

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