Somma, a Consonni (FdI) resta solo l’Udc. Mancini: «Iametti pseudo-candidato»

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Andrea Mancini (a sinistra) e Luigi Mancini

SOMMA LOMBARDO – Non è una sede, è un museo. Le foto in bianco e nero di Alcide de Gasperi e don Luigi Sturzo sono appese, altre invece sono appoggiate sul pavimento. Per un motivo preciso: «Perché qui abbiamo messo le radici», dice Luigi Mancini. Sopra la sua testa, svetta lo Scudo Crociato: «Siamo qua dal 2002 e non ce ne siamo mai andati». L’Udc ufficializza così il suo ingresso in campo a Somma Lombardo per le Amministrative di maggio. Sosterranno Daniele Consonni, il presidente di circolo di Fratelli d’Italia, che pur di puntare alla principale poltrona di Palazzo Viani Visconti ha deciso di mandare alle ortiche l’unità del centrodestra. Infatti – dopo aver perso Lega, Forza Italia e Noi Moderati – non gli resta che l’Udc e una lista civica a suo supporto.

Il «candidato» contro lo «pseudo-candidato»

E l’Udc risponde presente: «Sosteniamo convintamente Consonni», ha detto Mancini ieri mattina, 6 marzo, alla stampa. Con una premessa: «Scrivetelo: faccio politica e parlo solo di politica». Vuol dire che tutti sono «miei amici» a Somma. Ma quando c’è da individuare la persona a cui affidare la guida della città, allora è il momento di affilare la lama. Ecco quindi che il presidente del circolo cittadino di FdI viene bollato come «il candidato ufficiale». Da contrapporre all’avvocato di Lombardia Ideale, Piero Cesare Iametti, che viene invece definito lo «pseudo-candidato», nonostante tutti gli altri partiti del centrodestra abbiano già deciso di scommettere su di lui.

Lombardia Ideale chi?

Luigi Mancini – con al fianco il responsabile regionale dei giovani dell’Udc, Andrea Mancini – è già in campagna elettorale, di fatto. E non ha paura a prendere posizione: «Non è che ci siano chissà quali esponenti di Lombardia Ideale», ha detto. «Ne conosco un paio: Iametti, appunto, e Giancarlo Norcini. Poi? Non ne vedo molti». Negli ultimi mesi ci sono stati incontri con le altre forze del centrodestra: «Siamo amici di tutti», che sia chiaro. «Abbiamo sempre parlato con tutti, in un clima sereno. Molti invece lo hanno fatto a vanvera, senza conoscere interamente le questioni e creando confusione. Fino a creare l’immagine di un centrodestra litigioso». È però vero anche che le elezioni si avvicinano e gli attriti sulla scelta del candidato sindaco, attualmente, non sono ancora risolti. Anzi. Da questo punto di vista, prosegue, «noi abbiamo valutato tutte le proposte: Iametti, così come Manuela Scidurlo, restano persone che apprezziamo». Ma alla fine la «messa a disposizione di Consonni – diciamo così – ci ha fatto propendere verso di lui».

Consonni vs Iametti

Quindi, da un lato c’è Consonni, «più tecnico». Dall’altro c’è Iametti, «più pragmatico». Consonni, «un politico». Iametti, «un po’ meno». Ma non solo: l’Udc ha scelto il presidente cittadino di FdI anche perché «è l’unico che si è fatto avanti ufficialmente». L’avvocato di Lombardia Ideale, invece, «mantiene la riserva. E quando la scioglierà, se la scioglierà, vedremo: chi si candida a sindaco però deve esserne convinto al 100 per cento». L’auspicio, conclude, è che ora «tutte le altre anime del centrodestra possano convergere su Consonni, il candidato sindaco». Se invece dovessero restare, come è probabile, su Iametti? «Faccio loro gli auguri».

Mancini è stato chiaro

Il centrodestra, insomma, corre su due strade diverse. Consonni può contare solo sull’Udc e sulla civica Uniti per Somma, che per ora resta solo un nome annunciato ai giornali. Nel frattempo, sembra che Iametti sia riuscito a “strappare” un rapido confronto direttamente col presidente provinciale di FdI, Andrea Pellicini. L’occasione si è presentata all’ultimo dibattito sul referendum, che si è svolto a Gallarate, un breve colloquio che però si dice abbia creato spiragli positivi per l’avvocato di Lombardia Ideale. Di certezze, di fatto, non ce ne sono. Il tempo stringe e la scadenza per mettere un punto alla telenovela è stata fissata «fra quindici giorni». Anche se l’unità sbandierata, oggi, è diventata una prova di forza: o Consonni o separati. Mancini è stato chiaro.

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