MILANO – «Chi non è capace vada a fare le mozzarelle». Il riferimento è caseario, ma il problema è la Sanità e la direzione dell’aziende ospedaliere di Regione Lombardia. Presidi di un sistema da sempre considerato un’eccellenza nazionale dai governi regionali, ma che l’assessore Bertolaso, con quella frase rivolta ai dg, ha di fatto messo in discussione. E a nudo. Andiamo con ordine, poiché il “fuoco e fiamme” della riunione di ieri mattina (giovedì 19 giugno) potrebbe innescare un valzer di poltrone della Sanità e coinvolgere anche l’Asst Sette Laghi.
La riunione
A riportare la notizia di quanto accaduto nell’incontro tra l’assessore regionale Guido Bertolaso e i dg delle Asst lombarde è il Corriere della Sera. E’ lì che si legge dell’invito ad andare a fare le mozzarelle.
Il nocciolo pare sia stato la carenza di personale, con Bertolaso che ha rimproverato gli scarsi risultati ottenuti in fatto di assunzioni: i nuovi ingressi in pianta organica sarebbero attorno al 10% del fabbisogno stimato. Pochi. Oltre alle liste d’attesa, che restano una criticità enorme. Le indiscrezioni poi raccontano di un dg che, ha rotto il silenzio, dissentendo, davanti alla disamina di Bertolaso e di un applauso dei colleghi. Insomma, non si va d’amore e d’accordo. Tira aria di crisi.
Il domino
I direttori generali non possono essere “licenziati” prima della scadenza del mandato salvo episodi di elevata gravità. Possono però essere valutati dopo due anni dall’inizio dell’incarico affidato. Il che significa entro fine 2025. Quindi possono invece essere spostati.
Si tenga poi conto che Walter Bergamaschi (che in passato ha diretto anche l’ospedale di Circolo a Varese), attuale dg dell’Ats Metropolitana di Milano, dal 1° luglio andrà a Roma, promosso direttore generale della Programmazione al Ministero della Salute. Una tassello che si libera sulla scacchiera delle direzioni sanitarie. Vuoto che potrebbe dare vita a un valzer di poltrone. Giro che potrebbe coinvolgere anche la direzione generale dell’Asst Sette Laghi. Del resto, nei giorni scorsi, il dg Giuseppe Micale, ha smentito di voler dare le dimissioni. Ma davanti a un cambio deciso dalla Sanità regionale non potrà dire no.
