Servizi segreti, il primo direttore del Sim fu di Turbigo: il libro di Bruno Perrone

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TURBIGO – Una vita passata nell’ombra – tanto da essere una figura quasi ignota ai suoi concittadini – ma proprio per questo funzionale al lavoro che svolse: il colonnello Attilio Vigevano, originario di Turbigo, ebbe un ruolo cruciale per i servizi segreti italiani poiché fu il primo direttore del Sim (Servizio Informazioni Militare). A sollevare il velo di mistero è stato Bruno Antonio Perrone, autore di un libro che ne ha ripercorso le vicende e che a fine novembre ha presentato a Palazzo De Cristoforis-Gray insieme a Maria Gabriella Pasqualini, docente universitario e storico dell’intelligence, e a Vanna Gobatti, che ne ha letto alcuni passi.

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La ricerca per realizzare la biografia

Un’opera che ha ricevuto l’elogio di Christian Garavaglia, consigliere di Regione Lombardia, per aver restituito visibilità a Vigevano, «turbighese di nascita e primo direttore del Sim, il primo strumento di intelligence militare italiano dopo la Grande Guerra. Ce lo ha raccontato in un libro l’autore e amico Bruno Perrone, complimenti per questo lavoro di ricerca storica».
Si tratta del frutto di un’indagine lunga e faticosa, durata tre anni, fatta di consultazioni di testi, seppur scarsi, l’esame di archivi e contatti con lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, così da avere le autorizzazioni necessarie per accedere ai documenti; a ispirare la stesura della biografia è stato il ritrovare il nome del colonnello sfogliando le pagine in una bancarella di libri usati a Parigi, durante una passeggiata lungo la Senna.

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L’Africa, la prima guerra mondiale e l’incontro con D’Annunzio

Il libro “L’eredità del colonnello Attilio Vigevano – Storia del primo colonnello del Sim” vede la luce nel centocinquantesimo anniversario della nascita del suo protagonista, avvenuta nel 1874. Figlio della turbighese Ernesta Bonomi e di Giuseppe Vigevano, commerciante di Abbiategrasso, frequentò l’Accademia militare di Modena, dove in seguito tornò come docente.
La sua carriera nell’esercito iniziò nel 1893 come sottotenente degli Alpini; partecipò allla guerra d’Abissinia negli anni 1896-1897 e, con il grado di capitano, a quella di Libia nel 1912, in cui si distinse per l’attività d’intelligence svolta. Affinò la sua conoscenza della materia nella prima guerra mondiale, che lo vide assegnato al settimo reggimento Alpini, alla guida a Belluno, con competenza sul Trentino e sul Tirolo, dell’Ufficio Informazioni Truppe Operanti della quarta armata.
Nel 1918 Vigevano fu al comando del trentanovesimo reggimento di fanteria cecoslovacco, formato da disertori dell’esercito austro-ungarico, e nel 1919 ricoprì l’incarico di capo dell’Ufficio Informazioni in Dalmazia, nel territorio di Fiume, dove incontrò Gabriele d’Annunzio. Responsabile del Servizio Informazioni dal 1921, collaborò alla nascita del Sim, il primo organismo di intelligence italiano,  e ne diventò il primo direttore: un ufficio che guidò con il grado di colonnello dal 1925 al 1926. Morì a Roma l’anno seguente.

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