Sesto Calende, arriva la stangata sui servizi. L’annuncio del vicesindaco

sesto bilancio tariffe 2026

SESTO CALENDE – «Il bilancio del 2026 prevede adeguamenti differenziati alle tariffe, insieme a un lavoro di razionalizzazione e contenimento dei costi». Lo rende noto il vicesindaco, delegato alla partita, Giorgio Circosta. Attraverso un doppio videomessaggio pubblicato sui canali social istituzionali, il vicesindaco ha aggiornato sull’iter che porterà all’approvazione del bilancio previsionale di Sesto Calende. E oltre a spiegare i dettagli più tecnici del documento (il più importante per un’amministrazione comunale), ha condiviso «la logica» delle decisioni intraprese. Per i servizi sociali, «si è recuperata l’inflazione». Per quelli legati all’istruzione, invece, «abbiamo applicato meno dell’indice Istat, per una scelta politica di tutela alle famiglie». E poi: per il trasporto scolastico, «l’adeguamento è maggiore ma sempre inferiore all’Istat, perché lo squilibrio tra costi ed entrate è molto elevato». Infine, per parcheggi e canoni «l’adeguamento tiene conto del valore dei beni pubblici e del confronto con i Comuni vicini».

«Scelte difficili»

Ma andiamo con ordine. «Per dare – ha detto il vicesindaco – una dimensione della grandezza del bilancio su parte corrente del Comune di Sesto, il valore annuo è sempre di circa 11 milioni di euro». Poi, l’affondo: «Quello che abbiamo ereditato ha visto delle criticità strutturali». Spiegando che «il Comune, non a caso, ha subito ben due istruttorie da parte della Corte dei Conti, l’ultima di queste (che risale a novembre 2025) è stato uno degli elementi che non ci ha permesso di approvarlo nei tempi previsti dal Tuel, cioè entro la fine dell’anno». Una modalità di gestione che ha creato delle «rigidità che oggi stiamo cercando di risolvere, riallineando la realtà del nostro bilancio alla realtà delle possibilità del Comune di Sesto». Quindi, si è concentrato sulle «scelte difficili dal punto di vista politico», sottolineando che «le risorse a disposizione per l’erogazione dei servizi nel breve periodo vanno a ridursi: siamo quindi all’interno di un percorso difficile e che in qualche maniera è già cominciato negli anni precedenti».

I numeri dei servizi

Poi entra nel dettaglio delle tariffe, con un focus anche sui servizi a domanda individuale. Come asilo nido, mense, trasporto scolastico, assistenza domiciliare o centri estivi: «Sono rivolti a un’utenza specifica e hanno costi rilevanti». Numeri alla mano, l’assessore prende a esempio l’asilo nido: «Il costo complessivo è di circa 340mila euro all’anno». Le entrate derivanti dalle tariffe pagate dalle famiglie «ammonta a 230mila euro l’anno, pari a circa il 67,5% del costo totale». Una parte delle quali viene rimborsata attraverso la misura regionale nidi gratis, mentre «la quota restante – di circa 110mila euro, pari al 32,5% – resta a carico del bilancio comunale e quindi della collettività». Un altro esempio: il trasporto scolastico. «In questo caso il costo complessivo è di circa 148.500 euro». Le entrate delle tariffe «coprono solo 37mila euro, pari a poco meno del 25% del totale» e la parte più consistente – «oltre 110 mila euro, pari a circa il 75%» – viene quindi «sostenuta direttamente dalla collettività». Quindi, la stoccata. Che fa riferimento ai costi dei servizi, che negli ultimi anni «sono aumentati a causa dell’inflazione». E le tariffe «non sono state adeguate di conseguenza: quando restano ferme, pur non facendo nulla si fa comunque una scelta. Ed è quella fatta negli anni precedenti, da chi ha amministrato la città prima di noi. In questo modo una quota sempre maggiore dei costi viene coperta dal bilancio comunale, riducendo di fatto le risorse per manutenzioni, decoro, scuole, cimiteri e servizi di base in generale».

Beni e spazi pubblici

Accanto ai servizi sociali ed educativi, ha specificato Circosta, esistono poi le tariffe per l’uso individuale di beni e spazi pubblici. Come parcheggi, occupazioni di suolo, plateatici e sale: «Qui parliamo dell’uso privato di beni che appartengono a tutta la collettività. Chi utilizza uno spazio, un servizio dedicato, riceve un beneficio esclusivo. Ed è quindi corretto che contribuisca in modo adeguato al suo valore». E negli ultimi anni, ha poi aggiunto l’assessore, «anche su queste voci le tariffe sono rimaste ferme, mentre costi e valore economico degli spazi sono cambiati». Per questo motivo «abbiamo scelto di riallineare anche queste tariffe, tenendo conto del valore reale del bene pubblico e confrontandolo con quello dei Comuni vicini in modo equilibrato e non penalizzante».

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