LONATE POZZOLO – «Il sindaco condivide ciò che è stato espresso nel deliberato dell’atto». Elena Carraro rompe il silenzio sul polo logistico previsto al Campagnone di Tornavento. Lo ha detto in consiglio comunale questa sera – 28 novembre – in risposta a un’interrogazione presentata dalla minoranza di Uniti e Liberi. Con un coup de théâtre, firmato da alcuni cittadini e residenti nella frazione di Lonate Pozzolo. Quando il primo cittadino ha preso parola, le persone si sono alzate e si sono tolte la giacca per mettere in mostra una maglia gialla con la scritta “+ Tornavento – cemento”. Una protesta silenziosa a cui hanno preso parte anche i consiglieri del gruppo guidato da Nadia Rosa.
Il sindaco rompe il silenzio
Da due mesi, circa, si attende che il primo cittadino si esprima sul progetto che fa così tanto discutere. I numerosi tentativi di Uniti e Liberi di scucire un commento sulla vicenda sono stati vani. Fino a questa sera. Il sindaco ha risposto puntualmente a tutte le domande, precisando che «ero a conoscenza dell’oggetto della delibera». E che «condivido» ciò che è stato espresso nell’atto di indirizzo, «finalizzato alla determinazione dei tempi e dei modi necessari all’attuazione della proposta progettuale, nonché alle opportune verifiche tecnico-normative in materia». Non solo, ha ribadito che «la giunta e la maggioranza ritengono fondamentale preservare la frazione di Tornavento, come tutto il resto del territorio». Ecco perché, ha aggiunto, «qualora il progetto abbia parere favorevole sarà priorità fare tutte le valutazioni del caso e proporre tutte le mitigazioni e le relative compensazioni e perequazioni». Tra le volontà anche di «ridurre l’impatto sull’abitato, sia in termini di viabilità che di inquinamento acustico». Con l’obiettivo, però, di «valutare i benefici verso la collettività». In futuro ci saranno assemblee pubbliche: «Se si dovesse concretizzare tale possibilità, sarà portata all’attenzione di tutti ma in particolare ai residenti di Tornavento». Per il momento ci sono stati solo dei colloqui «informali» con Regione Lombardia, Provincia di Varese e Parco del Ticino. «Non ci sono ad oggi convocazioni ufficiali di tavoli tecnici».
La parola ai protestanti
I protestanti, nel frattempo, hanno diffuso una nota in cui spiegano la loro posizione. Eccola:
Siamo un gruppo di cittadini di Tornavento, Sant’Antonino, Lonate Pozzolo e dei paesi limitrofi. Ci accomuna l’indignazione per la notizia che il Campagnone, all’ingresso di Tornavento, potrebbe essere trasformato da area agricola in una vasta distesa di capannoni logistici, deturpando e snaturando irreparabilmente la nostra frazione.
Questa sera siamo presenti al consiglio comunale per dare visibilità al malcontento diffuso nei confronti di questo devastante progetto e per rappresentare le numerose persone contrarie che non possono essere qui con noi.
Desideriamo sottolineare che la nostra intenzione non è interrompere il consiglio comunale né attuare azioni disturbanti. Si tratta, invece, di un flashmob silenzioso, un gesto simbolico ma determinato.
Questa iniziativa è solo il primo passo: nei prossimi mesi, organizzeremo ulteriori eventi e campagne per sensibilizzare non solo i cittadini del nostro Comune, ma anche quelli dei territori circostanti, affinché si uniscano a noi nella tutela di Tornavento contro questa minaccia di cementificazione.
Ringraziamo il gruppo Uniti e Liberi per il prezioso sostegno e la partecipazione attiva a questa iniziativa.
Insieme, possiamo impedire questo scempio e preservare il nostro territorio per le future generazioni.
Per Uniti e Liberi, «l’intervento è stato accolto con sufficienza, senza pensare alle conseguenze», ha detto Nadia Rosa. E poi, rivolta al sindaco, ha sottolineato che «due mesi di silenzio non hanno fatto bene alla sua reputazione».
La vicenda
La vicenda, poi, è nota. Tutto comincia a settembre, quando la giunta ha espresso il primo parere favorevole al maxi-progetto del Campagnone. Una riunione che aveva avuto come grande assente proprio il primo cittadino. Da allora, il gruppo d’opposizione guidato da Nadia Rosa ha chiesto a più riprese che Carraro prendesse una posizione in merito senza grossi risultati. All’ultimo consiglio comunale – lo scorso 30 ottobre – non si era esposta sul progetto dei capannoni, nonostante la questione fosse stata toccata in almeno un paio di occasioni. Questa volta, invece, in aula ha rotto il silenzio.
Capannoni Tornavento, UeL trova il modo di far parlare il sindaco. L’interrogazione
