CASSANO MAGNAGO – «Cassano deve diventare un luogo in cui i giovani possano costruire il proprio percorso qui, senza essere costretti ad andare altrove. Quando si parla del futuro dei nostri ragazzi, non esistono mezze misure». Lo dice Tommaso Police (Pd), che interviene in merito al caso dei tantissimi ragazzi rimasti esclusi dalle classe prime delle scuole superiori, in particolare da alcuni licei e istituti di Busto Arsizio e Gallarate. Una protesta che è montata proprio nella sua Cassano Magnago, con il caso limite di un ragazzo di 14anni che – al momento dell’iscrizione – si è visto chiudere le porte in faccia da ben tre istituti scolastici.
La vicenda
Negli ultimi, ricorda Police, giorni stanno emergendo diverse segnalazioni di famiglie della provincia che si trovano in difficoltà con le iscrizioni alle scuole superiori: «Esclusioni inattese, criteri non uniformi, incertezze sulle graduatorie». E aggiunge: «Anche a Cassano Magnago si registrano situazioni che mostrano quanto il sistema sia sotto pressione. È un segnale che non possiamo ignorare». Come consigliere comunale – «e soprattutto come genitore» – considera queste vicende «un campanello d’allarme». Il diritto allo studio «non può dipendere da algoritmi, distanze o disponibilità residuali». Una città di oltre ventimila abitanti, insomma, «non può permettersi di essere priva di un’offerta scolastica superiore pubblica».
«Serve un istituto superiore pubblico»
Nel 2022, ricorda il capogruppo del centrosinistra, aveva già preso posizione: «Cassano deve dotarsi di un istituto superiore pubblico o di un suo distaccamento». E aggiunge: «Non per sminuire nessuno, ma perché una comunità come la nostra non può continuare a delegare ad altri comuni un servizio essenziale. Allora qualcuno interpretò questa proposta come una critica all’istituto privato paritario presente in città. Non lo era allora e non lo è oggi. Ho sempre riconosciuto il valore del lavoro svolto dal Cavallotti‑Wojtyla‑Ivan Basso, la sua storia e l’impegno di docenti e studenti». In città infatti, esistono realtà formative considerate «importanti». Come l’istituto paritario e il Cfp Promos, «che svolgono un ruolo significativo nel panorama educativo locale». Sono presenze «preziose», ma – aggiunge – «non possono sostituire un istituto superiore pubblico in grado di offrire un ventaglio più ampio di indirizzi e di garantire un accesso paritario a tutti gli studenti. È proprio la combinazione tra domanda crescente e offerta pubblica assente a creare le difficoltà che molte famiglie stanno vivendo».
La corsa degli autobus
Recentemente è stata inserita una corsa di autobus dedicata al trasporto degli studenti verso i comuni limitrofi. «Si tratta di un servizio utile per molte famiglie, ma resta comunque un intervento che agisce solo sulla mobilità», prosegue. «Il tema vero è a monte: una città come Cassano non può basare l’accesso all’istruzione superiore esclusivamente sulla capacità di spostare i ragazzi altrove. Serve un’offerta pubblica locale, stabile e programmata».
«Sistema sotto stress»
Poi fa riferimento all’intervento del vicepresidente della Provincia, Giacomo Iametti, che ha espresso «preoccupazione per la pressione crescente sugli istituti superiori del territorio». Dice Police: «È una valutazione che condivido: il sistema è sotto stress e servono risposte strutturali, non interventi episodici. Proprio per questo credo che Cassano debba assumersi la responsabilità di fare la sua parte, dotandosi finalmente di un’offerta pubblica locale che contribuisca a riequilibrare il quadro provinciale». E ancora: «Accolgo con favore le esperienze positive che stanno nascendo sul territorio, come Vil.Lab, che rappresentano un segnale di vitalità culturale e di attenzione verso i giovani. Sono realtà importanti, che arricchiscono la città e meritano sostegno. Ma non possiamo confondere iniziative meritorie con ciò che spetta alle istituzioni: garantire un’offerta scolastica pubblica adeguata, accessibile e programmata sul lungo periodo».
La creazione di un tavolo
Il fatto che Cassano abbia bisogno di un istituto superiore pubblico «non è un sogno, non è un vezzo, non è una bandiera politica: è una necessità concreta, resa evidente dalle difficoltà che stanno vivendo molte famiglie del territorio». Conclude: «Per questo ritengo sia arrivato il momento di un passo in più: propongo la creazione di un tavolo istituzionale permanente, che coinvolga Comune, Provincia, dirigenti scolastici, realtà educative del territorio e rappresentanze delle famiglie. Un luogo stabile di confronto e programmazione, capace di individuare soluzioni, intercettare bandi e definire un percorso concreto per portare a Cassano un’offerta scolastica superiore pubblica».
Licei in overbooking, il vicepresidente della Provincia di Varese: «Preoccupati»
