Spaccio a Sesto, Fratelli d’Italia: «Il sindaco sapeva. L’assessore se ne vada»

Sesto calende arresto spaccio

SESTO CALENDE – «La maggioranza sapeva e non è intervenuta». In un lungo e dettagliato comunicato stampa il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia di Sesto Calende spiega perché l’arresto per spaccio del familiare dell’assessore alla Sicurezza Francesca Gualtieri non è soltanto una vicenda personale, ma un fatto politico con risvolti amministrativi inevitabili e responsabilità precise, a partire dal sindaco Betta Giordani con la sua squadra di governo. 

Il sindaco sapeva 

Di seguito la nota integrale firmata dai consiglieri comunali Mario Boatto e Marco Limbiati: 

Negli ultimi giorni la nostra comunità è stata scossa dalla notizia dell’arresto per spaccio di stupefacenti di un giovane che risulta essere il figlio dell’assessore alla Sicurezza della Città di Sesto Calende, Francesca Gualtieri.

Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia Sesto Calende, rappresentato dal capogruppo Mario Boatto e dal consigliere Marco Limbiati, ritiene doveroso intervenire pubblicamente dopo il comunicato diffuso dal Sindaco Elisabetta Giordani, che ha rinnovato la propria fiducia all’assessore Gualtieri.

La nostra vicinanza umana alla famiglia dell’assessore

Dal punto di vista umano desideriamo esprimere la nostra sincera comprensione nei confronti dell’assessore Gualtieri.

Siamo prima di tutto genitori, e possiamo immaginare l’impatto emotivo e familiare che una vicenda di tale gravità possa aver provocato.

A lei e ai suoi cari va la nostra vicinanza personale.

La questione politica e istituzionale non può essere ignorata

Ciò detto, esiste un piano politico e istituzionale che non può essere liquidato con un semplice rinnovo di fiducia.

Ricordiamo che pochi mesi fa, in Consiglio Comunale, le opposizioni presentarono una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Gualtieri.

Quella mozione – basata su fatti già noti all’epoca – fu respinta da sindaco, giunta e maggioranza, che ribadirono piena fiducia all’assessore alla Sicurezza.

Alla luce degli sviluppi odierni, riteniamo quella decisione un grave errore politico, che oggi si manifesta in tutta la sua portata.

Un fatto noto da tempo

È bene chiarire un punto fondamentale:

la parentela tra il giovane arrestato e l’assessore Gualtieri non è un’informazione emersa oggi per la prima volta.

Già in occasione del precedente episodio di cronaca – quando il ragazzo fu trovato in possesso di numerosi francobolli allucinogeni all’LSD – tale legame era noto agli ambienti amministrativi, così come la sua situazione.

Il sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza sapevano e, pur consapevoli della gravità dei fatti, hanno scelto di confermare la delega alla Sicurezza a una figura direttamente coinvolta, per contiguità familiare, in una vicenda riconducibile allo spaccio di stupefacenti.

Questa scelta politica non è neutra:

ha creato un evidente cortocircuito istituzionale e, soprattutto, ha permesso che una situazione già grave si aggravasse ulteriormente.

Una responsabilità politica pesante

Il giovane arrestato risulta recidivo.

Si poteva intervenire prima, anche solo con un gesto politico chiaro, netto, responsabile.

Si poteva evitare che continuasse un’attività di spaccio definita dalla stessa Procura come pericolosa e dannosa, soprattutto per i giovani.

Non è stato fatto.

Per questo riteniamo che sindaco, giunta e maggioranza si siano assunti – consapevolmente – una responsabilità politica gravissima, scegliendo di mantenere in carica l’assessore proprio nel settore della Sicurezza.

La delega alla Sicurezza richiede coerenza e autorevolezza

Se l’assessore Gualtieri avesse ricoperto deleghe differenti – bilancio, cultura o lavori pubblici – la questione avrebbe avuto certamente un impatto diverso.

Ma qui stiamo parlando della figura istituzionale a cui è affidato il compito di:

•garantire la sicurezza dei sestesi,

•prevenire e contrastare lo spaccio di droga,

•collaborare con Prefettura e forze dell’ordine nelle politiche di contrasto alla criminalità.

E proprio su un tema così delicato, durante l’ultima riunione convocata in Prefettura sul problema dello spaccio nel territorio di Sesto Calende, l’assessore Gualtieri risultava assente, creando ulteriore imbarazzo istituzionale.

Oggi siamo davanti a un paradosso evidente:

come può occuparsi della sicurezza di una città di undicimila abitanti chi, all’interno del proprio nucleo familiare, non è riuscito a prevenire un fenomeno così grave?

Conclusioni

La nostra valutazione è chiara:

sindaco, giunta e maggioranza hanno scelto, nonostante tutto, di confermare la delega alla Sicurezza a un assessore che si trovava in una situazione già critica e nota da tempo.

Questa scelta, oggi, appare non solo sbagliata, ma politicamente irresponsabile.

Hanno avuto l’occasione di affrontare tempestivamente un problema serio, che coinvolgeva la tutela dei nostri giovani e la sicurezza della città.

Non l’hanno fatto.

Per questo riteniamo doveroso ribadire la nostra ferma e motivata contrarietà alle decisioni assunte dalla maggioranza, e la nostra volontà di difendere con coerenza e trasparenza l’interesse dei cittadini di Sesto Calende.

Spaccio a Sesto, il sindaco: «L’arrestato è un famigliare dell’assessore». E la difende

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