Tasse su, tasse giù. Lo decide il laghée di Cazzago Brabbia

giorgetti governo tasse lago
Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia e delle Finanze

C’è chi, come Antonio Polito sul Corriere della Sera, lo definisce la “coscienza fiscale del centrodestra”. O chi, addirittura, come Marco Cremonesi, scrive che “Giorgetti non sembra più Giorgetti” che, da moderato, è diventato ministro d’attacco. Il circo mediatico non perde l’occasione per sottolineare, con ragione, le contraddizioni della coalizione di governo, soprattutto sul versante delle tasse: “Non aumenteranno”, “Aumenteranno”, un affermare e smentire che fa parte del gioco politico quando, come nell’attuale congiuntura, bisogna in qualche modo mettere le mani nelle tasche degli italiani per far fronte alle casse pubbliche che languono.

Operazione difficile e, per molti aspetti, anche imbarazzante per partiti che hanno impostato la loro propaganda sulla riduzione di imposte, tariffe e balzelli. Persino chi ha la memoria corta (noi italiani ne siamo spesso vittime) ricorderà Giorgia Meloni, prima di diventare premier, che prometteva interventi risolutivi sulle accise della benzina. Infatti, non scenderanno neanche di un centesimo. O la Lega che berciava contro la legge Fornero, mentre ora ha fatto calare il silenzio. E le promesse sulla flat tax? E lo sbandierato aumento delle pensioni? Tutta roba per catturare consensi elettorali, manco a dirlo. Quando si governa, la realtà è tutt’altra cosa.

Per questo, Giancarlo Giorgetti, laghée varesotto di Cazzago Brabbia (“Sono figlio di un pescatore e di una operaia tessile: so distinguere chi fa sacrifici e chi no”), dice pane al pane e vino al vino, senza fraintendimenti: in riva al lago parlano poco e chiaro, le circonlocuzioni sintattiche, i giri di parole non fanno parte del patrimonio culturale di chi è abituato alla fatica e a risolvere problemi. Per dirla tutta, il ministro dell’Economia non è come il suo collega alla Cultura, Alessandro Giuli, che, in Parlamento, fa la supercazzola per dire niente; un ministro dell’Economia è obbligato alla concretezza. Persino a costo di litigare con gli alleati di Forza Italia quando, dal loro punto di vista, sostengono sia un delitto ritoccare gli estimi castali. “Giù le mani dalle case degli italiani” è il refrain dei berlusconiani, nonostante nel mirino ci siano soltanto le abitazioni che hanno beneficiato del disastroso bonus del 110 per cento. Se ville e appartamenti ora valgono di più, i loro proprietari pagheranno di più. Giusto, no?

Il resto è cronaca di questi giorni, alla luce di una legge di Bilancio che, a sentire Giorgetti, “sarà equilibrata e metterà a tacere anche tutte le polemiche totalmente gonfiate e astruse”. Con l’aggiunta che “i sacrifici dovranno farli tutti, anche banchieri e finanzieri. Non mi sembra una bestemmia”. Traduzione: chi ha di più, paghi di più. C’è da domandarsi se, sinora, nel nostro Paese un simile concetto sia mai stato rispettato fino in fondo. Giorgetti lo ripropone con realismo. Punto.

Soltanto per questo passa da politico moderato a ministro d’attacco? Bè, l’uomo di Cazzago Brabbia si è sempre, o quasi, tenuto al riparo da certe diatribe interne alla Lega, il partito che ha rappresentato e rappresenta nei presidi istituzionali nazionali. Contrapposto alla politica dirompente e a volte spiazzante di Salvini è rimasto lì, a fare da contrappunto senza mai dichiararlo pubblicamente. Un ruolo quasi defilato rispetto al ribollire dei leghisti; defilato per nascondere il dissenso e rimanere fuori dalla mischia, ma pur sempre lì. Va bene, un discorso è la politica, un altro la concretezza di chi guida un dicastero di primo livello. Un capo, in linea di principio, dovrebbe sempre e soltanto dire la verità, anche quella più scomoda, che può sparigliare dentro un esecutivo nato per cambiare l’Italia e, per il momento, costretto ad ancorarsi al presente. Un esecutivo che non può sbracare in scia ai facili slogan; che, per ora, naviga a vista, affidando la cassa a un uomo cresciuto tra le brume insidiose di un lago, allenato a riportare la barca a riva.

giorgetti tasse governo lago – MALPENSA24
Visited 103 times, 1 visit(s) today