SARONNO – «Io mi dimetto e lancio un appello ai consiglieri: che almeno 13 di loro si dimettano per far arrivare il commissario che potrà approvare il bilancio e mandare Saronno al voto già a giugno. Ma questo deve avvenire entro giovedì mattina». Con queste parole il sindaco Augusto Airoldi ha messo sul tavolo le dimissioni. Ma la parola fine non è ancora scritta. Ora la biglia, o il cerino, è nelle mani dei consiglieri.
Certo Airoldi si toglie anche una serie di sassolini dalla scarpa. «C’erano le condizioni per far passare il bilancio, poi c’è stato chi si è astenuto». Alias Marta Gilli: «A oggi non ho capito le ragioni e lei nemmeno mi ha spiegato la sua decisione di astenersi».
Ma anche sulla maggioranza in consiglio: «La giunta ha lavorato a pieno regime, poi la maggioranza ha mostrato più di una difficoltà».
Saronno, al momento non ha più un sindaco e una giunta (anche se nei prossimi 20 giorni l’amministrazione prosegue e può accadere di tutto. Anche una repentina retromarcia). O meglio, ha un sindaco dimissionario. E per la data del voto saranno decisive le dimissioni dei consiglieri. Se verranno date. E dovranno essere date nel giro di poche ore per rimanere entro i termini. Altrimenti dovranno passare 20 giorni affinché la scelta del sindaco diventi effettiva e quindi addio elezioni a giugno 2025.
Airoldi (oggi, martedì 18 febbraio) ha convocato la stampa per annunciare la sua scelta e dichiararsi «a posto con la coscienza. E ha dichiarato: «Metto sul tavolo le mie dimissioni per permettere a questa città di avere un bilancio e andare al voto presto».
(Quasi) tutta la giunta a fianco del sindaco
C’erano tutti gli assessori tranne uno, quello ai Servizi sociali Ilaria Pagani. “Assenza giustificata?”, abbiamo chiesto al sindaco Airoldi, il quale ha “scantonato”: «Ma ho visto anch’io che manca. Non saprei».
Manca sempre il tredicesimo
Incredibile, per approvare il bilancio servivano 13 voti e la maggioranza, al momento è ferma a 12. Ma anche per chiudere l’esperienza Airoldi ne servono 13 e anche qui si è fermata a 12. Insomma, nel bene e nel male manca sempre il tredicesimo. E così il sindaco Airoldi ha rotto gli indugi e ha deciso di dire «stop». Ma non basta ancora. Servono le dimissioni di 13 consiglieri.
Da quello che si sa, entrambi gli schieramenti stanno lavorando per presentare le dimissioni, ma per strade separate e quindi da una parte e dall’altra manca la firma decisiva. In sintesi: dovrebbero mettersi d’accordo.
Le dichiarazioni di Airoldi
L’appello di Airoldi: «Sono convinto, anzi voglio che questa città abbia finalmente un bilancio di previsione che finora non ha potuto avere e lo abbia nel tempo più breve possibile. Il consiglio in due occasioni, nonostante ci fossero le condizioni, non l’ha approvato. Quindi resta una sola via: il commissario prefettizio. Però, le mie dimissioni non bastano, perché servono 20 giorni. Ma se alle dimissioni del sindaco si associano 13 dimissioni dei consiglieri il consiglio si scioglie».
Il colpo al presidente del consiglio: «Perché non è stato approvato il bilancio? Lo si chieda a chi si è astenuto». Insomma al secondo giro Airoldi aveva in tasca la certezza di far passare il bilancio. E lo dice in maniera chiara e netta: «Tra il primo e il secondo turno c’è stata una mozione di indirizzo presentata da Pierluigi Gilli che avevo condiviso con i capigruppo di maggioranza e tutti si erano detti disponibili a votare quella mozione che chiedeva impegni coerenti con il nostro lavoro amministrativo. Quindi c’erano i presupposti. Prima della seduta Marta Gilli mi ha detto che si sarebbe astenuta. Il motivo? Non lo so».
E ancora: «C’è stata una giunta che ha lavorato a pieni giri e la maggioranza negli ultimi tempi ha mostrato qualche affaticamento». Sulla maggioranza che da larga è diventata strettissima: «Abbiamo perso 6 consiglieri. Cosa mi rimprovero? Per Obiettivo Saronno la scelta di lasciare la maggioranza è stata conseguente alla revoca dell’assessore Ciceroni. Io avevo dato la disponibilità a sostituire l’assessore, ma loro hanno scelto di uscire. Calderazzo, eletto con il PD ha detto di sentirsi più rappresentato dai Cinque stelle. Per Marta Gilli la cosa invece è più complessa è uscita e poi si è riavvicinata garantendo il suo voto favorevole su molte delibere e una valida collaborazione».
Sui dubbi del consigliere di Forza Italia De Marco che non sarebbe intenzionato a firmare le dimissioni: «Non sono sorpreso, in consiglio De Marco ha già dimostrato di condividere alcune nostre scelte».
Fine delle trasmissioni? Non ancora.
