SUMIRAGO – «Il controllo del vicinato, una volta avviato, dà i suoi frutti. Ma la scelta sta ai cittadini». Come ha spiegato nell’assemblea pubblica di ieri, martedì 18 giugno, Daniele Zorzo, coordinatore del progetto a Sumirago, a cinque anni dalla sua introduzione «non è rimasto lettera morta, con due soli tentativi di furto registrati e la richiesta di partecipazione di due nuove vie nell’ultimo mese». I particolari dell’iniziativa, e soprattutto gli aspetti giuridici telativi alla diffusione delle informazioni e all’uso delle chat nei social, sono stati illustrati da Alfonso Castellone, suo promotore per la provincia di Varese e comandante della polizia locale di Olgiate Olona, alla presenza del sindaco Yvonne Beccegato e di Silvana Giamberini, capogruppo di Viviamo Sumirago.
L’“isola felice” e l’ondata di furti
Come ha ricordato Zorzo ad aggiungersi a via Monte Rosa, Mirabello, Arno e Della Valle, e ora in attesa dell’apposito cartello, sono state via Matteotti e via Perego – una bretella di fronte all’asilo di Quinzano – dove il controllo del vicinato è operativo da una settimana. Nel 2019 la proposta della minoranza sul tema era stata approvata con il voto favorevole di maggior parte del consiglio comunale: «In materia di sicurezza e benessere della comunità non c’è fazione che tenga», ha sottolineato il primo cittadino. «Ultimamente ci sono state spesso, da parte delle opposizioni, segnalazioni, mozioni e interrogazioni su questo tema. La prima cosa che ho fatto è stata parlare con il comando dei carabinieri, avendo in risposta che Sumirago è “un’isola felice”. “Non siamo proprio così allo sbando”, mi sono trovata a pensare; ma mi è anche suonato un campanello d’allarme. Avendo a che fare per motivi privati con una società di sistemi d’allarme, mi hanno chiesto: “Ma a Sumirago c’è un’ondata di furti? Stiamo ricevendo tantissime chiamate”. Se usati male i social sono pericolosi».

Responsabilità penale e privacy
«Bisogna stare attenti quando si postano avvisi e segnalazioni, rimangono in Rete e ciascuno ha la propria responsabilità penale – ha ribadito Beccegato riguardo ai social – poco tempo fa c’è stato anche il caso, gravissimo, della fotografia pubblicata di un minorenne. Oltre all’aspetto della sicurezza il controllo del vicinato è un modo per socializzare; se ci si interessa alla sicurezza del proprio vicino è una forma di sensibilità per la comunità. E non è un gioco: si tratta certamente di un’iniziativa positiva e i risultati ci sono, ma chi partecipa deve essere consapevole che esiste anche una responsabilità riguardo alla privacy degli altri. Le segnalazioni vanno quindi fatte prima al 112. Sono stanca di leggerle sui social, che non sono la sede dove segnalare: va fatto prima a chi è di competenza. Soltanto dopo si può passare a scrivere sul Web».
Notizie verificate direttamente e informazioni precise
«Tra i reati di calunnia, diffamazione e procurato allarme non è indifferente tutto ciò che fate – ha avvertito Castellone – bisogna riferire sempre e solo di notizie che avete potuto verificare direttamente». Oltre a spiegare con esempi, aneddoti e suggerimenti i meccanismi del controllo di vicinato – come l’importanza del “fare rete” per superare le difficoltà; caso emblematico gli anziani che, lasciati soli, diventano i bersagli più vulnerabili – si è soffermato su alcuni aspetti specifici. «I ladri ci sano sempre stati e il controllo di vicinato non ha la pretesa di risolvere il problema, ma vuole compiere un’opera di prevenzione. Tutti dobbiamo collaborare, ciascuno secondo il proprio ruolo; che nel caso dei cittadini non è catturare i ladri, ma vigilare. Ascoltiamo il quartiere, il miglior antifurto è il tuo vicino. Da qui l’importanza di essere il più precisi possibile nelle segnalazioni».
A Induno il Controllo del vicinato compie 10 anni. 15 gruppi e oltre 500 iscritti

