Scuole superiori, la storia di uno studente escluso

scuole superiori iscrizioni

Gentile redazione,

ho letto i vostri articoli sul problema delle iscrizioni alle scuole superiori tra Busto Arsizio e Gallarate e vorrei portare anche la mia esperienza, che temo sia simile a quella di molte famiglie.

Mio figlio frequenta la terza media e aveva indicato come preferenze l’indirizzo AFM all’ITE Tosi di Busto Arsizio e all’ITE Gadda Rosselli di Gallarate. È stato scartato da entrambe le scuole e ora siamo in attesa dell’esito della domanda all’Istituto Agrario Ponti di Somma Lombardo, una scelta molto diversa da quella iniziale.

Trovo ingiusto che tra i criteri di esclusione pesi in modo determinante anche il consiglio “orientativo” espresso dai professori delle scuole medie. Ammetto con sincerità che mio figlio ha una media intorno al 7 e sta ancora cercando la sua strada, come molti ragazzi alla sua età: è stato indirizzato verso un istituto tecnico industriale, pur non avendo mai mostrato particolare interesse per quel tipo di attività.

Nutro grande stima per gli istituti tecnici e per le materie tecnologiche, che rappresentano percorsi formativi importanti. Tuttavia resta la sensazione che alcune scuole vengano ancora oggi associate, forse troppo facilmente, a studenti considerati meno motivati allo studio. A quell’età i ragazzi si fidano molto del giudizio degli adulti e, quando si sentono dire che una certa strada non è per loro, finiscono facilmente per convincersene. A quattordici anni però molti ragazzi stanno ancora maturando e la voglia di studiare può crescere nel tempo, soprattutto grazie a insegnanti capaci di valorizzare le loro potenzialità.

Dopo mesi di open day e di confronti, in un’età in cui i ragazzi spesso si sentono smarriti e cercano di capire chi sono e cosa vogliono fare, scopriamo però che le scuole scelte non hanno posto. Molti istituti assicuravano che non esisteva un vero numero chiuso, ma alla fine la risposta è arrivata con una comunicazione impersonale: “non risulta in graduatoria”.

Forse è il momento di ammettere che qualcosa nel sistema non sta funzionando. Non solo pensando al futuro, ma soprattutto alle centinaia di ragazzi che oggi si trovano esclusi dalle scuole scelte. Servono soluzioni in tempi brevi: non limitarsi a suggerire scuole private o istituti a decine di chilometri da casa, ma trovare risposte concrete per questi studenti nelle prossime settimane.

La scuola dovrebbe essere il luogo che aiuta i ragazzi a trovare la propria strada, non la prima porta che si chiude davanti a loro.

Cordiali saluti
Maria Chiara Sartori

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