Trump-Harris, il voto per la Casa Bianca è sul filo. Deciderà la Pennsylvania?

WASHINGTON – La mappa dice Trump, ma i sondaggi sono sul filo in quattro Stati e tutto può succedere. Nevada, Wisconsin, Michigan e soprattutto Pennsylvania: potrebbe giocarsi tutta qui la partita delle Elezioni Presidenziali USA di martedì 5 novembre tra Kamala Harris e Donald Trump. Sono i numeri di RealClearPolitics, la “bibbia” dei sondaggi USA che ha disegnato la mappa finale della distribuzione dei grandi elettori sulla base delle medie delle rilevazioni demoscopiche effettuate negli ultimi giorni. Trump appare avanti nella maggior parte degli “Swing States”, gli Stati in bilico che saranno decisivi, ma nelle ultime due settimane la sua rivale Harris è apparsa in recupero, mettendo la freccia di sorpasso in Michigan e in Wisconsin.

Gli “Swing States”

Una volta era l’Ohio lo stato chiave che poteva decidere la competizione. Ora potrebbe essere la Pennsylvania. I sondaggisti li chiamano “Battleground States”, sono gli Stati più combattuti, quelli in cui i candidati stanno spendendo più soldi ed energie per provare a strappare un voto in più del rivale. Tra gli Stati in bilico, secondo RealClearPolitics, quello più incerto è proprio la Pennsylvania, il cui soprannome è proprio “Keystone State”, lo Stato “Chiave di volta”. Mai come oggi. Solo uno 0,4% di distanza nella “super-media” delle rilevazioni demoscopiche più recenti. E quei 19 grandi elettori che potrebbero ribaltare la situazione tra Donald Trump e Kamala Harris: nella mappa finale di RCP, il tycoon conquistando il “Penn State” vincerebbe 287-251, ma se dovesse perderla, l’attuale Vicepresidente andrebbe a 270 contro i 268 del “former President”. Proprio la Pennsylvania dove Donald Trump ha subito l’attentato al comizio di Butler, andando a pochi millimetri dalla morte.

Gli scommettitori per Trump

Ma non è solo la mappa dei sondaggi a vedere Trump favorito, anche i bookmakers lo pronosticano in vantaggio. Per quasi tutte le principali agenzie di scommesse online, l’ex Presidente avrebbe circa sei probabilità su dieci di essere rieletto alla Casa Bianca, contro le quattro su dieci di Kamala Harris. Anche qui però la candidata Dem appare in leggera ripresa: Polymarket, il principale aggregatore di scommettitori, dava Trump in ascesa fino ad arrivare ad avere due probabilità su tre di vincere ma oggi le probabilità sono scese al 60%. D’altra parte la grande differenza che salta all’occhio rispetto al 2020, quando Biden sconfisse Trump, è nella tendenza del voto popolare: i sondaggi danno un testa a testa nazionale tra i due candidati, mentre quattro anni fa il tycoon repubblicano “partiva” con ben 7 punti di distacco dal “vecchio” Joe il giorno dell’Election Day.

Il vento dei sondaggisti

Insomma, come sempre alla fine saranno i voti reali a fare la differenza. Con qualche variabile che potrebbe stupire: pensiamo ad esempio al sondaggio di Selzer per il Des Moines Register, il principale quotidiano dell’Iowa, che a sorpresa nei giorni scorsi ha dato Kamala Harris in vantaggio – 47% contro 44% – in uno Stato considerato ormai tendenzialmente conquistato dai Repubblicani. Selzer non ha mai sbagliato l’ultimo sondaggio in Iowa dai tempi di George W. Bush, ma un’altra rilevazione normalmente credibile, quella dell’Emerson College, davanti Trump avanti di ben otto punti a Harris nello Stato-granaio del Midwest. Per contro, c’è da sottolineare che l’istituto di sondaggi che nel 2020 andò più vicino all’effettivo risultato elettorale, Atlas Intel, ha fatto uscire negli ultimi giorni una serie di rilevazioni che mostrano “The Donald” solidamente avanti in tutti gli Stati in bilico. Solo all’alba di domani mattina, 6 novembre, sapremo chi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Usa, perché ci conviene la Harris

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