Somma, il centrodestra verso Iametti. Barcaro: «Avevo messo in guardia da FdI»

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SOMMA LOMBARDO – «Mettevamo in guarda da chi, dopo aver rotto gli equilibri sei anni fa, oggi prova a ripresentarsi come soluzione». È questo il ve l’avevo detto di Alberto Barcaro. Il capogruppo di Noi per Somma rispolvera un articolo dello scorso novembre che porta la sua firma, pubblicato sulla rivista civica Spazio Aperto. Nel mirino: Fratelli d’Italia. E quella ferita mai ricucita risalente all’agosto del 2020, quando i meloniani decisero di spaccare la coalizione – che si era riunita proprio intorno all’ex leghista – per scommettere sulla corsa in solitaria con Manuela Scidurlo. Insomma, sedotto e poi abbandonato all’altare. Ora che Somma Lombardo è richiamata alle urne della prossima primavera, Barcaro osserva le mosse del centrodestra, in cui presto potrebbe rientrare. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Barcaro al vetriolo

Il centrodestra di Somma aspetta che il candidato sindaco venga ufficialmente individuato, con il cerchio che si sta chiudendo su Piero Cesare Iametti. Dopo tavoli, incontri, trattative che sono andate per le lunghe, la risposta definitiva dovrebbe arrivare domani pomeriggio, quando le segreterie provinciali dei partiti si ritroveranno per chiudere (almeno) sui Comuni più grandi che sono chiamati al voto. Ed è ora che Barcaro affonda il colpo, ripescando il suo vecchio intervento sulla rivista sommese: «Scrivevamo che la vera sfida per il centrodestra sarebbe stata la coerenza della coalizione, non i giochi sui nomi né le operazioni dell’ultima ora». Non solo: «Mettevamo in guardia da chi, dopo aver rotto gli equilibri sei anni fa, oggi prova a ripresentarsi come soluzione». Siamo a metà febbraio, insiste: «Tavoli rimandati, veti incrociati, nessuna scelta. Nel frattempo altri schieramenti hanno già il loro candidato». Alludendo, così, al centrosinistra che ha individuato il vicesindaco uscente Stefano Aliprandini (Pd) e ad Azione che ha puntato sull’avvocato Dario Pulli. Ecco, secondo Barcaro, ciò che sta accadendo nel centrodestra «più che una sorpresa, sembra la conferma di ciò che avevamo scritto mesi fa: quando prevalgono ambizioni personali e memorie selettive, la coerenza resta solo una parola buona per i comunicati. Ci auguriamo che le strette di mano possano avere un valore non solamente di convenienza, non l’aperitivo o la cena».

Progetto fragile

Smentiva le «imposizioni» sulla scelta del candidato sindaco. Parlava della scelta di Fratelli d’Italia di «abbandonare» la coalizione al 6 di agosto, «senza nemmeno comunicare la decisione agli altri alleati». Per poi riassumere ogni elemento che ancora oggi «stride» e che, sei anni fa, ha contribuito alla rottura del centrodestra. Scriveva Barcaro: «Se qualcuno ritiene che il candidato sindaco debba spettare a loro, è un diritto rivendicarlo: abbiano però il coraggio di dirlo chiaramente. Sarà poi il tempo a mostrare quanti partiti vorranno seguirli davvero e quanti invece si smarcheranno davanti a un progetto che rischia di mostrarsi fragile». Ecco l’intervento integrale:

Cosa farà Barcaro?

Nel frattempo, resta la domanda: cosa farà Barcaro alle prossime Amministrative? L’ipotesi zero è farsi da parte del tutto. Ipotesi, di fatto, da escludere: non presentarsi vorrebbe dire perdere il ruolo da consigliere provinciale che attualmente ricopre. Dunque non soltanto si trova costretto a provarci, ma deve trovare una soluzione che gli garantisca il mantenimento di un posto in consiglio comunale.
Potrebbe provarci da solo con Noi per Somma, il gruppo che oggi rappresenta. Un azzardo: con la riduzione dei componenti in aula, per essere eletti rischia di non bastare il 10%. Ed è una percentuale storicamente non facile da raggiungere per chi si presenta senza i partiti alle spalle.
Oppure la terza via, ugualmente complessa: da quando a Villa Recalcati veste i panni di Civici Moderati, Barcaro si è avvicinato al movimento di Maurizio Lupi. Se non fosse che Noi Moderati, a Somma, sta lavorando ai tavoli con il centrodestra. L’ex leghista dovrebbe quindi ingoiare il rospo, ricucire quella ferita, allearsi con il partito da cui è stato espulsoandare oltre i mal di pancia con Fratelli d’Italia e forse trovarsi in coalizione persino Alberto Nervo, con cui fu artefice di una storica litigata che distrusse la sezione del Carroccio, riducendola ai minimi termini. Niente male, insomma, per chi predica coerenza. Ma d’altronde, il centrodestra non ha mai chiuso le porte a Barcaro. E lo disse chiaramente anche alla conferenza stampa dello scorso ottobre. Vista l’amarezza accumulata nel tempo – come dimostra anche il suo ultimo intervento – il percorso per una riappacificazione sembra essere destinato a un vicolo cieco. Prevarrà la coerenza o la realpolitik?

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