«Un leghista dopo di me»: Fontana sorpassa Salvini e sfida FdI in Lombardia

Attilio Fontana con Matteo Salvini

MILANO – «Un leghista» dopo Attilio Fontana. È lo stesso governatore della Lombardia a mettersi in scia al clamoroso successo della Lega di Luca Zaia in Veneto per rivendicare la presidenza di Palazzo Lombardia per il Carroccio. «La Lega in Lombardia ha tanti amministratori validi che si metterebbero volentieri al servizio della causa» spariglia Fontana. Da leghista, lo ha sempre pensato. Ma «dopo questo risultato ancora di più» rivela ai cronisti.

Salvini frena

Affermazioni che arrivano dopo quelle del segretario federale Matteo Salvini, che all’indomani del trionfo in Veneto ha smorzato gli entusiasmi mostrandosi disposto a rispettare gli accordi di coalizione che assegnerebbero la Lombardia a Fratelli d’Italia nel 2028, al termine del secondo mandato dell’ex sindaco di Varese. «Nella mia Lombardia se Fratelli d’Italia avrà un candidato all’altezza sarò ben felice di accogliere la loro proposta» le parole del leader del Carroccio.

Fontana “mette la freccia”

«Figuriamoci se mi metto a commentare il mio segretario. Io ho espresso la mia opinione che è un po’ diversa» ribatte Attilio Fontana sul “Corriere”. Non un ammutinamento, ma è evidente che il “fattore Z” (Z di Zaia, chiaramente) sta ridando smalto a quel fronte del Nord che già in tempi non sospetti la Lega Lombarda di Massimiliano Romeo aveva ripreso a sventolare, richiamando i vecchi tempi del Carroccio di Umberto Bossi. È sempre Fontana a ricavare dall’esito elettorale veneto la morale che «la Lega è forte, e la Lega territoriale è fortissima, bisogna seguire quello che ci dicono gli elettori».

L’ombra di Giorgetti?

Dunque, un candidato leghista dopo Fontana. Anche perché, sostiene il presidente attuale, «la Lega in Lombardia ha tanti amministratori validi, apprezzati dai cittadini, vicini ai loro problemi. Alcuni sono anche impegnati a livello nazionale e penso che si metterebbero volentieri al servizio della causa. Ma non faccio nomi». Viene subito alla mente Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’economia di Cazzago Brabbia, figura che ogni tanto rimbalza nel gossip come possibile candidato autorevole al ruolo di governatore.

E FdI non ci sta

Mancano due anni ma la scelta del candidato per il dopo-Fontana rischia di surriscaldare il centrodestra. «Sarà deciso dal territorio, non a Roma» rimarca il segretario nazionale della Lega Lombarda Massimiliano Romeo. «FdI deve capire che le Regionali sono un’altra cosa rispetto alle Politiche». Ma i “Fratelli” non ci stanno: «Dovrebbero avere i numeri di telefono, facciano una chiamata a tre tra Salvini, Fontana e Romeo» ironizza il deputato Marco Osnato, “colonnello” di Ignazio La Russa in Lombardia.

Il fattore Z che manca alla Lega in Lombardia

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