SESTO CALENDE – «Diverse attività firmatarie hanno successivamente riferito di aver sottoscritto il documento senza averne piena e preventiva conoscenza, sulla base di spiegazioni verbali che, in più casi, non risultavano pienamente corrispondenti al contenuto effettivo del testo sottoscritto». Lo riporta una nota firmata da Patrick Panza, presidente del Gruppo Artigiani, Commercianti e Terziario Avanzato a Sesto Calende. Un intervento per mettere i puntini sulle i, a seguito della petizione protocollata da 66 attività cittadine che – fra le varie richieste avanzate – hanno messo in discussione i risultati del Sesto Riverside Festival, la rassegna degli eventi estivi lanciata lo scorso anno.
Ora ripercorre tutti passi compiuti, come le riunioni pubbliche informative che sono state convocate. Oppure i risultati economici raggiunti alla fine della manifestazione. Il tutto con l’invito a «maggiore correttezza e trasparenza nei rapporti tra colleghi», ribadendo che «la disponibilità al dialogo e al confronto non è mai venuta meno».
Ecco la nota integrale diffusa da Panza:
In qualità di Presidente del Gruppo Artigiani, Commercianti e Terziario Avanzato del Comune di Sesto Calende, ritengo doveroso intervenire in merito a quanto riportato sulla stampa in relazione al Riverside Festival e alla petizione recentemente protocollata.
È necessario anzitutto ricordare che al termine dell’edizione 2025 del Riverside Festival si è svolta una riunione pubblica di restituzione, alla quale le attività commerciali del territorio erano state regolarmente invitate, durante la quale sono stati illustrati i dati, le modalità organizzative e le valutazioni complessive dell’evento.
In tale sede non sono emersi malumori generalizzati, né contestazioni strutturate sull’impianto del Festival, fatta salva una richiesta – condivisa – di migliorare e diversificare le modalità di comunicazione degli eventi, osservazione che l’organizzazione ha fin da subito accolto come spunto di lavoro.
Appare pertanto quantomeno singolare che oggi si parli di assenza di confronto, quando un momento di ascolto e rendicontazione si è già svolto, in modo trasparente e aperto.
Per quanto riguarda la petizione, si rileva che il soggetto promotore è una specifica attività commerciale che, anche in passato, ha scelto modalità di esposizione pubblica fortemente polemiche, laddove sarebbe stato possibile – e auspicabile – limitarsi a richiedere l’istituzione di un tavolo di confronto, senza alimentare contrapposizioni o rappresentazioni parziali dei fatti.
A questo proposito, diverse attività firmatarie hanno successivamente riferito di aver sottoscritto il documento senza averne piena e preventiva conoscenza, sulla base di spiegazioni verbali che, in più casi, non risultavano pienamente corrispondenti al contenuto effettivo del testo sottoscritto.
Tale circostanza, riferita direttamente da alcuni operatori, induce quantomeno a invitare tutti a maggiore correttezza e trasparenza nei rapporti tra colleghi.
Sul piano economico, va inoltre evidenziato che numerosi esercenti, in particolare del settore della somministrazione, hanno rilevato come, confrontando gli incassi con quelli degli anni precedenti – caratterizzati da un singolo grande evento, come i fuochi artificiali – il risultato complessivo sia stato sostanzialmente in linea, con il vantaggio, introdotto dal Riverside Festival, di una distribuzione degli eventi su più serate, capace di: ridurre il rischio legato al maltempo; non concentrare l’intera possibilità di incasso in un’unica data; garantire una maggiore continuità di flussi nel periodo estivo.
È stato inoltre condiviso come la presenza di più eventi diffusi abbia facilitato l’organizzazione del lavoro delle attività, rendendo il periodo estivo più stabile e programmabile.
Ribadisco, anche a nome del Gruppo che rappresento, che la disponibilità al dialogo e al confronto non è mai venuta meno. Come già annunciato nell’incontro conclusivo del 2025, prima dell’avvio della programmazione dell’edizione 2026 verrà convocata una nuova riunione, durante la quale: verrà illustrato il progetto del Riverside Festival 2026; verrà richiesto alle attività di portare un contributo attivo, non solo come spettatori; si lavorerà per integrare, ove possibile, anche eventi privati delle singole attività all’interno di una cornice coordinata e condivisa.
Colgo infine l’occasione per rivolgere un invito diretto alla sig.ra Lucia Salina, titolare dell’attività Luly’s e prima firmataria della petizione, a un confronto aperto e diretto in qualsiasi momento lo ritenga opportuno, nelle sedi più opportune e con spirito costruttivo.
Allo stesso tempo, la invito a impegnarsi affinché le stesse attività da lei personalmente contattate per la sottoscrizione di documenti di contestazione vengano con la medesima sollecitudine invitate a partecipare all’incontro pubblico che verrà programmato sul Riverside Festival 2026, affinché il confronto avvenga alla luce del sole, sui contenuti e non sulle contrapposizioni.
Il futuro di Sesto Calende passa da dialogo, collaborazione e responsabilità condivisa, non da semplificazioni o polemiche che rischiano solo di dividere un tessuto economico che ha invece bisogno di lavorare insieme.
La posizione della giunta
Nel frattempo anche l’amministrazione comunale è intervenuta sulla questione Riverside. Ecco la nota della giunta Giordani:
L’Estate Sestese 2025 è stata il frutto positivo di un lavoro comune tra Amministrazione Comunale, Commercianti e Proloco. Il coinvolgimento e la collaborazione con i commercianti sestesi ha dato a tutti l’occasione di partecipare con idee e proposte, ma anche di valutare insieme i risultati. Abbiamo letto, con stupore, l’iniziativa di un esercente che, con la firma di alcuni colleghi, chiede di fare ciò che in realtà è stato fatto. Fa fede, su questo, il puntuale comunicato dell’Associazione Commercianti, che racconta in modo chiaro il lavoro fatto lo scorso anno in termini di collaborazione nelle proposte e di rendicontazione dei risultati. Chiunque desidera collaborare positivamente con l’Amministrazione Comunale, troverà sempre ascolto per il bene di Sesto. Riteniamo inutile commentare giudizi soggettivi che non sono supportati da dati né da proposte
Sesto Calende, 66 commercianti contro il Riverside Festival: «Deluse le aspettative»
