Summit Confindustria a Varese. «Fare impresa da giovani è un atto eroico»

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Il summit regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Varese

VARESENon è un paese per vecchi, recitava il titolo di un film dei fratelli Coen (e prima ancora di un romanzo di Cormac McCarthy) ambientato in Texas. Qui in Italia invece verrebbe da dire “Non è un paese per giovani”, o almeno per chi tra loro intende fare impresa. Lo dimostra il messaggio lanciato dalla presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Maria Anghileri, intervenuta da remoto oggi pomeriggio – giovedì 3 luglio – al summit regionale che si è svolto a Varese (nel video qui sotto le interviste). «Vogliamo costruire un’Italia – ha detto – dove fare impresa da giovani sia una scelta possibile e non un atto eroico».

Senza giovani non c’è futuro

«Il futuro dell’impresa italiana passa dai giovani, dalla loro energia e dalla loro visione – ha sottolineato – per sostenerli servono strumenti concreti: accesso al capitale, rafforzamento del venture capital, semplificazione normativa e un piano strategico per lo sviluppo delle competenze. Serve soprattutto un grande patto generazionale, perché senza giovani non c’è futuro, e senza impresa non c’è Italia». Così è intervenuta al quarto summit dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia che quest’anno si è svolto in città, in collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confindustria Varese. Oltre 100 i partecipanti tra imprenditori, accademici e rappresentanti istituzionali per discutere delle sfide e delle opportunità legate all’innovazione industriale, alla twin transition e alla valorizzazione delle competenze nel nuovo scenario tecnologico.

La Lombardia arretra

Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia Jacopo Moschini ha ricordato la nascita del summit quattro anni fa. «L’obiettivo era chiaro: creare un luogo di confronto vero tra giovani imprenditori e istituzioni. Un luogo che mettesse al centro i giovani come classe dirigente del presente, per contribuire concretamente allo sviluppo del nostro territorio». Tanti i temi chiave affrontati in questi anni, ma nonostante la sinergia tra imprese e istituzioni si deve fare i conti oggi con un quadro economico difficile. «Nonostante resti sempre il motore nazionale e la prima regione manifatturiera d’Europa, la Lombardia arretra rispetto a quattro anni fa: la manifattura è in difficoltà, gli investimenti privati diminuiscono del 6,9% nell’ultimo anno e gli investimenti pubblici come il Pnrr faticano a produrre quell’effetto leva che ci si attendeva». Presente anche il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, che ha sottolineato l’aspetto dell’innovazione. «Oggi solo il 12% delle nostre imprese è in una fase avanzata di implementazione dell’intelligenza artificiale. Dobbiamo sforzarci di fare qualcosa di più e questo qualcosa in più lo chiediamo ai nostri giovani che hanno le competenze».

Verso Varese 2050

Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Varese Pietro Conti ha spiegato che il movimento a livello territoriale sta contribuendo alla costruzione di un ecosistema dell’innovazione nell’ambito del piano strategico #Varese2050 lanciato da Confindustria Varese. «Lo facciamo promuovendo, in stretta collaborazione con la nostra Università Liuc, percorsi per coltivare una cultura d’impresa tra i giovani; per creare opportunità di formazione per i nuovi imprenditori; per supportare la nascita di startup e metterle in connessione con le imprese già radicate; per stimolare percorsi di open innovation e contaminazione positiva di idee e applicazioni tra nuova imprenditoria e quelle aziende storiche che hanno fatto la fortuna della nostra industria e che hanno bisogno di un ripensamento strategico». Si è rivolto direttamente ai giovani imprenditori l’assessore regionale a università, ricerca e innovazione Alessandro Fermi. «Siete la testimonianza vivente e straordinaria di quanto ancora si possa credere in questo Paese. Oggi all’Italia, e soprattutto alla Lombardia, servono imprenditori, ma sono necessari anche mentori. E voi lo potete essere nei confronti delle nuove generazioni. Ci sono tanti ragazzi disillusi e sfiduciati: voi potete, raccontando la vostra storia, trasmettere fiducia e credibilità». Quindi ha spiegato che a breve uscirà un bando regionale da 60 milioni di euro per le università lombarde a favore di investimenti in tecnologia da mettere a disposizione delle imprese del territorio. L’incontro si è quindi sviluppato con tre tavole rotonde, per dialogare su altrettanti temi: Clean Industrial Deal e sviluppo delle tecnologie avanzate; Stem al femminile e ruolo delle donne nella scienza e nell’industria; Tecnologie emergenti e il loro impatto su prodotti e servizi del futuro.

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