Una provincia contro la “decrescita felice”

regione stati generali infrastrutture

C’è qualcuno che, malignando, considera gli Stati Generali delle infrastrutture in provincia di Varese, convocati il 20 giugno al Maga di Gallarate, una passerella di Regione Lombardia. Sarà pure una passerella però utile a fare il punto sugli interventi infrastrutturali che riorganizzano e, fino a prova contraria, migliorano viabilità, servizi, occasioni di sviluppo socio-economico di un territorio decisivo per la stessa regione. Per chi ha sotto mano i dati e il contesto da cui derivano, non è di certo retorica. A dire il vero, per rendersi conto di quale sia il reale quadro di riferimento basta il colpo d’occhio, se così possiamo dire. Partendo da Malpensa, che Attilio Fontana, il governatore lombardo, definisce comunque un hub nonostante Roma ne abbia usurpato il ruolo in suo esclusivo favore. Scelta politica, a suo modo scellerata nei confronti di Milano e dell’intero Nord Italia, della quale si è spesso parlato in passato per poi far calare il silenzio di rassegnazione.

Malpensa, certo, e tutto quanto sta attorno, dalle strade alle ferrovie alla logistica, in un crescendo di cantieri, conclusi, avviati, progettati e ipotizzati che definiscono un’area fondamentale per la mole delle attività imprenditoriali qui concentrate, per la stessa popolazione che vi abita, per il Varesotto e il suo futuro. La “lista della spesa” (qui l’elenco) è nutrita, offre motivi di confronto e, se si vuole, di polemiche per lo stravolgimento ambientale che ne deriva, ma inevitabile. A meno che si decida di scegliere la famosa “decrescita felice”, che propone un modello di vita magari più sostenibile a discapito dello sviliuppo economico.

Una scelta di sviluppo è già stata fatta. Lo ha detto a chiare lettere Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle Opere pubbliche, a conclusione dei lavori al Maga: “In provincia di Varese abbiamo investito 250 milioni di euro”. “Infrastrutture per la crescita” è il sottotitolo dell’opuscoletto che riassume la politica infrastrutturale di Palazzo Lombardia, i finanziamenti, il contributo dello Stato, l’efficacia dei fondi del Pnrr. Molte di questi interventi riguardano proprio la provincia di Varese, concentrati prevalentemente tra Busto Arsizio e Gallarate (presente il sindaco Andrea Cassani), cuore pulsante di una provincia definita policentrica non a caso. Che richiederebbe uno sforzo collettivo isituzionale più pressante.

Ne ha fatto riferimento Marco Magrini, presidente a Villa Recalcati, sottolineando l’importanza del dialogo fra enti, fra i Comuni e la Provincia (“Nonostante le penalizzazioni operative della legge Delrio”), la Provincia e la Regione. Anche per mettere a fuoco esigenze all’apparenza minori: vanno bene la ferrovia, la nuova strada, l’ampliamento di Malpensa e tutto quanto d’importante è in agenda. Guai a dimenticare, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture come le rotonde su alcune arterie principali (Vergiate-Besozzo), le piste ciclabili, i sottopassi, le manutenzioni stradali, insomma, gli interventi a completamento delle opere maggiori.

Dialogo, dicevamo, utile anche a capire che cosa manca nella progettualità complessiva della Regione. Un esempio? La tangenziale di Somma Lombardo, in discussione da decenni ma ferma al palo per le inspiegabili inerzie delle classi dirigenti che si sono succedute negli anni. Una macchia importante all’interno della grande mobilitazione infrastrutturale di una provincia che sta già facendo la differenza in Lombardia. Anche per questo sarebbe stato auspicabile una maggiore presenza agli Stati Generali di sindaci e amministratori locali, invece assenti in massa. Se non hanno ricevuto l’invito, male. Se è una fuga dal confronto, molto male.

Opere pubbliche, Regione ha investito 270 milioni in provincia di Varese. L’elenco

provincia stati generali decrescita – MALPENSA24
Visited 182 times, 1 visit(s) today