di Guido Bonoldi
VARESE – È importante a volte raccontare anche le cose buone che avvengono nella nostra amata patria e non sono poche. La storia è quella di una famiglia paraguaiana arrivata da poco per lavorare in Italia, presso la RSA Villa Fiammetta di Ispra: Lucina infermiera, che in passato aveva lavorato alcuni anni in Emilia Romagna, Julio con diploma di operatore socio-sanitario ottenuto in Italia e il loro figlio minore Mikael di 8 anni come familiare al seguito.
Storia di integrazione
Lucina, Julio e Mikael arrivano a Malpensa venerdì 26 settembre; il lunedì seguente si recano all’Istituto Comprensivo di Angera, dal quale dipende il plesso di Ispra ed il giorno seguente, a distanza di soli 5 giorni dal suo arrivo in Italia e con un fine settimana di mezzo, Mikael è in classe nella Scuola Primaria Galileo Galilei. Mi ha molto impressionato la rapidità con la quale Mikael è stato accolto ed inserito nel percorso scolastico, segno della efficienza e della propensione alla integrazione che caratterizza la scuola italiana.
Lo Ius Scholae
Si tratta di una vicenda che mi ha fatto tornare alla mente l’attualità di una proposta di legge avanzata recentemente da Forza Italia denominata Ius Scholae che ha come finalità di riconoscere la cittadinanza italiana a ragazzi che abbiano iniziato a frequentare la scuola in Italia prima del compimento del dodicesimo anno di età. Se questa legge venisse approvata un bambino come Mikael, una volta concluso il suo iter formativo, al raggiungimento del diciottesimo anno di età diventerebbe cittadino italiano. Si tratterebbe del degno compimento di quel processo di integrazione che la scuola italiana già sta svolgendo in modo lodevole.
Ius Scholae, la mossa di Forza Italia per riprendersi il centro
scuola integrazione bonoldi ius scholae – MALPENSA24
