SESTO CALENDE – Dopo le dimissioni in blocco di tre esponenti della maggioranza – l’assessore Michele Ponti, la presidente del consiglio comunale Barbara Mercalli, il consigliere Cristian Gnodi – a Sesto Calende verranno ufficialmente annunciate le nuove nomine. Succederà domani, 24 ottobre, durante la seduta che accoglierà fra i banchi di Sesto Futura i consiglieri Alessandra Malini ed Elena De Micheli, le prime dei non eletti alle ultime Amministrative.
Ferrario presidente
In un post affidato ai social, la squadra del sindaco Elisabetta Giordani ha anticipato: «Il nome del nuovo presidente del consiglio, che sarà proposto dalla maggioranza, verrà comunicato prima della seduta ai gruppi di minoranza nella riunione prevista nella giornata di venerdì». Sarà il voto in aula a ufficializzare il nuovo direttore dei lavori, ma sembra che Sesto Futura abbia trovato la quadra già da giorni, individuando Pietro Ferrario come la persona giusta per ricoprire una carica di tale prestigio.
Malini in pole
Da una settimana Sesto Calende è senza assessore. Un vuoto che, fa sapere Sesto Futura, verrà colmato domani, quando il nuovo componente dell’esecutivo verrà annunciato in consiglio comunale. Le indiscrezioni di Palazzo convergono tutte su un nome. Sembra essere già pronta Alessandra Malini: la più quotata, al momento. Già consigliere comunale con Sesto 2030, laureata in Economia Sociale, Malini ha lavorato in diverse realtà – da studi commercialisti a scuole, case di riposo e cooperative sociali – che le hanno permesso di maturare competenze che possono essere messe a disposizione della giunta. Resta quindi da capire se, in caso di nomina, gestirà le deleghe di Ponti (Sport, Comunicazione, Politiche Giovanili) o se invece è prevista una redistribuzione delle cariche fra i componenti dell’esecutivo, affidandole quelle più consone al suo percorso professionale.
La «nuova avventura» di Gnodi
Nei giorni scorsi, inoltre, più voci in città hanno bollato l’addio del consigliere Cristian Gnodi come un atto di protesta, vedendosi rifiutata la possibilità di diventare il nuovo assessore allo Sport al posto di Ponti. Voci che il diretto interessato ha voluto smentire: «Si è ormai superato il limite delle strumentalizzazioni, senza conoscere davvero i fatti». Di più: «Mi aspetta una nuova avventura, che mi permetterà di crescere molto e arricchire il mio percorso, mi costringe a fare una scelta. Per questo ho deciso di fare un passo indietro, per il bene di Sesto Futura, dell’amministrazione comunale e dei cittadini. Lascio quindi spazio a chi potrà dedicare più tempo ed energie di me. È una decisione giusta e responsabile, nell’interesse di tutti».
Ponti spiega
Nel frattempo, con un lungo videomessaggio, Ponti ha ripercorso la sua attività politica nell’ultimo anno e mezzo. E ha spiegato i fattori che l’hanno spinto a dimettersi. I motivi sono di carattere personale e politici. In uno stralcio, dice: «Una scelta maturata nel tempo, una mia decisione. Negli ultimi mesi ho capito che alcuni temi, in particolare sulla pianificazione di importanti progetti sportivi per la città, la direzione che stavamo prendendo era diversa. E non rispecchiava più fino in fondo la visione in cui ho sempre creduto. Quando questo accade, restare a tutti i costi non penso serva a nessuno». Ha poi aggiunto: «Non è una questione di torto o ragione, ma di coerenza. Ed è importante sapere quando è il momento di farsi da parte, per lasciare spazio a un nuovo equilibrio che permetta a chi resta di lavorare con serenità». Concludendo con la sua visione di politica: «Che spiega, che unisce, che lavora, che non divide. Per questo credo che Sesto Futura resti la proposta migliore per questa città, con o senza di me».
Le Lega affonda
Un vicenda che si è trasformata in un assist per le minoranze. Che tornano ad affondare il colpo con un comunicato della Lega che preannuncia la resa dei conti di domani in aula: «Quando tre persone su ruoli centrali scelgono di lasciare, non è un piano: è un problema. E non lo diciamo noi: lo scrive chiaramente Michele Ponti nella sua lettera di dimissioni: parla di “differenze di visione e di metodo di lavoro”, di “mancanza di chiarezza nei ruoli e valorizzazione delle competenze”. Sono parole pesanti, di chi non si riconosce più in un progetto politico e decide, per coerenza, di andarsene. Altro che armonia di squadra: qui dentro non c’è più fiducia né direzione. È questa la “giunta del futuro”? Una maggioranza che si sfalda al primo bivio, che vive di giustificazioni e comunicati, che confonde la comunicazione con l’amministrazione?»
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