Il sestese Mainardi: «Vi racconto mio figlio Maxim». L’autismo nella vita di un 18enne

Nella foto di sinistra: Matteo Mainardi e Maxim

SESTO CALENDE – Maxim ha 18 anni. Fa sport ogni volta che può. E se non può è soltanto perché sta dando una mano ai volontari della Protezione civile, di cui fa parte, o perché è impegnato con il gruppo degli Scout. È di origine ucraina, con quei tratti puliti – ma anche un po’ spigolosi – che disegnano un bel profilo dell’est: biondo, occhi chiari, stazza importante. La sua storia invece è tutta italiana, nel suo Paese, nella sua Sesto Calende, dove sta diventando grande da «normalissimo adolescente rompicoglioni, come è giusto che sia». E scappa una risata. È quella di papà Matteo Mainardi, che ha deciso di riassumere in un libro gioie e fatiche della crescita del figlio. Pagine che raccontano l’altra faccia della «normalità». Maxim è autistico, che spesso – se non sempre – vuol dire navigare in acque sconosciute. Mari talmente estesi che è facile perdersi. Ecco perché ci voleva un libro: per studiarla, quella «normalità».

L’autismo in un libro

sesto mainardi autismo maxim libroMatteo Mainardi è professore, musicista stimato, persona di letteratura. Con il sostegno della moglie Cristina Cozzi – che è stata un riferimento nel mondo della scuola e del sociale, tanto da essere premiata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana – ha messo su carta la vita di ogni giorno insieme a Maxim. Ne è nato L’autismo raccontato ai miei nipoti, che consiste in una raccolta di lettere. «Tutto è cominciato nel 2021, eravamo in pieno Covid», spiega Mainardi. «Abbiamo voluto approfondire il tema dell’autismo, farci una cultura». Partendo da una domanda: «Cosa ne sanno i nostri parenti? Abbiamo quindi deciso di scrivere ai nipoti. E ogni volta che mi veniva un’idea – potevano esserci anche mesi interi di pausa – la buttavo giù. E gliela mandavo». Una, due, dieci lettere. E così via. «Fino a quando mio fratello mi ha lanciato la proposta di riunirle tutte in un volume». Ed ecco il libro. È edito da Homeless Book, casa editrice di Faenza che, oltretutto, «è molto vicina a tematiche di questo genere, perché nasce da famiglie che condividono la nostra stessa situazione».

Il viaggio

Pagina dopo pagina – anzi, lettera dopo lettera – prendeva forma quel viaggio. Perché è un viaggio, attraverso l’incertezza di un mondo troppo vario per essere chiuso all’interno di schemi prestabiliti. Un terreno fragile, su cui spesso si ha paura a fare anche solo un passo, per evitare che crolli. È su questa lastra di cristallo che si è mosso Mainardi: «Raccontavo semplicemente quello che ho capito, quello che sento, le emozioni». E ancora: «Ci sono descrizioni, usando anche un linguaggio tecnico in alcuni casi. Ma scrivevo delle nostre esperienze di vita, scrivevo di Maxim». E di tutto il resto: «Della scuola, degli scout, di chi ci ha supportato e di chi ci ha discriminato. E mi sono reso anche conto che forse, come zio, avevo fatto poco per i miei nipoti. Ho rimediato in questo modo».

sesto mainardi autismo maxim libro
Maxim insieme ai cugini

Maxim, il 18enne come gli altri

sesto mainardi autismo maxim libroIl protagonista, ovviamente, è Maxim: «Un ragazzo di 18 anni, con una vita attivissima: va a scuola e in un centro diurno, fa parte della Protezione civile, è uno sportivo». Una vita «piena», insomma. E come ogni giovane della tarda adolescenza che si rispetti, «più mi ha fuori dal raggio di invadenza, meglio è». Sta facendo esattamente quel percorso lì, quindi: «Cresce, matura, si prende le sue responsabilità. Con un’attenzione costante, certo, ne ha bisogno. Ma si cerca i suoi spazi, che io gli lascio».
Il libro che parla di lui, non lo potrà leggere. «Non lo sa fare, ma è molto curioso», spiega il padre. «Ha capito che è suo. E mi ha sorpreso quando gli ho chiesto a chi volesse regalarlo: pensavo mi rispondesse agli insegnanti o a un adulto, una persona di riferimento. Invece ha preso il cellulare e mi ha mostrato la foto di una sua compagna di classe: a lei, ha risposto». Il punto, quindi, è qui. Quella «normalità» di cui parla Mainardi si trova (anche) nei legami sociali, con gli altri ragazzi e ragazze della sua età. «Il motivo? Maxim è autistico, mica un pirla». E libera un’altra risata.

«C’è  molto di Cristina»

Dietro al lavoro, poi, c’è molto altro. «E c’è molto di Cristina», dice Mainardi. «È stata una presenza costante, la cornice, l’orizzonte che ha dato senso a tutto». Scomparsa alla fine del 2024, oggi resta impressa nella memoria della comunità. E nelle memorie di questo libro. Da un punto di vista tecnico («Le rileggeva, le correggeva, le sistemava»), ma soprattutto personale: «Era una condivisione. Dava valore». Quel valore che si legge anche fra le pagine di un libro.

sesto mainardi autismo maxim libro
Maxim e Cristina Cozzi

Il PizzAutobus parte da Varese. Obiettivo assumere 500 ragazzi autistici in Italia

sesto mainardi autismo maxim libro – MALPENSA24
Visited 1.352 times, 1 visit(s) today