Centrodestra spaccato a Somma: Lega e Forza Italia con Iametti. FdI su Consonni

Piero Cesare Iametti (a sinistra) e Daniele Consonni

SOMMA LOMBARDO – Si spacca il centrodestra a Somma Lombardo. Piero Cesare Iametti, dopo aver incassato la fiducia di Forza Italia, trova anche l’appoggio – ufficiale – della Lega. Parola di Andrea Cassani, segretario provinciale del Carroccio, che a margine del direttivo di ieri sera, 26 febbraio, ribadisce: «Abbiamo deliberato di sostenere Iametti».
Si attendeva, quindi, la voce di Fratelli d’Italia. Che si è fatta sentire, attraverso una nota ufficiale del direttivo sommese. Dopo aver rinunciato a Manuela Scidurlo, ora arriva la nuova proposta alla coalizione: «Con orgoglio e coerenza, presentiamo un altro nome come candidato a sindaco: Daniele Consonni, presidente del nostro circolo». Ma se tanto dà tanto, la coalizione di centrodestra che invocava unità e compattezza, sembra destinata a non esserci.

La Lega sta con Iametti

Soltanto una settimana fa, ufficializzare Iametti come candidato sindaco del centrodestra sembrava fosse soltanto una formalità. Poi, tutto si è arenato, avvitato, contorto. Complicato. La Lega ha posto e imposto il veto ad Albero Barcaro, espulso dal partito nel 2023. E Fratelli d’Italia, preso atto del muro alzato dagli alleati contro Scidurlo, ha deciso di non mollare e di rilanciare con il presidente di circolo Consonni candidato a sindaco. Insomma, solita sfida a due ma stessa impasse: chi la spunta? Entrambi, verrebbe da dire. Con il centrodestra che, alla fine, si spacca.
L’avvocato di Lombardia Ideale, Iametti, può quindi contare sul sostegno di Forza Italia, presente fin dall’inizio delle trattative. La Lega, invece, ha dovuto raccogliere le idee, limare gli ultimi dubbi e poi esprimersi. Ma alla fine la conferma è arrivata: «Sosteniamo Iametti».

FdI rilancia con Consonni

Fratelli d’Italia però ha deciso di andare fino in fondo. «Abbiamo deciso di non rispondere alle provocazioni, sino ad oggi», si legge nella nota del direttivo. Che interviene «per fare chiarezza sulle dinamiche che stanno caratterizzando il tavolo del centrodestra». Chiaro e tondo: «Siamo convinti, sin dall’inizio del confronto, che fosse fondamentale per noi esprimere la figura del candidato sindaco». Posizione che «non deriva solo dal peso di primo partito della maggioranza di governo a livello nazionale, ma soprattutto dagli undici anni di lavoro incessante, concreto e coraggioso che la nostra sezione ha svolto sul territorio di Somma». Prima ha lanciato Scidurlo, da dieci anni capogruppo in consiglio comunale («Incarna l’identità del partito con competenza e rappresenta la proposta di vera discontinuità di cui la città ha urgente bisogno»). Proposta che si è scontrata con un muro «di pregiudiziali», dicono, da parte delle forze alleate. Che si sono presentate al confronto «con accordi già definiti altrove, pretendendo da FdI una semplice ratifica a scatola chiusa». Da qui, lo sfogo:

Sono state addotte motivazioni politicamente fragili: dal suggerimento di attendere altri cinque anni, alla “colpa” di aver corso da soli nel 2020, fino alla tesi secondo cui il profilo di Iametti potrebbe attrarre voti dall’elettorato di sinistra. Questo ufficialmente, ma nelle segrete stanze il comportamento di certe persone è stato anche peggiore, cercando di distruggere con giochini e comunicati inaccettabili una donna che si è spesa molto per la città. La realtà è che al nostro partito veniva chiesto unicamente di portare in dote una “super percentuale” di voti per garantire la vittoria, senza però poter incidere sulla visione politica né essere adeguatamente rappresentati in giunta.

La conclusione è netta: «Abbiamo ribadito con estrema trasparenza che il nome di Iametti non riflette la nostra visione di città». Punto. «A questa nostra leale presa di posizione sono seguite manovre poco trasparenti e tentativi di scavalcare il direttivo cittadino, ignorando il radicamento territoriale costruito in oltre un decennio». FdI interviene anche sul caso Barcaro, sottolineando che «è libero di candidarsi in qualsiasi lista della coalizione: non spetta a noi, né ad altri, limitare la partecipazione democratica». E, in più, aggiungono: «Non poniamo veti a nessuno, ma non siamo disposti a sostenere passivamente scelte calate dall’alto che ignorino il merito e il lavoro svolto».

Consonni. E il sostegno esterno

FdI lancia Consonni, ora: «Uomo dalla comprovata esperienza politica, si è sempre messo a servizio della comunità con spirito di sacrificio. La sua figura è garanzia di un’amministrazione equa e di una squadra di governo basata esclusivamente sulla competenza e sul merito, lontana dalle logiche di vecchi centri di potere o interessi particolari. Rappresenta i valori di coerenza, rispetto e umiltà che ci contraddistinguono. La sua capacità di formare le nuove generazioni di amministratori, di cui Scidurlo è l’esempio più lampante, è la prova di una visione lungimirante per Somma. Una visione che guarda al futuro con speranza e coraggio, quel coraggio che vede nelle nuove generazioni persone da formare la classe dirigente del futuro e non un pericolo per la propria poltrona».
Fuori dal suo partito di appartenenza, fra i principali sponsor di Consonni c’è l’Udc. Ma non solo: è recente la discesa in campo di Uniti per Somma, formazione autonoma ma molto vicina al coordinatore dei Fratelli. Il messaggio è fin troppo chiaro: mostrare che gli equilibri stanno mutando e che il partito di Giorgia Meloni non è più solo in coalizione nel rivendicare il candidato sindaco.
A questo punto, la questione può essere risolta soltanto con l’intervento diretto degli organi superiori dei partiti. O con il passo indietro di uno dei due aspiranti alla guida della coalizione per le prossime amministrative. L’unico modo che ha il centrodestra per salvare l’unità in Zona Cesarini.

Somma al voto, spunta Consonni col sostegno dell’Udc. Iametti ancora in gioco

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