SOMMA LOMBARDO – E’ stato per 33 anni un punto di riferimento per la cittadinanza e per le istituzioni, una presenza fissa autorevole e rassicurante. Arrivato il primo settembre del 1990 a Somma Lombardo, il luogotenente c.s. (carica speciale) Michelangelo Segreto nei giorni scorsi si è congedato da comandante della stazione locale dei carabinieri (che comprende anche i Comuni di Arsago Seprio, Casorate Sempione, Golasecca e Vizzola Ticino).
La carriera
Originario di Capo d’Orlando, è arrivato a Somma Lombardo dopo una prima esperienza alla legione carabinieri di Messina. E non se n’è più andato. Dopo aver preso il posto lasciato vacante dal maresciallo Zazzu, ha attraversato quattro decenni contribuendo in prima linea a tenere lontano dal territorio infiltrazioni pericolose a mantenendo la sua zona di competenza – lo dicono le statistiche – sotto la soglia media di episodi criminosi. Dal 1990 non sono però mancati i fatti eclatanti, come il rapimento Bertoni, il delitto di Sant’Agnese e naturalmente le Bestie di Satana. Le immagini di Segreto nel bosco degli orrori di Mezzana il giorno in cui sono stati ritrovati i corpi di Fabio Tollis e Chiara Marino hanno fatto il giro di tutte le televisioni del mondo.
Il contatto con la gente
Nei suoi 33 anni di attività Segreto non ha mai messo in secondo piano il rapporto con le persone. Non soltanto attraverso azioni operative – come l’incremento dei pattugliamenti (che ha continuato a fare di persona fino all’ultimo giorno di servizio) o gli incontri nelle scuole sulla legalità – ma con un constante atteggiamento di disponibilità. E’ riuscito a interpretare il ruolo del carabiniere non come figura vessatoria, ma come un alleato. Nel suo ufficio ha accolto padri disperati perché i figli erano usciti dalla retta via, ha sedato sul nascere conflitti famigliari che rischiavano di degenerare in violenza, ha saputo dare miti consigli a chi, in situazioni di difficoltà estrema, ha trovato in via Goito un riferimento e una via d’uscita.
Grazie ai sommesi
I sommesi dovrebbero ringraziarlo e invece è lui che ringrazia loro: «Per come mi sono stati vicini, per come mi hanno accolto e accettato e per come hanno interpretato il mio ruolo. Tante volte il carabiniere viene visto soltanto come colui che punisce, invece ogni giorno ho cercato di impegnarmi con il solo obiettivo di tutelare i miei concittadini. Dico così perché, dopo 33 anni, mi sento sommese anche io. Mi auguro che questa sintonia non finisca qua e che possa continuare con chi verrà dopo e con le nuove leve». A 65 anni di età ora Segreto si gode il meritato riposo e quella tranquillità che un mestiere senza orari, con grandi responsabilità e con il telefonino accesso h24 non ti permetteva di avere. Una passeggiata in santa pace, uno spettacolo di teatro senza l’assillo di dover correre fuori, una lunga partita a scacchi – di cui è grande appassionato – dall’inizio alla fine. Soprattutto, tanto tempo con la propria famiglia.
