Bellaria, il sindaco bersagliere omaggia gli eroi sommesi della Campagna di Russia

Da sinistra: Massimo Riccio, Stefania Caretto (pronipote del colonnello Caretto). Alessandro Latino, Stefano Bellaria e Corrado Bellini

SOMMA LOMBARDO – La storia che lega Somma Lombardo agli eroi bersaglieri della Campagna di Russia è ancora viva. Lo ricordano i nomi che oggi risuonano nella quotidianità della città. Come Giorgio Macchi, sottotenente insignito della medaglia d’argento al valore militare, a cui è intitolata la scuola elementare di via Marconi. E lo ha ricordato anche il sindaco Stefano Bellaria, invitato lo scorso sabato 9 marzo a Bologna per partecipare alla presentazione del libro sul colonnello del Terzo Reggimento, Aminto Caretto. Un’occasione per rendere omaggio al passato delle eccellenze sommesi.

Il sindaco bersagliere…

Bellaria in triplice veste. Sindaco, con tanto di fascia tricolore. Bersagliere, con in capo il moretto, il cappello piumato. Ma soprattutto sommese: «Un momento emozionante, un modo per ricordare tutti i giovani che sono morti sullo sfondo del secondo conflitto mondiale», racconta il primo cittadino a margine dell’incontro a Bologna. «In particolare, i sommesi che sono partiti e che non sono riusciti a tornare. O per chiunque abbia preso parte alla campagna di Russia». Insomma, «un monito che spinge a lavorare per la pace».

…e i bersaglieri di Somma

L’occasione era la presentazione del libro in ricordo del colonnello del Terzo Reggimento, Aminto Caretto. Presente anche il nuovo comandante, il colonnello Alessandro Latino (nella foto sotto).

Ma la storia di Somma ha radici ben radicate nel mondo dei bersaglieri. Con un riferimento particolare proprio alla campagna di Russia. Lì trovo la morte – nel 1941, in territorio oggi ucraino – Giorgio Macchi, durante la battaglia di Natale. Fu insignito con la medaglia d’argento al valore militare, con queste motivazioni:

Posto col suo plotone alla difesa di un importante caposaldo, rintuzzava con fermo animo e ferrea tenacia gli urti dell’avversario, cui non bastavano né la rabbiosa insistenza, né la soverchiante entità numerica, per assicurarsi in quel punto la libertà d’azione. Visto un nucleo di mitragliatori stremato dal fuoco nemico, si sostituiva con fulminea prontezza al tiratore caduto e rintuzzava nuovamente la baldanzosa tracotanza degli assalitori. Ferito, rifiutava di essere curato e, colpito di nuovo, mortalmente, allontanava da sé gli uomini accorsi in suo aiuto, spronando con la forza dell’esempio i superstiti alla più strenua resistenza ed incitandoli con altre parole di generosa devozione al dovere

Ma è stata l’occasione per ricordare anche Emilio Giusti (il figlio Marco oggi è un consigliere comunale). Fece ritorno dalla campagna di Russia e fu insignito delle medaglie d’argento e di bronzo al valore militare.
E ancora, fu tenente medico del Reggimento in Russia anche Alberto Bertacchi, padre della segretaria della Fondazione Visconti di San Vito, Cristina Bertacchi. Fu fatto prigioniero proprio in Russia dal 1942 al 1946, per poi tornare a casa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Insomma, «c’è un fil rouge che collega quel pezzo di storia con le eccellenze della nostra città», la parole di Bellaria.

Cent’anni di bersaglieri

Quest’anno, l’associazione nazionale bersaglieri compie 100 anni. I primi gruppi di mutuo soccorso tra bersaglieri in congedo nacquero verso la fine del 1800. Mentre nel 1921 – in occasione della tumulazione della salma del milite ignoto – le associazioni bersaglieri di Torino, Milano, Brescia, Trieste, Bologna, Roma e Napoli costituirono la Federazione nazionale bersaglieri. Tre anni più tardi, il 30 giugno 1924, nacque l’Anb. In questo secolo di attività, sono tre le parole che contraddistinguono i bersaglieri: volontariato, solidarietà, beneficenza. Sono molte le collaborazioni solidali con il Banco Alimentare o Telethon, così come a partire dagli anni Novata si sono consolidati i gruppi di Protezione civile Anb.
Per festeggiare il centenario dalla nascita, ci saranno diversi eventi. Come a Lonate Pozzolo, il 24 marzo alle 16 nella Sala Ulisse Bosisio del monastero San Michele. Saranno presenti il generale Dario Cerniglia e il generale di divisione Antonio Pennino. Evento organizzato dalle sezioni di Lonate, Busto Arsizio, Castellanza, Cislago, Gallarate, Luino, Morazzone, Origgio, Somma Lombardo, Saronno, Tradate, Varese e Vergiate.

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