di Massimo Lodi
Sì, però. È il mantra di questi giorni. Mantra negativo, urticante, depressionario, si licet psicanalizzare alla carlona. Vorremmo certezze, riceviamo dubbi. E, anzi, incertezze-total, una più da shock dell’altra.
Sì, però. Andiamo a Bologna, memoria della strage dell’80 alla stazione. Matrice neofascista, acclarano le sentenze della giustizia. D’accordo, fa sapere il presidente del Senato La Russa, tuttavia non si smetta d’indagare ulteriormente. Quando come dove e in ragione di che? Lo s’ignora. Non si ignora l’effetto d’una simile autorevole uscita: lascia il dubbio che verità possa non esser stata fatta. L’anodino comunicato di Chigi sulla tragica ricorrenza (guai al terrorismo) aiuta zero a dipanare le nebbie della confusione/delusione, e pure d’un rigurgito d’angoscia. Nonostante le parole di Mattarella siano suonate di ben diverso tono.
Sì, però. Andiamo a Ceuta, allo squagliamento dell’Europa dopo l’invasione immigratoria nell’exclave iberica. Chi da una parte, chi dalla parte opposta: ciao solidarietà dei Ventisette. Dettaglio triste: speculazione pura dei no Sànchez, volentieri partecipata dall’Italia di governo. Dagli alla Spagna, dagli al premier, dagli ai socialisti. Come se l’improvvisa invasione fosse colpa d’una strategia fallimentare e non l’effetto-boom d’una causa ancora da approfondire, senza escludere (Ciciàro pro domo mia) lo studiato cinismo da parte del mondo sovranista-imperialista il cui cuore pulsa in America. Se gettare discredito all’estero serve a guadagnare credito in patria, eccoci qua bell’e pronti.
Sì, però. Andiamo a Roma, caput mundi factionum, ombelico dell’universo dei tradimenti politici. Man mano che s’avvicina la scadenza elettorale, s’allontana l’armonia del centrosinistra. Nuova sortita di Conte, nel solco di quanto già espresso un mese fa: sulla guerra tra Ucraina e Russia posizione conflittuale -è il caso di dire- rispetto a Pd e centristi. Ammiccante/concorrenziale rispetto ad Avs. Basta armi a Zelensky, disponibilità al trattativismo verso Putin. Se vincesse le primarie del campo largo, il leader dei Cinquestelle restringerebbe i confini della posizione occidentalista. Fratoianni e Bonelli d’accordo, sembrerebbe.
Domanda: che senso ha l’alleanza così disallineata? Ne vien fuori l’immagine d’una coalizione testardamente divisa, e mai più ricomponibile dopo primarie che s’annunciano non costruite sulla base comune di valori e invece su indirizzi, in tema di politica estera e difesa, divergenti. Meglio allora, sostiene il Pb (Partito del bar), rompere subito che rompersi dopo. Un regalo alla destra? Anche no: un regalo agli astensionisti che vogliono luce, mica tenebre, dalla sinistra. Giuseppi, vieni a prendere un caffè da noi, quelli del bar.
bologna ceuta roma – MALPENSA24
