SOMMA LOMBARDO – La Lega ha detto no, Forza Italia ha detto no, Noi Moderati ha detto no. E ora che la spaccatura del centrodestra sommese si prospetta sempre più profonda, Fratelli d’Italia è costretta a rincorrere alleanze. Senza grandi risultati. Il solo sostegno dell’Udc e della civica Uniti per Somma non può bastare a Daniele Consonni, il presidente del circolo cittadino che ha deciso di puntare a tutti i costi alla fascia tricolore. Ecco perché è andato a bussare anche alla porta di Azione, per chiedere supporto. Niente da fare. Con un secco No, grazie il partito di Carlo Calenda ha declinato l’offerta e ha deciso di restare fedele al progetto creato attorno a Dario Pulli.
Siamo sempre lì
Siamo sempre lì. Da un lato Piero Cesare Iametti, l’avvocato di Lombardia Ideale che può contare sul sostegno di Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Dall’altra, Consonni con Fratelli d’Italia, Udc e la civica Uniti per Somma. A questo punto il margine per le trattative è praticamente ridotto a zero. E restano soltanto due scenari. O la coalizione si spacca o Fratelli d’Italia continua a insistere, con la speranza che Iametti – preso per sfinimento – si faccia da parte. Questa potrebbe anche presentarsi come un conquista personale, per Consonni. Ma per il centrodestra vorrebbe dire dire tornare, ancora una volta, al punto di partenza. Insomma: a due mesi dal voto, ne vale la pena?
Azione dice No
In ogni caso, Consonni si sta già guardando intorno. E flirta con Azione. Con chi ha sempre detto di voler fare tutto da solo, almeno al primo turno. Con chi, per evitare fraintendimenti, aveva già svelato lo scorso novembre il nome del proprio candidato sindaco: l’avvocato Dario Pulli. Con chi, negli ultimi mesi, ha già riunito la lista e ha pubblicamente confermato le proprie intenzioni. Come non detto, FdI ci ha provato comunque. Consonni ha chiesto un incontro che, in maniera informale, è stato concesso. Il motivo? «È quello che ribadiamo dall’inizio, c’è disponibilità da parte nostra a dialogare con entrambe le coalizioni», le parole della sezione guidata da Andrea Vaccariello. «Ma noi abbiamo il nostro nome, individuato con ampio anticipo». E ancora: «Ci ha fatto delle proposte che non sono in linea con la serietà del nostro impegno. Ribadiamo la nostra corsa in solitaria al primo turno». Per il futuro, poi, si vedrà: «Nel momento in cui scenderemo nel dettaglio sui progetti della città, decideremo». Ad oggi, insomma, Azione non ha deciso come intende muoversi dopo il primo turno. Ma, di certo, ha già disegnato la linea da seguire. E se il centrodestra dovesse effettivamente consumare quella spaccatura, non farebbe altro che spingere il partito di Carlo Calenda direttamente fra le braccia del centrosinistra.
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