SOMMA LOMBARDO – Non sono passate nemmeno 24 ore. I nuovi vannacciani di Somma Lombardo ieri hanno sganciato la bomba con un’operazione che ha i contorni di un blitz politico, oggi fanno un respiro più profondo e ridimensionano le proprie aspettative: «A noi non interessano le poltrone, interessano la trasparenza e la collaborazione», è la nota di Andrea Mancini (ex Udc) e Giorgio Pivetti (ex FdI). Ma mentre i soldati di Futuro Nazionale si giustificano, Fratelli d’Italia reagisce. E lo fa con una rasoiata che va proprio in quella direzione: «La realtà, purtroppo, è molto semplice», il commento rivolto all’ex meloniano. «Questa decisione è legata unicamente alla mancata concessione di un assessorato. Una pretesa personale che abbiamo ritenuto di non poter assecondare, per rispetto dei ruoli, del merito e del voto popolare».
I vannacciani si giustificano
Mancini e Pivetti riportano il treno sul binario. Intanto sottolineando il «sostegno convinto al sindaco Silvio Pezzotta». Poi ribadendo «una premessa chiara: a noi non interessano le poltrone, interessano la trasparenza e la collaborazione». Scrivono in una nota: «Con il nostro nuovo progetto politico vogliamo essere parte attiva del futuro della nostra città. Se il sindaco ci renderà partecipi delle scelte amministrative, dando ascolto e valore al nostro punto di vista, ci troverà sempre al suo fianco. Se invece questo coinvolgimento dovesse mancare, Futuro Nazionale deciderà la propria linea punto su punto, deliberando di volta in volta con un solo unico obiettivo: l’esclusivo interesse dei sommesi».
La stoccata di FdI
Nel frattempo, però, la maggioranza non è stata a guardare. Ed è proprio Fratelli d’Italia a intervenire con una lettera aperta rivolta ai cittadini, «che solo poche settimane fa ci avete dato fiducia con il vostro voto: sentiamo il dovere morale di fare assoluta chiarezza, nel segno di quella trasparenza che per noi viene prima di ogni cosa». Scrivono: «Accettiamo democraticamente, seppur con profonda amarezza, la decisione del consigliere Pivetti di lasciare il gruppo consiliare di FdI. Sebbene i regolamenti consentano questi passaggi, riteniamo che un cambio di casacca ad appena un mese dalle elezioni sia una scelta che lascia sconcertati». E prima di ogni analisi politica, «sentiamo il dovere di chiedere sinceramente scusa ai nostri elettori: ci scusiamo per aver dato fiducia e spazio, all’interno della nostra lista, a una persona che ha dimostrato di non avere a cuore il bene comune e il progetto collettivo, ma esclusivamente il proprio interesse personale». La scelta degli assessori, precisano, è avvenuta «seguendo un criterio trasparente: il connubio perfetto tra competenze e preferenze ottenute». E ancora: «Ci chiediamo cosa non sia piaciuto al consigliere Pivetti in questi pochissimi mesi di frequentazione del nostro partito. Ricordiamo che lui fino a pochi mesi fa militava in Forza Italia. Comprendiamo il concetto di politica dinamica, ma cambiare ben tre partiti in sei mesi ci sembra decisamente troppo anche per chi è abituato ai cambi di rotta improvvisi». Di più: «Se fosse stato trasparente fin dall’inizio, si sarebbe candidato direttamente con la lista Futuro Nazionale. Ma sapeva bene che, con le sue sole 34 preferenze personali, non avrebbe mai ottenuto un seggio». Oggi, Pivetti siede in aula, dicono, «solo ed esclusivamente grazie ai voti dei cittadini che hanno creduto nel simbolo di FdI e nel lavoro che la nostra squadra porta avanti sul territorio, con costanza e coerenza, da ben undici anni. Usare questi voti come un taxi per poi scendere alla prima fermata utile è un evidente gesto di opportunismo politico». Concludono: «Nel fare al consigliere Pivetti i nostri auguri per il suo nuovo percorso, vogliamo rassicurare tutti voi: Fratelli d’Italia non teme i giochi di palazzo. La nostra forza non dipende dai singoli personalismi, ma dalla coerenza e dalla fiducia che ci accordate ogni giorno. Il nostro unico, vero obiettivo rimanete voi, i cittadini. La nostra bussola è il lavoro per il territorio, non la rincorsa alle poltrone».
Le reazioni della minoranza
La maggioranza non sta a guardare, ma nemmeno la minoranza. E dopo l’intervento di Edoardo Piantanida Chiesa (Somma Futura), anche Claudio Brovelli (Sinistra per Somma) entra a gamba tesa: «È con forte e preoccupato stupore che assisto a quel che sta succedendo nella neoeletta maggioranza di centrodestra di Somma. Sono passate solo sei settimane dal ballottaggio, e dalle relative dichiarazioni di unità e coesione interna, e già gli scricchioli sono assordanti. Prima l’esternazione del capogruppo di Forza Italia, Locurcio, sulla mancata condivisione delle nomine assessorili, rilasciata il giorno successivo alla loro ufficializzazione, ora la conferenza stampa in cui il capolista dell’Udc, Mancini, e un eletto nelle liste di Fratelli d’Italia, Pivetti, informano di essere passati, con armi e bagagli, nell’esercito di Vannacci». E ancora: «Un vero e proprio colpo di scena, tenuto nascosto sino all’ultimo istante per, come dichiara Mancini, “rendere pan per focaccia, loro hanno agito in segreto e lo facciamo anche noi”, dove per “loro” si deve intendere il resto del centrodestra nella distribuzione degli incarichi. Da parte sua Pivetti (che in pochi mesi è prima passato da FI a FdI per poi approdare ora a Futuro Nazionale) sottolinea che “non vuole più condividere le troppe dinamiche personalistiche”. Entrambi chiedono di rivedere gli equilibri interni alla maggioranza: insomma vogliono un assessore». In sintesi, conclude, «assistiamo al paradossale fatto che un partito, quello di Vannacci, nemmeno presente alle elezioni ponga delle condizioni al sindaco, chiunque esso sia, eletto dai cittadini». Ma oltre allo «stupore», c’è la «preoccupazione». Infatti, «quando dentro una maggioranza succedono queste situazioni, il confronto si sposta ineluttabilmente dagli atti amministrativi necessari al buon governo della città alle beghe personali. Insomma si rischia l’immobilismo, il che allontana ancor di più i cittadini dalla politica. E se tutto questo succede dopo poco più di un mese dalle elezioni mi domando e vi chiedo cosa dobbiamo aspettarci da questo scombinato centrodestra?».
Così invece il Pd: «Un mese di amministrazione e già si parla di poltrone. È passato appena un mese dall’insediamento della nuova amministrazione comunale e la cronaca politica racconta già di cambi di gruppo, malumori nella maggioranza e richieste di rivedere gli equilibri di giunta. Il passaggio del consigliere Giorgio Pivetti a Futuro Nazionale e l’uscita di Andrea Mancini dall’Udc aprono una fase di instabilità che arriva quando ci si aspetterebbe, invece, un’amministrazione concentrata sui bisogni della città. Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni parlano di scarsa condivisione delle scelte e della richiesta di maggiore rappresentanza in giunta. I cittadini, però, si aspettano altro. Si aspettano che chi è stato eletto si occupi di Somma Lombardo, delle sue priorità e dei problemi quotidiani, non di ridefinire assetti politici e incarichi dopo poche settimane di governo. Perché la fiducia dei cittadini si onora con il lavoro, non con le trattative interne. Somma Lombardo ha bisogno di stabilità, visione e attenzione ai suoi cittadini».
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