BUSTO ARSIZIO – Sono ben 2787 i nuclei familiari a Busto Arsizio che, pur avendone diritto per requisiti, non riceveranno la card sociale “Dedicata te”, un bonus da 382,50 euro destinato agli acquisti alimentari. Lo rivela l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, dopo che i centralini dei servizi sociali di via Roma sono stati intasati di telefonate di informazioni a seguito dell’invio delle raccomandate con i codici per il ritiro della card. Solo 911, su 3698 nuclei che rispondevano ai requisiti, le lettere partite da Busto. «L’ultimo assegnatario ha un ISEE di 9895 euro». II che significa che tutti gli aventi diritto con un ISEE superiore (in teoria fino a 15mila euro) sono stati esclusi.
Telefoni bollenti
Tra la nuova card sociale “Dedicata a te” e lo stop, annunciato via SMS, al Reddito di Cittadinanza, i servizi sociali di via Roma stanno vivendo giornate da incubo, con i centralini intasati di telefonate per chiedere spiegazioni. Così l’assessore Reguzzoni, pur ammettendo di non avere «né competenza istituzionale né informazioni dall’INPS», ci mette la faccia per offrire alcuni chiarimenti e affrontare il «marasma alle porte di agosto» che è piovuto, inaspettato sui suoi uffici.
“Dedicata a te”
«Chi non ha ricevuto la raccomandata non è perché non aveva diritto ma perché sui fondi stanziati a Busto i nuclei che corrispondevano ai requisiti erano 3698, ma le carte solidali da distribuire sono 911. Ben 2787 non l’hanno ricevuta pur avendone diritto – annuncia Paola Reguzzoni – l’ultimo assegnatario ha un Isee di 9895 euro poi sono finiti i soldi. Per questo è inutile chiamare per chiedere al Comune, che ha solo spedito le raccomandate e non ha avuto né risorse da gestire né possibilità di modificare i criteri, ma anche all’INPS».
Aspettative deluse
L’assessore sa che la card per gli acquisti alimentari aveva mobilitato «tante aspettative in persone che finora non avevano avuto grandi aiuti», anche perché non è rivolta a chi già riceve il Reddito di Cittadinanza, ma i comuni non hanno avuto voce in capitolo: «Gli esclusi a Busto non sono proprio pochi e bisognerebbe vedere i criteri di ripartizione geografica. Andava gestita meglio l’informativa, magari con una lettera non solo ai beneficiari ma anche per spiegare perché non veniva accettata la domanda o magari se ci saranno altri fondi da integrare. Altrimenti finisce come al solito che chi non ha competenza deve mettere due persone al telefono a spiegare ai cittadini che non riceveranno il bonus».
I “senza RdC” anche a Busto
Una non troppo velata critica alla gestione INPS, che non è più affidata al presidente in quota M5S Tridico ma ad una manager indicata dal governo di centrodestra. Per un problema che va ad aggiungersi alle proteste e alle richieste di chi, anche a Busto, ha ricevuto il famigerato SMS dall’INPS che annuncia l’interruzione dell’assegno del RdC a partire da agosto. «Noi non ne sapevamo niente e nel messaggio purtroppo viene detto di rivolgersi ai servizi sociali comunali – racconta l’assessore leghista – così in tanti stanno chiamando credendo che adesso saranno i servizi sociali a corrispondere l’assegno. Ma noi non sappiamo nemmeno chi ha ricevuto l’SMS né tantomeno chi perderà il Reddito. Nessuno ci ha dato informazioni né fondi per gestire le nuove richieste».
Lo sfogo dell’assessore
E se a Busto Arsizio non ci sono le scene né le manifestazioni che stanno avvenendo soprattutto al Sud, Paola Reguzzoni non ci sta: «Io sono d’accordo con la rimodulazione del RdC, ma non si può mandare un messaggio che annuncia che i servizi sociali devono farsi carico dei bisogni senza essersi coordinati prima». A Busto sono attorno ai 400, «in gran parte integrazioni al reddito per cifre non grandissime che però per determinati nuclei servono a pagare bollette e affitti. Qualcosa in alternativa i servizi sociali possono fare per chi ha disponibilità a lavorare, ma dobbiamo avere il tempo». Domani, 1° agosto, ci sarà un incontro con il Centro per l’impiego dal quale l’assessore spera di ricevere qualche informazione e dato in più. «Ai cittadini per ora chiediamo pazienza».
La polemica
Ma da questo caso l’assessore Paola Reguzzoni ne desume anche «una nota polemica». A partire dall’elenco dei beneficiari delle card “Dedicata a te”, che sono incompatibili con il RdC. «Mi aspettavo che escludesse i redditi estremamente bassi, invece vedo ben 25 Isee zero in elenco – sottolinea l’assessore – solleciterei all’Inps di fare qualche controllo perché c’è qualcosa che non funziona. Mi piacerebbe incontrare queste persone, e premiarle a San Giovanni: riuscire a vivere in sei, sette, otto persone a Isee zero o quasi, merita massimo rispetto, ma faccio veramente fatica a capire come mai questi nuclei non abbiano mai beneficiato del Rdc. Segnaleremo a chi di dovere».
