Si gonfia il Lago Maggiore: l’allarme di Coldiretti

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SESTO CALENDE – Si gonfia il lago Maggiore: l’ultima ondata di maltempo in Lombardia ha riportato il livello del lago verso i valori massimi. Ad attenzionare la situazione è Coldiretti Varese, che segnala come l’ultimo colpo di coda del maltempo abbia centrato in pieno il settentrione lombardo senza risparmiare il Varesotto.

A novembre l’esondazione del Ticino

Due notti di pioggia, grandine e precipitazioni violente hanno interessato il nord della Regione, proprio a partire dalla provincia prealpina. Le intense precipitazioni, inoltre, hanno fatto innalzare il livello dei corsi d’acqua e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi: il lago Maggiore, in particolare, marca un livello di riempimento pari all’ 111%. Un dato da tenere sotto controllo nei Comuni che affacciano sul Lago, da Sesto Calende in poi: proprio Sesto lo scorso novembre aveva visto un innalzamento dei livelli del lago di 40 centimetri in una sola notte, con il Ticino che aveva rotto gli argini invadendo  il camminamento pedonale di viale Italia.

Danni per i raccolti

«In attesa del grande caldo, gli ultimi temporali aggravano il drammatico conto dei danni nelle campagne prealpine dove una pazza primavera rischia di farsi ricordare con un bilancio pesante, che si evidenza non solo per quanto riguarda le colture in campo, ma anche per la perdita del raccolto del miele di acacia, che ha provocato danni ingentissimi alle imprese», conclude il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. Dall’inizio del 2019 – spiega Coldiretti Varese – in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti, specie in un’areale delicato come quello prealpino, dove l’aria calda della pianura incrocia quella fredda delle vicine Alpi, provocando rapide inversioni termiche che aumentano la violenza delle precipitazioni.

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