SOMMA LOMBARDO – «Fa sorridere, oggi, sapere che anche parte della maggioranza vorrebbe mandare a casa il non più apprezzato assessore Edoardo Piantanida Chiesa. Ma è ormai troppo tardi». Cosa si nasconde dietro le parole di Gerardo Locurcio? Il coordinatore di Forza Italia – ma in maggioranza con il centrosinistra fino a un anno fa – svela un retroscena legato alla clamorosa chiusura del Mossolani, principale stadio di Somma Lombardo, e alle improvvise dimissioni in blocco del cda di Spes. Il Pd avrebbe scelto un colpevole, al punto che sarebbe stato a un passo da chiederne il ritiro della delega allo Sport. Si tratta di Piantanida Chiesa, appunto. Proprio chi nel 2023 è stato protagonista dello scontro – interno a Somma al Centro – con Locurcio, che aveva chiesto le dimissioni dell’assessore.
Mossolani, Spes, il Pd
In questo modo si spiega il nervosismo percepito in consiglio comunale lo scorso venerdì, quando Mossolani e Spes sono stati argomento di dibattito. Occhi puntati sulla maggioranza, con un Partito Democratico che ha particolarmente subito l’onda d’urto di come è stato gestito il principale centro sportivo sommese al termine della convenzione decennale che lo affidò al Coarezza. Ma soprattutto delle dimissioni del cda della municipalizzata. Su tutti, Angelo Ruggeri: il consigliere e già segretario del Pd è infatti intervenuto in aula per ribadire il massimo sostegno agli ex vertici di Spes («La stima che abbiamo in loro non è mai vacillata. E mai vacillerà»). Ma alle parole istituzionali hanno fatto da corredo gesti di dissenso e scossoni con la testa. Che molto hanno da dire: segnali, fuori microfono, che lasciano intravedere posizioni divergenti rispetto alla linea tenuta in aula dalla maggioranza (e cioè un dribbling secco alle domande di chiarimento dalle opposizioni).
Nel mirino sembra esserci proprio l’assessore Piantanida Chiesa, al punto che si dice che il Pd sarebbe stato pronto a presentare una richiesta di ritiro della delega allo Sport. Ma che mai è stata formalizzata. Secondo Locurcio, un motivo ci sarebbe: «C’è ancora chi lo vuole al suo posto, per evitare ulteriori e nuovi danni solo politici, dato che la campagna elettorale del 2026 è già incominciata». D’altronde è improbabile (leggi: impossibile) che il sindaco Stefano Bellaria potesse accettare una simile richiesta: tuttora riversa grande fiducia nel suo esponente di giunta e lo ha sempre dimostrato durante la lite interna con Somma al Centro. Insomma, chiedere ora le dimissioni dell’assessore sarebbe risultata una mossa imprudente, quindi da scartare. Per scegliere, invece, la via più diplomatica del confronto interno alla maggioranza.
Il testo di Locurcio
Una questione che si ricollega all’ormai nota vicenda di Somma al Centro. Nel 2023, quando Locurcio era ancora presidente del consiglio comunale, chiese al sindaco di ritirare le deleghe a Piantanida. Richiesta mai accettata. Sac si sgretolò d Locurcio diede le dimissioni da direttore dei lavori in aula, passando tra i banchi dell’opposizione. Poi, la decisione di tornare in Forza Italia, partito che tuttora guida. In una nota, Locurcio ne ripercorre tutti i passi. Ecco il testo completo:
Sul giornalino del comune Spazio Aperto di giugno, nelle rubriche riservate ai gruppi politici presenti in consiglio comunale è apparso un articolo di Somma Futura che non ha nulla a che vedere con le finalità che quegli spazi riservano. Difatti essi devono essere utilizzati per esprimere posizioni politiche e approfondire tematiche relative ai bisogni e alle urgenze della città. Invece, detto spazio, e di ciò è unicamente responsabile l’assessore Donata Valenti, nonché direttore di Spazio Aperto, è stato concesso, messo a disposizione e utilizzato per diffamare la mia persona e le scelte politiche da me fatte, scelte già chiarite da tempo e comunque legittime. Ma proprio perché le elezioni amministrative del 2026 sono quasi alle porte, è giunto il momento di dare luce a qualche scheletro che è rimasto negli armadi fin toppo.
Il primo riferimento è per l’attuale assessore ai Lavori Pubblici. Il signor Piantanida il giorno 27/04/2015, all’accettazione dell’incarico di assessore, sottoscrisse un documento controfirmato e condiviso dai presenti all’incontro di Somma al Centro. Esso riportava tra l’altro:
A – I rappresentanti del gruppo che ricoprono cariche in Consiglio Comunale e nella Giunta dovranno attenersi sempre alle decisioni di Somma al Centro e rappresentarle negli organi istituzionali di cui fanno parte;
B – L’assessore non potrà in alcun caso prendere decisioni autonome ed arbitrarie difformi da quelle decise;
C – Qualora l’assessore designato dovesse fare delle scelte al di fuori dagli accordi presi, dovrà darne conto al gruppo dirigente di Somma al Centro che potrà decidere anche le sue dimissioni;
D – L’assessore designato e il Presidente del Consiglio, qualora quest’ultimo verrà eletto, si faranno carico delle spese della campagna elettorale e di quelle che necessiteranno durante il mandato.Il suddetto assessore a questi impegni presi e sottoscritti non ha mai e poi mai ottemperato nemmeno una volta in oltre dieci anni del suo incarico. Ecco perché furono chieste le sue dimissioni che il sindaco non ha mai preso in nessuna considerazione, snobbando Somma al Centro e chi aveva contribuito a permettergli di essere il primo cittadino, oltre che calpestare il ruolo fondamentale della politica. Probabilmente per lui era più importante avere un fido scudiero al suo sevizio che l’appoggio di un intero gruppo politico.
È superfluo dire che la documentazione sottoscritta cui si fa riferimento sarà prova determinante anche in caso di contenzioso giudiziario e che tra l’altro, fu firmata e condivisa anche dalla consigliera Pandolfi Maria Teresa. Inoltre è assolutamente necessario ribadire e ripetere che la lettera di “licenziamento” di Piantanida fu condivisa e sottoscritta anche dalla consigliera su citata Pandolfi Maria Teresa che, di suo pugno e all’ultimo momento, cancellò la sua firma dal documento venendo meno agli impegni presi, ritornando tra le braccia di assessore e sindaco e dando così il più grande esempio di doppia faccia e di assoluta incoerenza politica. La terza firmataria dell’articolo in questione è la ex consigliera comunale Katia Casale. A lei è giusto dare solo un consiglio: prima di controfirmare un articolo abbastanza dirompente e riguardante persone e fatti che non si conoscono fino in fondo, conviene informarsi bene dei fatti.
Stesso consiglio va dato oggi a chi allora fece giungere al sindaco il sostegno alla carica di Piantanida. Nessuno di loro ebbe veramente il coraggio e la coerenza di chiedere ai dirigenti di Somma al Centro come erano andati veramente i fatti. Eppure quasi tutti coloro che portarono sostegno all’assessore, firmarono, circa dieci anni prima, la lettera contenente gli impegni che Piantanida non ha mai rispettato. Fa sorridere, oggi, sapere che anche parte della maggioranza vorrebbe “mandare a casa” il non più apprezzato assessore, ma è ormai troppo tardi; inoltre c’è ancora chi lo vuole al suo posto per evitare ulteriori e nuovi danni solo politici, dato che la campagna elettorale del 2026 è già incominciata.
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