BUSTO ARSIZIO – E se il candidato sindaco del centrodestra non toccasse alla Lega? Fratelli d’Italia inizia a sfogliare la margherita dei papabili, Forza Italia anche, ma circolano anche i primi nomi civici da spendere nel caso fosse necessario. E il toto sindaco a Busto Arsizio riprende ad impazzare, e addirittura qualcuno è pronto a rilanciare l’ipotesi delle primarie, come già nel 2016.
Lega, Busto si allontana?
I rumors in arrivo da Varese negli ultimi giorni potrebbero scompaginare molti piani: la Lega, tra le grandi città che andranno al rinnovo amministrativo nella primavera del 2027, avrebbe rimesso nel mirino il capoluogo, sua storica roccaforte dove ha sempre espresso (o indicato) il candidato sindaco da quando il centrodestra corre unito. Se fosse così, la sezione di via Culin di Busto Arsizio rischierebbe di perdere anche stavolta il treno per tornare ad issare il vessillo dell’Alberto da Giussano su palazzo Gilardoni: è da vent’anni che la città che per due mandati fu governata da un monocolore del Carroccio (sindaco Gianfranco Tosi) è senza un sindaco leghista. Salvo la parentesi del mandato a metà di Gigi Rosa.
Dalle “Tre Moschettier*”…
Eppure anche la Giöbia dei Giovani Padani, nel giorno del grande falò, ha alluso alla corsa elettorale mettendo in scena le “Tre Moschettier*” con una sedia: quella della successione del sindaco Emanuele Antonelli se la contenderebbero l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, l’assessore alla cultura Manuela Maffioli e l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, con quest’ultima apparentemente in pole position e già accusata di “essere in campagna elettorale” dalla presidente della Pro Patria Patrizia Testa. Ma se il tavolo provinciale dovesse spostare la casella della Lega verso Varese, Busto Arsizio giocoforza dovrà andare a Fratelli d’Italia o a Forza Italia. Così ci si inizia a chiedere a chi toccherà correre, e anche a prepararsi per l’eventualità, che fino ad oggi sembrava da escludere, in un gioco di incastri che dava gli Azzurri in pole sul capoluogo e i meloniani diretti su Gallarate (ma il primo partito per distacco si “accontenterebbe” della città meno grande?).
Ai Tre Moschettieri di FdI?
Così all’interno del circolo di Fratelli d’Italia qualche ragionamento hanno iniziato a farlo, per non farsi trovare impreparati. I nomi più in vista, per naturale continuità istituzionale, sono quelli del vicesindaco Luca Folegani, da quasi un anno e mezzo ormai in giunta, e della presidente del consiglio comunale Laura Rogora, che è ancora fresca di trasloco da Forza Italia ma può vantare dalla sua l’esperienza da assessore e da presidente del Parco Altomilanese nel precedente mandato. Sono le due massime cariche in città dopo quella del sindaco Antonelli, per una “felice anomalia” che è stata valorizzata dal partito anche a livello nazionale. E che per qualche militante «meriterebbe continuità» invece che lasciare campo libero alla Lega. Ma da tempo circola anche un altro nome in quota FdI, quello di Paolo Montani, presidente di Agesp Energia e considerato vicino al sindaco Antonelli. In passato qualcuno aveva affermato che “lo manda Mantovani”, visto che è tra i referenti in città dell’europarlamentare e sindaco di Arconate, ma ora sembra proprio che a mandarlo, nel caso, non sarebbe solo Mantovani, anche se lui di lavoro fa il manager in una multinazionale e non è detto che sia disponibile.
Azzurri e civici
E Forza Italia? Posto che la recente new entry Marco Reguzzoni non pare interessato a fare il sindaco di Busto perché graviterebbe politicamente più su Milano (lo dimostra l’incarico ottenuto in Principia, la ex Arexpo), i due nomi più spendibili, idealmente, sarebbero quelli del segretario cittadino Alberto Riva, già assessore ai lavori pubblici, e dell’eterno ex sindaco Gigi Farioli, problemi di salute permettendo. Oppure, se i partiti non si mettono d’accordo, si dovrebbe pescare nella società civile, e in questo senso da tempo circola insistentemente l’idea di lanciare in orbita la figura di Rudy Collini, cinquantenne presidente di Confcommercio sia a Busto che in provincia. Ma potrebbe farsi strada anche il nome del neo-benemerito Riccardo Comerio, presidente della Liuc e già alla guida dell’Unione Industriali della provincia di Varese. Oppure, come sempre, qualche “Mister X” che ancora è sotto coperta. E, vista l’abbondanza di nomi ma anche di incertezze, c’è chi fa girare anche l’ipotesi di fare le primarie. Dieci anni fa portò bene al centrodestra, oggi sembra fantascienza.
“Tre Moschettier*” e una sedia: la Giöbia dei Giovani della Lega di Busto guarda al 2027
