Lunedì 20 ottobre si è svolto a Malpensa un presidio di attivisti a sostegno del popolo palestinese che ha avuto come scopo la denuncia del volo CV6311 con cinque carichi di ali di jet F35 diretti allo stabilimento di Fort Worth (USA) per l’assemblaggio e la successiva spedizione in Israele. Questi aerei con gli F16 sono i maggior responsabili nel bombardamento e nello sterminio della popolazione civile di Gaza (la stragrande maggioranza delle vittime sono donne e i bambini).
A settembre c’era già stato un altro presidio che ha bloccato l’area cargo per impedire che da qui partissero i voli con carichi di armi destinati sempre ad Israele; ricordiamoci che una delle sedi di Leonardo spa, produttrice di materiale bellico, è vicinissima all’aeroporto e che nel nostro territorio sono abbondanti tali tipologie di fabbriche.
Lunedì 5 maggio 2025 presso la Cargo city di Malpensa è stato inaugurato il nuovo ufficio operativo del 1°gruppo di ricezione e smistamento (1G.R.S.) dell’aeronautica militare; il nuovo presidio garantisce una presenza permanente del personale specializzato in uno dei principali snodi logistici del paese, consentendo un sensibile potenziamento delle capacità doganali e un’ulteriore riduzione dei tempi per i materiali e i sistemi d’arma destinati ai reparti delle forze armate.
“L’apertura di questa sede operativa a Malpensa rafforza le capacità delle forze armate di operare con tempestività e precisione in un nodo cruciale della logistica nazionale e internazionale” così spiega il comandante logistico dell’aeronautica militare, generale Antonio Conserva. All’ inaugurazione, oltre a S.E.A. erano presenti anche rappresentanti della Luftwaffe e della Royal Air Force.
Come associazione Unicomal, ci chiediamo perché questo aeroporto che ha creato tanti problemi al nostro territorio in termini di inquinamento atmosferico ed acustico, consumo di suolo, distruzione dell’ambiente, aumento di traffico ora scopra una nuova funzione: quella di polo logistico –militare che invia armi e in futuro anche truppe per il controllo del globo. Questo nuovo ruolo potrebbe diventare particolarmente pericoloso in quanto possibile obiettivo di forze nemiche in caso di crisi internazionale. Sarebbe molto grave l’invio di materiale bellico e armi verso uno Stato come Israele che non sta compiendo una guerra ma, come ha riconosciuto l’ONU, un genocidio di civili (soprattutto donne e bambini); ricordiamoci, infine, che l’Italia attraverso la nostra Costituzione ripudia la guerra.
Unicomal
Presidio dei ProPal a Malpensa: «Isoliamo l’entità sionista». Occhi sui jet da guerra
