Scommesse clandestine: convalidati i domiciliari per cinque indagati

MILANO – Il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari per i cinque indagati chiave nell’inchiesta sulle scommesse clandestine, respingendo i ricorsi presentati dalle rispettive difese. La decisione arriva dopo che la gip di Milano aveva disposto i domiciliari il 21 maggio scorso, a seguito degli interrogatori preventivi che hanno illuminato un presunto giro illecito di scommesse che ha coinvolto anche numerosi calciatori di Serie A. Tra i nomi emersi figurano Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo, Sandro Tonali, Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Wes McKennie, Raoul Bellanova e Samuele Ricci.

Come è nata l’indagine

L’inchiesta, condotta dalla polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, ha avuto origine da un’iniziativa della Procura di Torino. È stato proprio nel capoluogo piemontese che sono emerse le prime segnalazioni riguardanti attività sospette legate a piattaforme di gioco online non autorizzate. L’attenzione si è concentrata inizialmente su alcune giocate anomale e sul passaparola che sembrava alimentare un circuito parallelo di scommesse, in particolare su giochi come il poker online, ma anche su eventi sportivi. Le informazioni raccolte a Torino hanno poi fatto confluire il fascicolo a Milano, dove si è sviluppata l’indagine che ha portato alle attuali misure cautelari.

Il “sistema” e i presunti ruoli

I domiciliari sono stati disposti per reati che vanno, a vario titolo, dall’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse al riciclaggio. Al centro del “sistema” ci sarebbero Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, considerati i presunti gestori che avrebbero messo in piedi il meccanismo illecito per far scommettere i calciatori. La loro attività sarebbe stata basata su un passaparola che permetteva l’accesso a piattaforme non autorizzate.

L’indagine ha gettato luce anche sul ruolo di Elysium Group, una gioielleria milanese che avrebbe “messo a disposizione i conti correnti” per le transazioni illecite. In particolare, gli amministratori Antonio Scinocca e Antonino Parise, rispettivamente legale rappresentante e socio, insieme all’ex socio Andrea Piccini, sono indagati per aver simulato la “vendita” di orologi di lusso, a volte con l’emissione di fatture fittizie. L’accusa è che questi bonifici ricevuti sui conti fossero in realtà “a copertura dei debiti contratti dai giocatori”, riciclando così centinaia di migliaia di euro provenienti dalle puntate illegali.

Gli ultimi accertamenti della Guardia di Finanza, che sta analizzando anche i contenuti dei telefoni e dei dispositivi sequestrati, hanno permesso di ricostruire alcuni finanziamenti e il patrimonio degli indagati. Tra questi, è emerso che De Giacomo possiederebbe ben sei immobili a Dubai, un dettaglio che aggiunge un ulteriore tassello al quadro finanziario dell’inchiesta. L’indagine prosegue per fare piena luce su tutti i risvolti di questa complessa vicenda.

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