Di Giorgio Pietrobon
ROMA – Suicidi in carcere, è emergenza disperata. Ancora una denuncia sull’emorragia di vite nelle case circondariali italiane, come già denunciato dalle Camere Penali di tutta Italia. E alle tante denunce si aggiunge, oggi, quella autorevole del Sappe, sindacato di polizia penitenziaria.
In primo piano le dichiarazioni di Donato Capece, segretario generale del Sappe, dopo aver letto le dichiarazioni del senatore Enrico Borghi contro il sottosegretario Andrea Delmastro e gli allievi della Polizia Penitenziaria. «La situazione è disperata, nelle carceri si suicidano detenuti (52 dall’inizio dell’anno) e i poliziotti penitenziari (5 nel 2024). Inoltre vi è una situazione di sovraffollamento (diecimila detenuti in più) e carenza di poliziotti penitenziari (settemila in meno)».
La polemica di Borghi
«Proprio in questo frangente un senatore della Repubblica – probabilmente per attaccare un avversario politico – si permette di offendere il Corpo di Polizia Penitenziaria con una ridicola polemica sul grido degli allievi alla fine della cerimonia del giuramento di fine corso».
La critica di Capece
Così polemizza il Capece «ciò che più mi rammarica è che stiamo parlando di un politico di vecchia data, che ha militato addirittura nella DC, per poi passare al Partito Popolare, alla Margherita, al Pd ed oggi ad Italia Viva di Renzi che è stato pure Presidente del Consiglio – continua – Quel Renzi Presidente del Consiglio che, col decreto Madia, tagliò gli organici di tutte le forze di polizia». Il leader del Sindacato del Corpo della Polizia Penitenziaria conclude poi con una amara riflessione: «Ma perché il senatore Borghi, che peraltro mi risulta sia stato pure responsabile della sicurezza del PD, non si preoccupa invece della degenerazione del sistema penitenziario italiano che è arrivato, ormai, sull’orlo dell’implosione?».
M24 TV Emergenza suicidi in carcere, la Camera Penale di Busto: «La politica dia risposte»
