Chiusura classi a Somma Lombardo, ora la protesta si sposta alle Macchi

SOMMA LOMBARDO – «Chi taglia la scuola, taglia il futuro», «siamo bambini, non siamo pulcini», «ogni sezione che si chiude è un diritto che si spegne». E ancora: «No alle classi pollaio». Risolto il caso Maddalena, scongiurando la chiusura dell’asilo, ora la protesta si sposta in centro a Somma Lombardo. Fuori dalle Macchi sono infatti spuntati nuovi striscioni, per lamentare il taglio di una classe. Nel frattempo, i genitori hanno scritto all’ufficio scolastico provinciale per mettere in evidenza «le nostre profonde preoccupazioni», si legge.

La protesta dei genitori

Quando il sindaco Stefano Bellaria ha annunciato che l’asilo di Maddalena non avrebbe chiuso per il prossimo anno, ha precisato che avrebbero lavorato per salvare anche le altre classi a rischio. Come alle Macchi, appunto. Intanto, però, i genitori si sono attivati: «Al momento sono pervenute 54 iscrizioni per le prime entranti, e il Provveditorato ha deciso di formare solo due classi nonostante siano uscite tre quinte», riassumono in una nota. «Tra questi bambini, ci sono due disabili gravi. Più altre diagnosi già certificate e altre che sicuramente arriveranno in corso d’anno, che vanno aggiunte all’elevato numero di bimbi stranieri». L’affondo: «Per legge, con un disabile grave le classi possono essere formate, al massimo, da 22 bimbi. Qui siamo ampiamente fuori numero».

La lettera al Provveditore

Oltre agli striscioni di protesta affissi sui cancelli che si affacciano su via Marconi, i genitori hanno già scritto al Provveditore. Ecco il testo integrale:

I sottoscritti genitori degli alunni che frequenteranno le classi prime dell’anno scolastico 2025-2026 presso la scuola primaria “G.Macchi” di Somma Lombardo, esprimono la loro profonda preoccupazione per la decisione di formare due classi con un numero di 54 alunni, di cui due disabili , altri alunni in via di certificazione e il 60% di stranieri. Riteniamo che questo numero eccessivo di alunni possa pregiudicare la qualità dell’istruzione e dell’apprendimento dei nostri figli.
In particolare, ci preoccupiamo per la presenza di due alunni  disabili che necessitano di un’attenzione e un supporto individualizzato che potrebbe essere difficile da garantire in classi così numerose. Inoltre, riteniamo che la presenza di un alto numero di alunni stranieri possa richiedere un’attenzione particolare per garantire che l’integrazione e l’apprendimento della lingua italiana avvenga senza pregiudicare i percorsi scolastici di tutti gli alunni.
Richiamiamo l’attenzione sull’importanza di garantire un ambiente di apprendimento inclusivo e di supporto per tutti gli alunni, come previsto dalle norme ministeriali. Pertanto, chiediamo che l’Ufficio Scolastico Provinciale di Varese riconsideri la decisione di formare due classi e valuti la possibilità di formare più classi per garantire un numero di alunni più contenuto e una maggiore attenzione individualizzata per ciascun bambino.
Speriamo che comprendiate le nostre preoccupazioni e di agire nel modo opportuno per garantire ai nostri figli un ambiente di apprendimento di alta qualità.

Il sindaco: «Siamo già al lavoro»

Anche l’amministrazione comunale si è già mossa. Lo rende noto il sindaco Bellaria: «Anche su questo tema abbiamo avuto modo di discutere personalmente e anche telefonicamente con il dirigente scolastico provinciale, che è consapevole delle difficoltà che ci sono in alcuni plessi scolastici. Tra cui anche la primaria Macchi e la scuola dell’infanzia Galli». Situazioni che sono «attenzionate» così come molte altre in provincia di Varese: «Ci vorrà almeno da qui alla fine del mese di giugno per capire in che modo intervenire puntualmente». Questo, «recuperando gli insegnanti, nonostante la riduzione complessiva degli organici, per far fronte alle situazioni di maggior criticità». Prosegue il primo cittadino: «Chiaramente l’amministrazione è sensibile al tema ed è a stretto contatto sia con la dirigente scolastica Barbara Pellegata sia con il dirigente scolastico provinciale Giuseppe Carcano. Quindi si cercherà di tenere monitorata la situazione, l’obiettivo è di garantire la corretta assistenza e il giusto iter scolastico a tutti i bimbi». E conclude: «L’amministrazione comunale da far suo ha già dichiarato la sua disponibilità, per quanto può competere all’ente locale, di mettere a disposizione risorse economiche per eventuali attività di supporto necessarie al fine di garantire i corretti organici».

L’asilo di Maddalena non chiude. Bellaria: «Al lavoro per salvare anche altre classi»

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