SOMMA LOMBARDO – La possibilità che Alberto Barcaro, l’ex leghista oggi capogruppo di Noi per Somma, possa trovare una collocazione nel centrodestra sfuma sempre di più. E vale anche per quella parte del centrodestra che si sta riunendo intorno al nome di Daniele Consonni, il presidente cittadino di Fratelli d’Italia proposto come candidato sindaco. Parte proprio da qui, Barcaro. Che ieri, 5 marzo, ha dedicato l’ultimo intervento delle comunicazioni in aula per fare «assoluta chiarezza». E per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il riferimento va alle «ricostruzioni fantasiose» che lo vedrebbero vicino a una lista civica di centro a supporto del meloniano Consonni: «Nulla di più falso». Precisando: «I nomi finora avanzati da Fratelli d’Italia non potranno mai avere il mio supporto».
Fra quei nomi c’era anche Manuela Scidurlo: l’attuale capogruppo di FdI è stata infatti la prima proposta avanzata dal suo partito. Che a margine della seduta interviene con alcune precisazioni sul suo ultimo sfogo pubblico.
Le sorti del centrodestra. E il (non) futuro in Provincia
Le sorti del centrodestra, nel frattempo, restano ancora nella nebbia. Da una parte c’è Piero Cesare Iametti, l’avvocato di Lombardia Ideale che ha già incassato la fiducia di Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Dall’altra, appunto, Consonni sostenuto da Udc e la civica Uniti per Somma. La quadra fatica ad arrivare, ma nel frattempo i riflettori si accendono su Barcaro. Vietato correre con Iametti, lo hanno imposto i vertici del Carroccio dopo l’espulsione dal partito nel 2023. E ora è lo stesso Barcaro a fugare ogni dubbio sulla possibilità di fare parte del team Consonni.
Se alla fine, quindi, dovesse farsi da parte, perderebbe anche il posto da consigliere provinciale che attualmente ricopre. Un problema? Non sembra: «Se il quadro dovesse rimanere questo, non avrei alcuna difficoltà a fare un passo indietro. Preferirei ritirarmi in un periodo di riposo politico, in attesa di tempi migliori. Non ho ambizioni personali da difendere: rimanere consigliere provinciale con l’attuale presidente non è stimolante, anzi. Ho una coerenza da mantenere».
«Parole pesanti»
Poi, l’intervento di Barcaro si sposta sulle recenti parole di Scidurlo. «In questi giorni – ha detto – ho letto anche dichiarazioni in cui si è arrivati perfino a evocare il tema della misoginia. Sono parole pesanti, che non possono essere utilizzate con leggerezza. Attribuire etichette di questo tipo significa spostare volutamente il confronto dal merito a un piano emotivo e divisivo». E ancora: «Per questo ritengo pienamente condivisibile l’intervento di Aguzzi Casagrande alla stampa, che ha richiamato tutti a un confronto più serio e rispettoso. La politica non può diventare il terreno delle insinuazioni». Ecco il resto suo intervento:
A volte sembra di guardare la stessa commedia politica all’infinito… e indovinate un po’? Il copione non cambia mai.
In undici anni ho sentito dire di tutto sul mio conto. Sono stato accusato di incapacità, di autocelebrazione, di manifesta superficialità. Mi è stato rimproverato perfino di consegnare un pigiama “strombazzandolo ai quattro venti”. Per non parlare della curiosità di capire chi avesse compiuto un gesto ritenuto scorretto — pur sapendo che scorretto non era — e chi aveva richiesto chiarimenti, parlando poi con la stampa. Sono stato dipinto come più attento all’habitat dei panda che ai problemi della città. Sono stato accusato di aver saccheggiato uno “stipendietto” di 408 euro da assessore nei periodo più bui dell’amministrazione. E, cosa più grave, si è arrivati ad accuse infamanti per l’uso improprio del telefono del Comune. II confronto politico è legittimo. La delegittimazione personale sistematica no.Il prossimo 17 marzo vivrò un momento significativo. Un onore che accolgo con rispetto verso le istituzioni e con gratitudine verso chi ha lavorato seriamente al mio fianco. Da militare, con 35 anni di onorato servizio, il mio foglio matricolare parla chiaro: rispetto, impegno e dedizione sono principi che ho sempre messo al centro del mio agire.
Parte di questa Giunta ha fondato il proprio agire sull’insulto, sulle allusioni e sulla delegittimazione. Chi ha scelto questa strada non sarà il benvenuto accanto a me. Può serenamente trovare una scusa per non partecipare: probabilmente farà anche una figura migliore. Presentarsi in fascia tricolore, in rappresentanza del Comune, in un momento istituzionale di questa natura sarebbe del tutto fuori luogo e pura strumentalizzazione elettorale. Come potreste essere al mio fianco quando, come amministrazione, non avete mai riconosciuto il lavoro svolto dal sottoscritto anche durante il periodo del Covid, quando ero delegato alla Protezione Civile? La campagna elettorale in fascia tricolore, infatti, è già stata fatta e probabilmente sanzionata nelle scorse elezioni.
Prima di intervenire nelle dinamiche altrui, sarebbe utile concentrarsi sulle proprie responsabilità, anche amministrative, e sui risultati concreti per Somma Lombardo. Magari pensando al prossimo lavoro che, in caso di sconfitta, qualcuno dovrà cercare. Improntare la propria vita familiare sul reddito derivante dalla politica è molto rischioso. Per quanto riguarda parte dell’attuale maggioranza, credo sia opportuno che chi in questi giorni parla molto — spesso a sproposito — inizi a guardare dentro casa propria, invece di rivolgere l’attenzione verso la minoranza o verso chi oggi non siede in Consiglio Comunale.
lo resto disponibile al confronto serio, trasparente e rispettoso. Ma non accetto etichette costruite ad arte, alleanze inventate o lezioni da chi. in questi anni, ha praticato tutt’altro che rispetto istituzionale.
Lo sfogo di Scidurlo
Nel frattempo, è intervenuta anche Scidurlo. «Mi spiace tantissimo dover dire due cose. E non l’ho fatto fino adesso, perché speravo prima di poter chiarire a voce con la Lega». Si riferisce alle parole di Mariangela Aguzzi Casagrande, la capogruppo del Carroccio che aveva replicato all’ultima lettera di Scidurlo. Dice: «Ha espresso, a gennaio, il suo parere verso di me con estrema chiarezza. La questione non era per nulla personale, ma era politica e legata alle Amministrative del 2020. Ovviamente, mi riferivo alle frasi che mi venivano dette – tu devi pensare a tuo figlio e alla tua famiglia – e sulle quali avrò un minimo di tolleranza, ma non le accetterò, quando saranno pronunciate anche nei confronti di un uomo». E poi: «Volevo, inoltre, chiarire sul fatto che la consigliera Aguzzi Casagrande non era presente quando mi sono state dette quelle frasi, non poteva saperlo e dunque avrà male interpretato il mio comunicato». Ma l’importante, conclude, «è poi chiarire: per questo avrei voluto chiedere personalmente». Ieri, Scidurlo era assente per motivi personali: «Ma anche io, come Barcaro, avrei voluto fare un intervento in chiusura di consiglio. Avrei parlato dei nostri ragazzi e dei problemi delle scuole superiori, io. A ognuno i propri argomenti».
FdI a Somma non molla. E nemmeno Iametti: la partita è ancora aperta
