A tre mesi di distanza dal Remigration Summit, il controverso raduno europeo organizzato a Gallarate contro l’immigrazione e a favore del rimpatrio forzato di tutti gli stranieri, il questore di Varese ha emesso provvedimenti (foglio di via e avviso orale) contro i facinorosi anarchici che, a Busto Arsizio, per protesta contro il concomitante evento gallaratese, hanno provocato disordini, imbrattato muri e cercato di aggredire alcuni agenti. La massima autorità provinciale di pubblica sicurezza si è mossa sulla base delle indagini svolte dalla Digos, che ha identificato questi signori (si fa per dire). La violenza, i vandalismi, le esasperazioni delle proteste, di qualunque protesta che metta a repentaglio l’ordine pubblico, non sono tollerabili né, tanto meno, giustificabili e vanno sanzionate anche se pongono l’accento su una manifestazione come il Remigration dai contorni razzisti, palesemente fascisti.
Perché quella convention con personaggi perlomeno strani (eufemismo) riuniti al teatro Condominio di Gallarate, non ha discusso della pace nel mondo, piuttosto della necessità e, meglio, della volontà di cacciare dall’Italia e dall’Europa tutti gli stranieri, quelli irregolari, quelli che delinquono, quelli che sovvertono la società e che non meritano sconti, ma anche gli stranieri regolari, la cui presenza spesso risolve situazioni che noi autoctoni rifiutiamo di affrontare. Insomma, tutti a casa in nome della razza. E’ questa la sintesi del dibattito svoltosi al Condominio il 17 maggio scorso, sostenuto da alcuni partiti – Lega in cima al gruppo – che si sono schierati al fianco degli oratori. Minimizzando, com’è scontato che sia dal loro punto di vista politico, la sostanza etica e sociale dell’evento, motivandola con la libertà d’opinione che si deve a chiunque, persino al di là dei contenuti.
Inutile controbattere, e non è questo il tema che intendiamo sottolineare. Piuttosto ci preme conoscere dalle autorità chi erano davvero i partecipanti al Remigration. Sappiamo che uno di loro è stato di recente arrestato dalla Guardia Civil per aver promosso una rivolta contro gli immigrati di una città della Spagna; che un altro, il referente italiano del movimento, ha reso noto di essere stato aggredito nella vicina Svizzera, pestaggio di cui non si è saputo nulla di più; che all’inizio, la polizia di frontiera di Malpensa, ha respinto un danese ritenuto pericoloso e sgradito a molti Stati, arrivato per prendere parte al summit; sappiamo infine che alcuni dei leader del Remigration hanno il divieto di accesso in alcune nazioni europee, ma non in Italia dove possono concionare in tutta libertà.
Insomma, si conoscono aspetti che non depongono per rasserenare il contesto e gli argomenti della manifestazione di tre mesi fa. Riteniamo però che qualcuno, magari dallo stesso ministero dell’Interno, ci spieghi che cosa abbia rappresentato davvero il raduno gallaratese e se, nel nostro Paese, si dia agio a una destra così inquietante, nulla a che vedere con la destra liberale e con la democrazia che il governo di Giorgia Meloni ha sinora garantito e difeso. Non dobbiamo dirlo noi che i reati, oltre a quelli di cui si sono resi autori gli anarchici colpiti dai giusti provvedimenti del questore, sono anche di altro tipo, magari ideologici, e si insinuano nella società in modo subdolo e endemico. Finendo per provocare danni molto più gravi di una scritta provocatoria su un muro di una città.
Disordini a Busto contro il Remigration Summit. Foglio di via per dieci anarchici
