Tragedia di Trecate: Codacons denuncia Rfi per la mancanza di misure di sicurezza

Trecate incidente ferrovia Codacons

NOVARA – Sul grave incidente ferroviario avvenuto nei giorni scorsi a Trecate, nel novarese, il Codacons Lombardia ha annunciato la presentazione «di una denuncia alla Procura della Repubblica di Novara per verificare eventuali responsabilità di Rete Ferroviaria Italiana e della società di gestione dei convogli in relazione all’omessa adozione di misure idonee a prevenire l’attraversamento dei binari da parte degli utenti, nonché alla custodia e manutenzione dell’infrastruttura».

«Non si può dare la colpa solo all’imprudenza»

Secondo Marco Maria Donzelli, Presidente del Codacons Lombardia, «non si può continuare ad attribuire questi drammi esclusivamente all’imprudenza dei passeggeri. In una rete ferroviaria moderna, la sicurezza deve essere garantita da misure strutturali e controlli efficaci. Se tali strumenti mancano, vi è una responsabilità diretta di chi ha l’obbligo di vigilare e custodire le infrastrutture pubbliche. Chiederemo – conclude –  alla Procura di accertare eventuali omissioni di controllo e carenze nei dispositivi di sicurezza che avrebbero potuto evitare la morte di un ragazzo di vent’anni».

Mancano i sistemi di prevenzione

Secondo l’organizzazione di tutela dei consumatori l’episodio riaccende i riflettori sulle carenze strutturali e di sicurezza nelle stazioni ferroviarie minori, dove spesso la mancanza di barriere fisiche, la segnaletica insufficiente e l’assenza di sistemi di prevenzione espongono i viaggiatori a gravi rischi. «La stazione di Trecate – conclude l’associazione – è  dotata di soli due binari e un sottopasso, non risulta provvista di dispositivi idonei a impedire materialmente l’attraversamento improprio dei binari».

I due feriti ancora in ospedale

Intanto sono stazionarie le condizioni dei due ragazzi feriti e tuttora ricoverati all’Ospedale Maggiore di Novara. Il più grave ha una prognosi di 50 giorni per le numerose fratture e ferite riportate. Per il diciottenne egiziano morto, il cui nome era  Ammar Tamer Abdelmoneim Abdela Tahagià si è mobilitata la comunità islamica della moschea di Trecate dove il ragazzo si era trasferito da qualche mese e da dove partiva ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro nel milanese. La comunità si è fatta carico di avvisare la mamma che vive in Egitto (la famiglia di Ammar è originaria di un paese a un centinaio di chilometri dal Cairo)  e ha raccolto i fondi per pagare il trasporto della salma in patria e le spese per la cerimonia funebre.

Trecate, un’imprudenza fatale. Identificata la vittima, è un 18enne egiziano

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