SOMMA LOMBARDO – «Indisponibilità di centri sportivi che permettano il doveroso diritto di praticare sport». Questo il motivo che ha spinto la Asd Sommese a «sospendere le attività del settore giovanile». Decisione – si legge in una nota ufficiale della società – che è stata presa «con grande rammarico nei confronti dei suoi tesserati e delle famiglie». Poche righe da cui non solo emerge tutta l’amarezza dei Leoni e del presidente Davide Conti. Ma che riaccende i riflettori sulla querelle che ormai si trascina da anni, nata intorno all’utilizzo dei campi da calcio a Somma Lombardo. E, in particolare, del Mossolani di via Novara.
Occhi sul Mossolani
A Somma lo sport tiene spesso acceso il dibattito. È successo nel 2022, quando era nato un diverbio a tre – fra Coarezza, Comune e Sommese – in merito ai contributi che ogni anno Palazzo Viani Visconti riserva alle associazioni cittadine. Tra accuse e prese di posizione, l’attenzione si era poi spostata sulla convenzione decennale che nel 2015 ha affidato la gestione esclusiva del centro sportivo Mossolani ai rosso-blu. E che negli anni è stata un motivo frequente di discussione, anche da parte della politica. Quel patto siglato dieci anni fa si è chiuso lo scorso 2 aprile. Ma poco prima della scadenza, nel 2024, una società in continua crescita come il Torino Club di Gallarate aveva inglobato il Coarezza, aggiungendo di fatto i campi di via Novara agli spazi da poter mettere a disposizione ai giovani e al loro talento. E oggi com’è la situazione? «Il centro sportivo è libero, in attesa di un bando. Avevamo tentato di entrare lo scorso anno facendo una richiesta di affitto a Spes, vista la situazione – nota a tutti – della Sommese», le parole del presidente Conti. «Nonostante l’urgenza e l’impossibilità di allenarci ad oggi non abbiamo avuto risposte in merito».
«Abbiamo un problema di sovraffollamento»
Conti lo ribadisce: «Abbiamo un problema di sovraffollamento al Pedroni», ovvero lo stadio che attualmente è l’unica casa dei Leoni sia per gli allenamenti che per le gare. «Un centro che è adatto a 100-120 persone, mentre noi di tesserati – in totale – ne abbiamo circa 230». In queste condizioni, la scelta è ricaduta sulla sospensione delle attività della Giovanili: «Ho dieci squadre ferme, sono i bimbi che vanno dal 2021 al 2013. È impossibile pianificare gli allentamenti e gli orari tutti i giorni». Non solo: «Oltre al danno, abbiamo avuto anche la beffa. Per mancanza di spazi, tra spogliatoi e campi da calcio, avevamo già avvertito che era necessaria una struttura a disposizione». Spiega: «Abbiamo rifatto, in parte, il manto del Pedroni e per questo motivo doveva riposare almeno un mesetto. Ma alla fine siamo stati costretti a usarlo già da metà agosto per la preparazione della squadra. E in 15 giorni abbiamo buttato via un investimento di diverse migliaia di euro».
Calcio, il Torino Club Gallarate ingloba il Coarezza. E lo stadio Mossolani?
