La Lega chiude la festa di Sumirago con Locatelli e Tovaglieri. Ma non c’è Salvini

SUMIRAGO – La tre giorni di festa della Lega si chiude con il ministro Alessandra Locatelli e l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, ma senza il passaggio di Matteo Salvini, che per la prima volta salta l’appuntamento di Sumirago. Alla serata di chiusura della tre giorni c’erano anche il segretario provinciale Andrea Cassani e il consigliere regionale Emanuele Monti.

La base

Per capire che cos’è la Lega oggi, non quella che si muove nei palazzi, bensì quella che dai palazzi è esclusa e non si sente ascoltata, forse bisognava passare proprio da Sumirago in questo fine settimana. Gente che non nutre volontà di sommossa, militanti ai quali serve solo chiarezza per ravvivare quello che hanno dentro e che oggi sembra qualcosa di distonico: il cuore e la ragione dicono una cosa, gli occhi ne vedono un’altra.

A Sumirago si è percepito un partito che sta provando a farsi coraggio e si aggrappa al passato che sembra smarrito, un partito che vive le incertezze del presente e che guarda al futuro nella speranza che qualcosa (o qualcuno) cambi lo stato delle cose interne. I leghisti sanno bene che la Lega del Senatur non torna più, ma sentono dentro di loro che quelle sono le radici alle quali in qualche modo bisogna ridare sostanza. I leghisti non sanno bene quale strada prendere, ma sentono che quella percorsa negli ultimi anni assomiglia molto a un vicolo cieco.

Più gente che altrove

E a Sumirago, venerdì 17 luglio, con le parole di Fontana e con quelle di Giorgetti (sabato 18 luglio) i leghisti hanno fatto un po’ di terapia di gruppo. Si è come risvegliata la base, certo molto ridotta rispetto a qualche anno fa, ma che ha detto una cosa importante alla geografia del Carroccio. Ovvero, in provincia di Varese c’è. Quella base che ad esempio in altre località leghiste per eccellenza fino a poco tempo fa ha disertato: poca gente alla Puntida Fest (eppure si rendeva omaggio al Senatur); poca gente ad Adro, altro baricentro leghista. Tanta, non tantissima, gente a Sumirago. Un segno da non sottovalutare. Anche nel giorno di chiusura, tanto che anche gli organizzatori hanno commentato in maniera positiva il riscontro: «Ci aspettavamo meno gente».

Trovare la via

Sarà perché che in questa zona, l’area tra Varese e Gallarate, da qualche tempo i leghisti più vicino alla gente (sindaci e semplici militanti) sono tornati, seppur in maniera sommessa, a parlare chiaro? A dire parole che i padani capiscono al volo? Ma anche i vertici sono tornati a farlo: basta riascoltare il discorso di Fontana, Attilio Fontana, governatore della Lombardia e non certo l’ultimo dei militanti. Il presidente della Lombardia, dopo aver tuonato contro il vannacismo, a Sunmirago ha sfoggiato, accanto parole che suonano di passato remoto, la voglia di riprendere un cammino smarrito.

Il richiamo del governatore a tornare tra la gente e sul territorio, il suo monito a smetterla di pensare solo alla cadrega (chi ce l’ha) è stato, per chi è passato alla festa, qualcosa di più di un bicchier d’acqua fresca in questi giorni di calura estiva. E anche nella serata di chiusura c’era chi ancora parlava di quanto detto da Fontana l’altra sera.

L’assenza di Salvini

Sotto il tendone della festa, ieri (domenica 19 luglio) il dubbio ha aleggiato a lungo: “Viene o non viene il Capitano?“. Matteo Salvini in agenda aveva solo la festa di Adro. Certo, c’era la remota possibilità di un suo passaggio in una terra dove nessuno ancora contesta la sua leadership, ma dove sono in tanti a voler porre domande. Non tanto sulla guida, quanto sulla Lega e il suo futuro.

E invece il Capitano, per la prima volta dopo anni, ha saltato il giro. “È rimasto alla larga”, ha detto qualche padano quando ormai era assodata la sua assenza. A parlare di leghismo e di cosa fa la Lega ci hanno pensato Locatelli e Tovaglieri. La ministra ha parlato del suo impegno per le persone disabili, «perché dobbiamo raccontare quello che facciamo e le battaglie che portiamo avanti anche all’interno del governo. In questo pecchiamo di comunicazione». E Tovaglieri invece ha messo sul tavolo i temi che sta seguendo in Europa e ha fatto un cenno breve, brevissimo sulla remigrazione, argomento da lei sbandierato alla grande in altre occasioni. Insomma, anche il suo discorso è stato fatto in “leghismo stretto”.

Locatelli e l’orgoglio leghista

Il militante ignoto

Maglia verde padana addosso e posizione sull’attenti quando parte il Va, pensiero, cantato dall’inizio alla fine. Mario Frangi è uno dei militanti ignoti lontano da Sumirago, ma molto conosciuto in sezione perché è una delle tessere più datate della Lega. Mario Frangi non mette in dubbio la sua appartenenza al partito, «anche in questa Lega che non si capisce bene dove stia andando»; la sua è una questione di fede, che ora ha bisogno di una certezza: «Ora bisogna cambiare ed essere più determinati».

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