Si svela il Baff 2026: a Busto Abel Ferrara e la prima da regista di Kristen Stewart

Da destra: Abel Ferrara, Kristen Stewart, Enrico Vanzina, Sergio Rubini e (sotto) Donato Carrisi

BUSTO ARSIZIO – Grandi nomi al B.A. Film Festival 2026: il superospite della serata inaugurale del 21 marzo è il regista newyorkese Abel Ferrara, che presenterà il suo documentario sulla guerra in Ucraina, ma la vera chicca è l’anteprima italiana dell’esordio da regista di Kristen Stewart, una delle dive più acclamate di Hollywood. Resta ancora da capire se sarà presente di persona a Busto Arsizio. Ma il sogno del direttore artistico Giulio Sangiorgio, e la sua linea, è di «riempire le sale per le opere prime dei registi e non solo per i grandi nomi».

Il via con Abel

È un Baff ormai adulto, quello della 24esima edizione presentata nella tradizionale cornice dell’Istituto Antonioni di Villa Calcaterra. In programma dal 21 al 28 marzo, con pre-apertura già annunciata venerdì 20 marzo con il concerto del nuovo tour di Mauro Ermanno Giovanardi al cinema San Giovanni Bosco, il festival si aprirà sabato 21 al teatro Sociale nel segno di Abel Ferrara, icona del cinema underground e regista di pellicole cult come “Il cattivo tenente” con Harvey Keitel (film che ha ispirato la locandina “fumettosa” del Baff 2026 a cura di Paolo Bacilieri) e “Kings of New York”. Ferrara, italoamericano del Bronx, presenterà il suo ultimo lavoro “Turn in the Wound“, girato «sul fronte ucraino con testimonial importanti come Patti Smith», come sottolinea il direttore Sangiorgio. Sul palco del Sociale il grande Abel sarà intervistato dal critico Sergio Sozzo.

Kristen in anteprima

L’altro “colpo” del Baff 2026 è l’anteprima italiana di “The Chronology of the Water”, l’esordio dietro la macchina da presa della diva americana Kristen Stewart, che viene da Los Angeles e che oltre ad essere ricordata come la star di “Twilight” ha recitato da protagonista per grandi autori come Woody Allen (Cafè Society), David Fincher (Panic Room) e il già ospite al Baff 2025 David Cronenberg (Crimes of the Future). La sua opera prima da regista, tratta dall’autobiografia della scrittrice statunitense Lidia Yuknavitch, è stata presentata all’ultimo festival di Cannes e uscirà in Italia nei prossimi mesi. Ancora da definire l’eventuale presenza della diva in sala.

Gli altri “big” (e non solo)

Non ce ne voglia il direttore Sangiorgio, tra gli altri big di richiamo spicca il già annunciato Sergio Rubini, che sarà il superospite della serata finale al Sociale sabato 28 marzo nella doppia veste di attore-regista e di musicista, sul palco prima da intervistato e poi da performer nella serata “in coabitazione” con Eventi in Jazz per il recupero del suo concerto con il Michele Di Fazio Trio rimandato in autunno. E poi il popolare regista Enrico Vanzina, che parlerà del cinema di suo padre Steno; lo scrittore e regista Donato Carrisi, che presenterà la sua opera prima cinematografica; il regista Pappi Corsicato, che oltre a ripercorrere la sua carriera eccentrica si soffermerà sul suo esordio; il duo RezzaMastrella, Leone d’oro alla carriera per il teatro; il fumettista Paolo Bacilieri, che insieme ad Alberto Pezzotta e all’accoppiata Elisabetta Sgarbi-Eugenio Lio animeranno una serata all’insegna della letteratura dedicata alla figura del giallista Eugenio Scerbanenco.

Fuori Orario e i concorsi

Altra chicca assoluta dell’edizione 2026 del Baff è la collaborazione con Fuori Orario, presidio cinefilo della notte tv di Rai3, che si svilupperà in due incontri dedicati a due registi lombardi, il varesino Gianfranco Brebbia e il bergamasco Luca Ferri. Confermati anche il workshop “Visioni Future” (con 50 candidature per i 10 posti riservati a studenti delle scuole di cinema e aspiranti registi) e i concorsi che sono parte integrante del festival: quelli per le opere prime italiane e internazionali (cinque e cinque, le seconde tutte in anteprima italiana) e quello del Made in Italy Scuole che porterà 1400 studenti in sala al mattina. Appuntamenti, questi ultimi, più di nicchia, ma emblematici di quella che Giulio Sangiorgio definisce come «un’identità che si consolida, e sta portando risultati di riconoscimento dal sistema cinema italiano, che resta sotto i lustrini. È quella su cui bisogna lavorare e cambia una realtà, perché i grandi nomi arrivano con i contatti e i contratti. Il Baff è un festival adulto ma sarà grande quando le sale saranno piene di persone a vedere le opere prime dei registi e non solo i grandi nomi».

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