BUSTO ARSIZIO – Emergenza sicurezza, il gruppo di Fratelli d’Italia richiama tutti all’ordine: «Il presidio del territorio spetta alle forze dell’ordine. Le iniziative private rischiano di generare confusione». Lo dichiara Paolo Geminiani, capogruppo dei meloniani in sala esagonale. «Descrivere Busto come città insicura non è reale». E il “neo-Fratello” Orazio Tallarida replica alle accuse di Italia Viva: «Non dipingiamo Busto Arsizio con toni allarmistici e catastrofisti. Gli episodi gravi vanno condannati ma non strumentalizzati».
Il caso
La sicurezza è ormai da tempo il tema del giorno nel dibattito politico (e non solo) cittadino. Adesso parla il partito del sindaco Emanuele Antonelli, Fratelli d’Italia. E mette una serie di puntini sulle “i”, dopo che sull’argomento sono nate iniziative e si sono udite parole in libertà per giorni. «Noi pensiamo che il presidio del territorio sia compito esclusivo delle Forze dell’Ordine – la nota firmata dal capogruppo Paolo Geminiani a nome del gruppo consigliare FdI – negli ultimi giorni si stanno moltiplicando iniziative spontanee da parte di cittadini che chiedono di organizzare presidi con l’intento di monitorare il territorio. Pur comprendendo le preoccupazioni che animano tali iniziative, vogliamo ribadire con fermezza un principio fondamentale dello Stato di diritto: la sicurezza pubblica è una funzione esclusiva delle Forze dell’Ordine». Un freno ai volontari che vogliono scortare le donne all’uscita della stazione o a certe degenerazioni pittoresche come l’uomo mascherato apparso sui social per presidiare lo scalo al centro delle cronache dopo la violenza ai danni di una ragazzina di 14 anni in via Vercelli?
No alla sicurezza fai da te
«Comprendiamo lo spirito dei volontari – fa sapere Geminiani – vanno elogiati per la voglia di mettersi al servizio. Però dovrebbe tradursi nel controllo di vicinato, segnalazioni e maggior attenzione alla nostra città e alle dinamiche che avvengono. Ma la sicurezza pubblica deve essere affidata alle Forze dell Ordine». Perché «ogni azione di controllo, prevenzione o intervento deve essere svolta da personale formato, legalmente autorizzato e operante nel rispetto delle leggi e delle procedure previste. Iniziative private, seppur mosse da buone intenzioni, rischiano di generare confusione, alimentare tensioni e compromettere la sicurezza stessa dei cittadini». Di qui l’invito dei Fratelli, rivolto a tutti i cittadini, «a collaborare con le autorità competenti segnalando situazioni sospette attraverso i canali ufficiali e a non sostituirsi alle istituzioni – chiosa il capogruppo di FdI – il rispetto dei ruoli e delle competenze è garanzia di legalità, efficacia e tutela per l’intera comunità. La sicurezza è un diritto di tutti, ma anche una responsabilità che richiede professionalità, coordinamento e rispetto delle leggi».
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Tallarida: «No alle strumentalizzazioni»
Il consigliere comunale neo tesserato di Fratelli d’Italia Orazio Tallarida replica invece direttamente alle dichiarazioni del segretario cittadino di Italia Viva Antonio De Gregorio, che ha attaccato l’amministrazione sul tema della sicurezza. «Lascia sinceramente perplessi – le parole di Tallarida – descrivere Busto Arsizio come una città “preda del degrado” dove “è rischioso persino uscire di casa” non solo è ingiusto, ma anche profondamente scorretto nei confronti di una comunità viva, laboriosa e attenta al proprio territorio. Busto è una città di oltre 83.000 abitanti, con le sue sfide – come ogni altro centro urbano – ma ben lontana dall’immagine allarmistica e catastrofista che qualcuno vuole dipingere per fare propaganda. Gli episodi gravi, che vanno condannati senza ambiguità, non possono essere strumentalizzati per gettare discredito sull’intero tessuto cittadino». L’ex consigliere di Forza Italia ricorda che «l’amministrazione comunale è quotidianamente impegnata a garantire sicurezza e decoro, in collaborazione con le forze dell’ordine. In questo percorso, un contributo prezioso potrebbe venire anche dalle associazioni composte esclusivamente da appartenenti alle forze dell’ordine in pensione. Si tratta di uomini e donne che hanno servito lo Stato e che, grazie alla loro esperienza e conoscenza del territorio, possono offrire un supporto concreto nelle attività di presidio, prevenzione e vicinanza alla cittadinanza. Chi oggi grida allo scandalo farebbe bene a proporre soluzioni reali, senza cercare visibilità attraverso slogan e semplificazioni. La sicurezza si costruisce con il lavoro quotidiano, non con i titoli a effetto».
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