Somma Bassa, salta il progetto delle ville: passerà la tangenziale. La sentenza

SOMMA LOMBARDO – Nonostante le difficoltà e gli ostacoli da superare, il progetto della Tangenziale di Somma Lombardo resiste. E lo dimostra anche una sentenza del Consiglio di Stato. Nel 2022, un privato avanzò la richiesta di realizzare una bifamiliare nell’area interessata dal corridoio della futura strada, nello specifico in zona via Murè nella parte bassa della città. Per questo motivo l’amministrazione comunale – allora guidata dall’ex sindaco Stefano Bellaria – si mise di traverso, dando inizio a un percorso giudiziario che ora si è concluso. Il Comune ha vinto la causa e l’impresa è stata anche condannata al pagamento di 5mila euro di spese processuali a favore dell’ente locale, oltre agli accessori di legge.

Il Comune vince la causa

Da oltre cinquant’anni, a Somma Lombardo si parla della tangenziale. Un progetto che è rimasto sospeso nel tempo, passando di amministrazione in amministrazione vista la sua difficoltà di realizzazione. Ma le aree che dovrebbero ospitare la maxi-infrastruttura, ancora oggi, restano vincolate all’opera. Questa vicenda giuridica lo dimostra. La quarta sezione del Consiglio di Stato ha infatti respinto integralmente l’appello presentato da un privato contro la precedente sentenza del Tar della Lombardia, risalente al 2024. Cos’è successo? La società in questione intendeva completare il secondo lotto di un intervento edilizio – suddiviso in tre lotti d articolato per stralci progressivi, tra i quali la realizzazione di un plurifamiliare – facendo riferimento a un permesso di costruire convenzionato risalente al 2009. Il Comune aveva però fermato l’intervento, proprio perché l’area ricade nel corridoio di salvaguardia della tangenziale previsto dal Ptcp della Provincia di Varese e recepito nel Pgt di Somma che è stato approvato nel 2022. Non solo, fra le varie azioni, il privato si era anche mosso per dimostrare che il Comune fosse intervenuto oltre i termini previsti per la Scia, che il precedente permesso convenzionato consentisse di completare l’intervento e che il vincolo relativo alla tangenziale fosse ormai decaduto per il trascorrere di cinque anni. Tesi che il Consiglio di Stato ha respinto.
In particolare, ha stabilito che il Comune si è attivato correttamente nei termini e che il permesso di costruire convenzionato non può essere equiparato a un piano attuativo. Inoltre, viene garantito che la fascia di salvaguardia della tangenziale non è decaduta dopo cinque anni. Alla base c’è l’obiettivo di impedire nuove edificazioni che possano creare ostacoli alla possibile realizzazione futura della strada. Il vero vincolo preordinato all’esproprio interverrà invece con la successiva progettazione dell’opera.

«Sentenza importante»

Una vicenda che, ai tempi, è stata seguita da Francesco Calò, ex assessore all’Urbanistica. Che dice: «È una sentenza importante non soltanto perché dà ragione al Comune, ma perché conferma la correttezza di una scelta urbanistica che abbiamo compiuto negli anni scorsi pensando all’interesse futuro della città. Il punto è molto semplice: se avessimo consentito oggi di costruire una nuova bifamiliare nel corridoio destinato alla possibile tangenziale, domani quell’edificio avrebbe potuto rappresentare un ulteriore ostacolo alla realizzazione dell’infrastruttura, con tutte le conseguenze anche economiche legate a un’eventuale acquisizione ed espropriazione. La fascia di salvaguardia serve esattamente a evitare questo: non compromettere oggi ciò che potrebbe essere necessario realizzare domani». E ancora: «Per questo considero particolarmente significativo che il Consiglio di Stato richiami espressamente il Pgt approvato nel 2022, la Carta dei vincoli e l’articolo 36 delle norme tecniche. Quelle scelte non erano vincoli messi sulla carta senza una ragione: servivano a tutelare una possibilità strategica per Somma. Naturalmente questa sentenza non significa che domani mattina partiranno i lavori della tangenziale. Significa però una cosa altrettanto importante: il corridoio è stato salvaguardato e non è stato compromesso da nuove edificazioni». Conclude: «Quando si amministra bisogna avere anche la responsabilità di guardare oltre l’immediato. In questo caso il Tar prima e il Consiglio di Stato poi hanno confermato che quella scelta di tutela era corretta».

Tangenziale di Somma, sale il pressing. «Regione ha già segnalato la priorità»

La tangenziale di Somma non sparisce dal Pgt. Rimangono i vincoli

somma ville aree tangenziale – MALPENSA24