SUMIRAGO – Il sindaco Yvonne Beccegato aveva lanciato un appello al consiglio comunale perché, alla luce del tema importante affrontato al quarto punto, i presenti concentrassero i loro interventi sull’argomento «per garantire una discussione costruttiva ed efficiente» ma trattare la tariffa puntuale sui rifiuti e Coinger, materiale “infiammabile” che a Sumirago ha già generato infinite polemiche anche ieri sera, giovedì 22 maggio, ha innescato l’ennesima bagarre. Stefano Romano, capogruppo di Meloni – Noi per Sumirago, che già al subentrare della vicesegretaria comunale Luigina Biesso a Francesco De Paolo non aveva lesinato toni accesi per le relative convenzioni, ha chiesto vari chiarimenti in merito all’approvazione di regolamento e piano finanziario parlando poi di «supponenza» nel gestire la questione nei confronti dei cittadini.
Informazioni su Coinger
Un’accusa respinta da Beccegato – «ho sentito una parola che non mi è proprio piaciuta» – che ha ricordato come, oltre all’opera di informazione messa in atto a riguardo con «tutti i mezzi a disposizione», già a un mese dal suo insediamento nel 2022 avesse indetto un incontro pubblico proprio per discutere a proposito. Il vicesindaco Mauro Croci ha spiegato più nei dettagli come il potere decisionale di Sumirago sia di «un ventiduesimo», esattamente come quello di tutti gli altri soci di Coinger, e come i criteri di abitanti e metri quadri siano stati abbandonati ma servano alla misurazione per predisporre una griglia per le dotazioni minime. Ribadendo infine come questo sia «il primo anno di attività di un progetto innovativo» che, come tale, inevitabilmente sconta questi difetti. Alla luce di ciò, «nessuno sarà sanzionato se paga un mese in ritardo».
«Decisioni calate dall’alto, i sindaci possono fare cambiare rotta»
«La supponenza non era riferita al sindaco o all’amministrazione comunale ma a un sistema che, dopo una serie di studi e interpretazioni, continua oggi a porre problemi importanti», ha aggiustato il tiro Romano che, accennando più volte nel corso della seduta a «un po’ di dittatura», ha parlato di «mancanza di trasparenza» e «una fitta nebbia burocratica» create allo scopo di «addomesticare» gli abitanti di Sumirago. In tutto ciò il Comune avrebbe anteposto all’interesse dei cittadini quello della società partecipata: «L’amministratore unico fa benissimo il suo lavoro ma chi deve difendere i cittadini nelle sedi opportune è l’amministrazione comunale: i sindaci possono fare cambiare rotta». A fronte di «decisioni calate dall’alto», si sente «la mancanza dei sindaci che in passato lavoravano per il loro bene».
Il numero legale e la riunione dei capigruppo
Per l’assessore al Bilancio «una critica che non è possibile accettare, rivolta a venti sindaci, e relativi Comuni, su ventidue – e quindi irrispettosa per chi siede al tavolo di Coinger – che a loro volta rappresentano una pluralità di partiti – Lega, Fratelli d’Italia, centro, Pd… – che hanno deciso in quella direzione». È stato allora che il consiglio, in seguito alla questione del numero legale – un mese fa è entrato in vigore il nuovo regolamento del consiglio comunale – sollevata da Marilena Cunati di Viviamo Sumirago ha subito un’interruzione: a sei della maggioranza – già priva di due componenti e di un terzo poco prima dell’assemblea – favorevoli si contrapponevano i quattro esponenti delle minoranze (oltre a Cunati e Romano, i capigruppo Silvana Giamberini e Pasquale D’Alessio) minacciando di abbandonare l’aula. Nonostante la conferma da parte di Biesso sui temi già affrontati – che sarebbero rimasti in ogni caso approvati – e l’avviso di Beccegato che a breve sarebbe stato comunque convocato un consiglio d’urgenza per trattare i punti rimanenti, è stata necessaria una riunione dei capigruppo per poter proseguire i lavori. «Benché non concordi su tanti argomenti rientriamo perché il consiglio comunale si svolga in forma democratica»: queste le parole di Romano al ritorno in aula, come sottolineato poi oggi in comunicato congiunto diffuso dalle opposizioni.
Il rendiconto dell’anno 2024
Neanche la presentazione da parte di Croci di un rendiconto solido ed equilibrato che ha attestato lo stato di buona salute di Sumirago dal punto di vista finanziario, approvato dal revisore dei conti e con un avanzo di amministrazione libero di oltre 8oomila euro, ha aiutato a calmare i toni. Sebbene Viviamo Sumirago abbia ringraziato la proposta della maggioranza, anche quest’anno, di un incontro dei capigruppo per decidere dove destinare la somma, ha richiesto «una più attenta programmazione», con opere che non si arrivi a fare «a ridosso delle prossime elezioni». «Bravi a non spendere» per Meloni – Noi Per Sumirago: da parte di Romano invece l’invito a «ridare i soldi ai cittadini» sotto forma di servizi perché «per il terzo anno consecutivo sono state tenute alte le aliquote Imu e Irpef».
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