Baff al buio, da Roma s’attendono ancora i fondi 2025. Maffioli: «Festival coraggioso»

BUSTO ARSIZIO – «Siamo all’edizione 2026 ma dal ministero non ci sono ancora risposte sui fondi del 2025». Il direttore artistico del B.A. Film Festival Giulio Sangiorgio ammette che l’organizzazione brancola nel buio in termini di copertura economica per via dei «rallentamenti sui finanziamenti» attesi da Roma. «Non è semplice fare un festival cinematografico oggi», rivela il direttore, ma il “miracolo” numero 24 del cinema a Busto Arsizio può ancora compiersi, grazie al sostegno del Comune, della Regione e degli sponsor. «È un festival coraggioso» il tributo dell’assessore alla cultura Manuela Maffioli. E nel programma, preannunciano gli organizzatori, ci sono ancora «diverse carte da svelare». Suspense.

Risorse scarse

Nella conferenza stampa di presentazione non è stata proferita la parola “miracolo”, già più volte sentita negli scorsi anni, ma la fatica di fare ogni anno “le nozze coi fichi secchi” – ormai un marchio di fabbrica del Baff da tempo immemore – è percepibile nelle parole del direttore Sangiorgio, quando rivela «un buco di non sappiamo ancora la dimensione» a proposito dei finanziamenti a rilento da parte del ministero della cultura. Un refrain ormai, che rende ancora più essenziale il sostegno di Palazzo Gilardoni: 60mila euro a B.A. Film Factory e 35mila all’Icma, l’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni. Oltre che degli sponsor, tra cui il “veterano” Chimitex.

Risparmi e introiti

L’esigenza di oculatezza è quella che impone di risparmiare sullo Spaziofestival. «Ha sempre avuto un valore, il tema sono i costi – sottolinea l’assessore Maffioli – c’è da scegliere se destinare una cifra importante a un insediamento in piazza o investirla nei contenuti. Ma spero si riesca a recuperare il senso di quel presidio». Confermato invece il biglietto nelle sale, reintrodotto nella passata edizione: «Ha funzionato – rivela il presidente del Baff Gabriele Tosi – non solo perché ha portato risorse ma anche perché a Busto si dice che “la roba gratis vale quella che è stata pagata“. È giusto che il lavoro che si fa venga apprezzato con un minimo sforzo». Ma i biglietti, rivendica Maffioli, «saranno a prezzi accessibili grazie al contributo pubblico a sostegno di queste iniziative»

Edizione numero 24

Intanto occhi puntati su una «24esima edizione che si apre su un mondo contemporaneo in continua ebollizione – così la introduce Gabriele Tosi, dallo scorso anno tornato al timone del festival di cui è stato tra i fondatori – con un’attenzione a uno dei teatri di guerra di questi giorni, in linea con la vocazione del cinema di guardare il mondo con un occhio particolare». Il riferimento è in particolare al superospite dell’apertura Abel Ferrara, che presenterà un documentario sull’Ucraina da quattro anni in guerra.

Il sesto festival a Busto

Ed è un festival che si inserisce in un «contesto di assoluto fermento, investimento e godimento culturale a Busto Arsizio», come afferma l’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli. «È il sesto festival che apriamo in soli tre mesi. Un grande tributo ad un genere, un linguaggio e una disciplina particolarmente amata nella nostra città». Ma anche «un festival che raccoglie ciò che viene seminato durante tutto l’anno dal sistema cinema in otto sale più un multisala, e quattro cineforum, oltre all’Icma» e che «di edizione in edizione si distingue in virtù di direzione artistica che firma in modo sempre più individuabile la rassegna». E il direttore esecutivo Paolo Castelli chiosa con una “chicca”: «C’è solo un Baff. Il festival di Buenos Aires ha aggiunto una “i” e si chiama Buenos Aires Indipendent Film Festival».

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